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	<title>riabilitazione &#8211; Kineform</title>
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	<description>Kineform è un metodo dato dall’unione della fisioterapia con le scienze Motorie per restituire il benessere globale della persona.</description>
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		<title>Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 07:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri l’efficacia degli allungamenti decompensati e del lavoro globale nei percorsi fisioterapici secondo l’approccio integrato di Tommaso Cesareo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Introduzione allo stretching e alla fisioterapia globale</h3>
<p>Alzi la mano chi di noi non si è mai cimentato, anche per pochi momenti, in posture più o meno consapevoli di stretching!</p>
<p>Sono certo che dedicare anche solo pochi minuti (a volte anche pochi secondi!) a questa pratica sia in assoluto ciò che accomuna trasversalmente generazioni di atleti, o “atleti”, siano essi semplici amatori o professionisti di qualche disciplina sportiva.</p>
<p>Negli anni ’70, in Europa, il “la” allo stretching (dal termine “to stretch” = allungare) la diede il runner e scrittore americano Bob Anderson.</p>
<p>Per completezza, questa attività era già ben presente molti secoli addietro, inserita ad esempio nelle prassi delle arti marziali orientali, come kung fu, karate, judo, ju jitzu, (si pensi che la più antica arte marziale, lo “Jabusame” o tiro con l’arco a cavallo, risale addirittura al VII secolo d.C.).</p>
<p>Molteplici discipline come ad esempio Yoga, Pilates, Tai Chi Chuan, Qi gong, tese al riequilibrio globale di mente, corpo e spirito, considerano lo stretching elemento essenziale per l’approccio metodologico, anche se con delle varianti specifiche, legate in primis alle modalità di applicazione, quindi alla filosofia della metodica stessa.</p>
<h3>L’evoluzione del concetto di globalità nei sistemi corporei</h3>
<p>Nel corso di tantissimi anni, il concetto di globalità è stato al centro dell’interesse di moltissimi autori, i quali si sono prodigati a sviluppare concetti e metodiche, partendo per esempio da quello di “catene muscolari”, nel tempo divenute “cinetiche”, fino a giungere ai giorni nostri e discutere di “sistemi neuro-osteo-mio-fasciali”.</p>
<p>Sono questi argomenti di estrema attualità, molto affascinanti aggiungerei, nonostante il precursore del concetto di catena cinetica pare essere stato l’ingegnere tedesco Franz Reuleaux, nel 1875.</p>
<h3>Dalle catene muscolari ai sistemi neuro-osteo-mio-fasciali</h3>
<p>Tra i tanti autori che si sono interessati agli studi della globalità del sistema muscolare, un nome illustre è senz’altro quello della fisioterapista francese Francoise Mézières, con le famose “squadre”, ovvero il concetto delle catene muscolari. Negli anni però tanti autori come Bricot, Busquet, Souchard, Myers, Rolf, ecc. studiarono e svilupparono metodiche terapeutiche, considerando pertanto la globalità del sistema motorio umano.</p>
<p>Considerando che parlare della globalità dei sistemi equivale a scoperchiare il vaso d Pandora, cioè si apre uno scenario molto complesso, non può non concentrare l’attenzione sull’elemento cardine dei sistemi, vale a dire “sua maestà” il muscolo.</p>
<p>All’interno del percorso terapeutico, sarà poi il punto di osservazione ad evidenziare il concetto di globalità o, differentemente l’approccio analitico, ad evidenziare le tante sfaccettature del fenomeno.</p>
<p>Diceva il mitico Totò: “ragioniere, ragioniamo”!</p>
<h3>La persona al centro: un approccio integrato alla terapia</h3>
<p>Da insegnante, abituato ad alternare valutazioni analitiche a quelle globali, inizio molto spesso dall’analisi della globalità. Successivamente provo a cercare le componenti analitiche “disfunzionali”, infine, una volta ottimizzate, le ripropongo in ottica di “compito generale”.</p>
<p>Da qui, il compito motorio che ne deriva può evidenziare due risultati: armonia o ancora disfunzione.</p>
<p>Se “funziona”, quindi la risposta risulta armonica, si va allo step successivo. Laddove invece la risposta non fosse quella desiderata, si torna indietro a cercare di comprendere quali elementi possono essere considerati affinché il compito possa risultare migliore.</p>
<p>Per ciascuno di questi stadi la chiave di lettura è certamente centrata sulla ricerca dell’elemento singolo “stonato” ma, esattamente come farebbe un direttore d’orchestra che indica la strada e la correzione al singolo musicista e contestualmente immagina il risultato e l’armonia nel contesto globale. L’orchestra appunto.</p>
<p>Pertanto, anche se l’argomento di queste riflessioni è rappresentato dagli allungamenti de-compensati, mi preme davvero sottolineare l’assoluto rispetto e considerazione che debba avere la persona, nella sua interezza e totalità.</p>
<h3>Il ruolo della motivazione nel percorso terapeutico</h3>
<p>Proprio come l’iceberg, guardare, valutare e giudicare solamente “l’emerso” significherebbe commettere un errore semplicistico, che ci potrebbe portare quasi certamente non solo a fallire l’obiettivo (motivo per cui il paziente è venuto da noi), ma ad usare una chiave di lettura professionale palesemente errata e fuorviante.</p>
<p>Pertanto l’adolescente con la scoliosi, l’adulto con la lombalgia, la sig.ra anziana con l’artrosi all’anca, o l’atleta con l’infiammazione al gomito, sono prima di tutto delle persone.</p>
<p>Non sono pertanto identificabili con le loro patologie o disfunzioni, peggio ancora attraverso le loro immagini radiografiche. Gli elementi in disfunzione (il gomito, la lombare, la scoliosi…) sono da contestualizzare in un’entità/sistema complesso qual è la persona umana, con tutte le risorse e limiti che una persona può avere.</p>
<p>Ricordiamo peraltro che è proprio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che si evince il concetto di salute come “condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale (e relazionale aggiungerei…) e non esclusivamente l’assenza di malattia o infermità” (schema 1). Quanto ogni elemento di questa delicata alchimia possa condizionare o dominare sugli altri, sta alla bellezza della diversità dell’uomo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4707 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.jpg" alt="Schema" width="334" height="224" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 1"></p>
<h3>Il terapista come guida verso l’armonia posturale</h3>
<p>Questo approccio “universale” non solamente per il rispetto dovuto all’essere umano in sofferenza, ma per meglio affrontare la problematica stessa, facendo diventare il paziente “attore del suo percorso”.</p>
<p>Viene così ad essere esaltata la componete volitiva, motivazionale, andando a sottolineare quella componente per noi tanto cara: la “compliance”, elemento essenziale nei percorsi terapeutici, specie se in seguito a dolore cronico.</p>
<p>Si esce quindi dall’ottica della centralità terapeutica e tutte le sue declinazioni possibili (strumentale, manuale…), ponendo saggiamente la persona e tutti i suoi bisogni come fulcro del progetto riabilitativo.</p>
<p>Il professionista della riabilitazione, oramai figura sempre più “olistica”, diviene pertanto il catalizzatore delle tante sfaccettature della salute, con il primario ruolo di “traghettare”, quasi come Caronte, il paziente da una sponda disfunzionale e algica, ad un’altra auspicabile. Il tutto passa attraverso la motivazione.</p>
<p>Del progetto terapeutico ne identifica le tappe, scandendone modi e tempi, oltre a riconnettere, laddove necessario, il paziente con la sua quotidianità. Personalmente ho sempre ritenuto importante inserire esempio elementi di educazione all’ergonomia nel proprio ambiente, in particolare per pazienti anziani che vivono da soli in casa.</p>
<h3>La postura come sistema dinamico e complesso</h3>
<p>A parità di “apparente” patologia, la diversità dell’essere umano offre e impone attenzione su capacità motorie differenti (fibre muscolari differenti, corredo genetico, capacità coordinative…), stile di apprendimento (attivista, riflessivo, pragmatico…), motivazione, componente caratteriale ed emotiva, ecc. ecc.</p>
<p>Infine, per poter dar luogo a qualunque processo di apprendimento c’è bisogno di qualcuno disposto ad insegnare, e viceversa. Il processo è biunivoco e non può essere scisso. Si parla infatti di processo di insegnamento-apprendimento.</p>
<p>Porto un esempio che spero risulti calzante.</p>
<p>Se in una famiglia “sana” uno dei componenti ha un problema, il risultato è che tutto il nucleo familiare (chi più e chi meno) ne risulta coinvolto, tanto da farsene carico con preoccupazioni, condivisioni, umori…ecc. Allora perché non deve valere anche per un sistema meravigliosamente integrato e complesso come quello umano?</p>
<h3>Dall’analitico al globale: un percorso di consapevolezza</h3>
<p>E’ proprio per la necessità di adattamento (sia a carattere posturale che funzionale) ad ambienti o contesti differenti, che il sistema mio-fasciale ne diviene elemento cardine.</p>
<p>Sotto la guida attenta e coinvolta del terapeuta si ottimizzeranno le risposte del paziente, con le coordinate precise del movimento desiderato.</p>
<p>Ultimo, ma non ultimo elemento è legato alla sfera emotiva e caratteriale. Senza la giusta “leva” su questi ambiti, il progetto di cambiamento “posturale”, quindi funzionale fallirebbero.</p>
<h3>Il sistema fasciale e la teoria della tensegrità</h3>
<p>Ecco che all’unisono la postura, vista nella sua accezione olistica viene ad essere condizionata dal singolo elemento disfunzionale. Basterà un “semplice” dolore al polpaccio per perturbare l’armonia posturale e funzionale dell’intero sistema.</p>
<p>Come si evince dalle foto sotto, passare da uno stato di disarmonia posturale (foto 1) con conseguenti limitazioni emotive e caratteriali, verso l’armonia (foto 2) non solo è possibile ma auspicabile. L’intervento in team, quindi interprofessionale, è quasi sempre vincente.</p>
<p>Una volta inserite le giuste dosi di “training analitico”, se vogliamo distrettuale, si procede con l’inserimento degli schemi motori via via più complessi e globali, con la graduale integrazione nei differenti piani dello spazio e le opportune afferenze percettive.</p>
<p>Pertanto, cosi come il singolo elemento condiziona il sistema, anche il globale può dare un contributo all’integrazione del singolo elemento.</p>
<p>In quest’ottica, implementare la presa di coscienza e tutte le componenti senso-percettive che ne stanno alla base, diviene indispensabile nel percorso di recupero funzionale, sia esso dedicato al paziente anziano che al giovane atleta. Appropriarsi della competenza percettiva corporea (specie se il corpo ha subito un’alterazione indotta dal/i trauma/i, per esempio) diviene humus su cui inserire tutti gli altri elementi che avranno così una connotazione consapevole, cosciente.</p>
<p>Affinché la propriocezione del singolo “elemento” in disfunzione possa essere educata ad una nuova competenza, bisogna che sia possibile “allenarla” fuori dalla globalità.</p>
<figure id="attachment_4692" aria-describedby="caption-attachment-4692" style="width: 227px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-4692 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg" alt="E.A. – 15 anni ½ - Disarmonia Posturale - Kineform" width="227" height="302" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 2" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg 227w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /><figcaption id="caption-attachment-4692" class="wp-caption-text">E.A. – 15 anni ½ &#8211; Disarmonia Posturale &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4693" aria-describedby="caption-attachment-4693" style="width: 237px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4693" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-17-anni-.jpg" alt="E.A. – 17 anni - Kineform " width="237" height="300" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 3"><figcaption id="caption-attachment-4693" class="wp-caption-text">E.A. – 17 anni &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il riequilibrio modulare progressivo: metodo e applicazioni</h3>
<p>Questo perché, cosi come avviene esattamente in ogni attività di insieme, come può essere un’azienda, laddove qualcuno non procede come dovrebbe, ecco che perturba il gruppo.</p>
<p>Intervengono così gli adattamenti, dapprima funzionali, successivamente, se permanenti, disfunzionali e tutt’altro che economici.</p>
<p>Tutti i nostri organi, dai muscoli al cuore, dalle articolazioni al sistema nervoso, dal sistema viscerale al tessuto sanguigno sono tra loro intimamente collegati, dal sistema fasciale, che risponde alle regole indotte dalla “tensegrità strutturale” (concetto coniato dall’ing. R.B. Fuller). Siamo di fronte ad uno straordinario e complesso network.</p>
<p>La fascia è una straordinaria struttura di tessuto connettivo denso, che prende origine da uno dei foglietti embrionali (il mesoderma), che avvolge e compenetra tutti gli organi del nostro corpo e attraverso la sua architettura divenendo supporto strutturale per tutti gli organi, sistemi e apparati. Il collega Ft dott. Bruno Bordoni ne è eccellente e appassionato e studioso.</p>
<p>Quando il sistema non risulta capace di contrastare le carie forze che agiscono, per risparmiare verso la gravità, si protegge retraendosi, accorciandosi (fig. 1).</p>
<h3>Rieducazione del sistema con gli allungamenti decompensati</h3>
<p>Il presupposto teorico è che gli accorciamenti connettivali obbligano il sistema a ridurre il numero di fibre muscolari “funzionali”, quindi di unità motorie chiamate in causa, visto che una % ne risulta compromessa. Le inserzioni osteo-tendinee risulteranno trazionate e, nel tempo potrebbero andare incontro a deformazioni morfo-funzionali e/o strutturali.</p>
<p>Allungamenti de-compensati, ben condotti, non solo risulteranno liberatori verso l’azione gravitaria, ma contestualmente arricchiti di componenti propriocettive e di controllo, quindi con maggiore espressione di forza, elasticità, leggerezza, bellezza e armonia (foto 2).</p>
<p>Oramai quasi 19 anni orsono frequentai il corso di formazione del metodo Kabat, tenuto con competenza e maestria dal collega Ft dott. Giuseppe Monari (“Nanni”) che lo importò in Italia dall’America, alla fine degli anni ’80. Successivamente l’approccio venne ulteriormente elaborato, fino a divenire l’attuale: “Riequilibrio Modulare Progressivo con Facilitazioni Neurocinetiche (RMP)”.</p>
<figure id="attachment_4699" aria-describedby="caption-attachment-4699" style="width: 566px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4699 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png" alt="Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”. - Kineform " width="566" height="520" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 4" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png 566w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-300x276.png 300w" sizes="auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px" /><figcaption id="caption-attachment-4699" class="wp-caption-text">Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”.</figcaption></figure>
<p>Questa tecnica nasce dall’osservazione e dallo studio dei movimenti dello sport, in particolare le arti marziali e della danza, in cui i concetti di diagonalità e spiralità permettono al movimento di esprimere la massima potenza, armonia, velocità e coordinazione. La metodica prevede pertanto degli schemi motori chinesiologicamente corretti, tali da traducono fedelmente le osservazioni fatte.</p>
<p>In base ai dati appena riportati nel precedente paragrafo, appare di grande importanza procedere verso il riequilibrio delle componenti osteo-neuro-mio-fasciali (abbiamo visto che risulterebbe non corretto parlare solamente di muscoli, vista la complessità e l’unicità del sistema motorio umano).</p>
<h3>Stabilizzazione propriocettiva e integrazione del movimento</h3>
<p>Il classico esempio è rappresentato dal test per l’allungamento del quadricipite femorale da effettuare in piedi (fig. 3). Con l’aiuto della mano omolaterale si afferra il dorso del piede e si prova a portare il piede a contatto con il gluteo. La maggior parte di noi ci riesce.</p>
<p>Modificando ora la posizione dell’intero sistema (fig. 4), flettendosi e portando il ginocchio controlaterale sotto al petto, flettendo bene l’anca in modo da ridurre l’azione lordosizzante di retti femorali e psoas, la sorpresa è che nella maggior parte dei casi, prima dei 90° la tensione diviene forte, quasi dolorosa.</p>
<figure id="attachment_4700" aria-describedby="caption-attachment-4700" style="width: 173px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4700" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-3-Allungamento-autogestito-non-de-compensato.jpg" alt="Foto 3 - Allungamento autogestito, non de-compensato - Kineform " width="173" height="262" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 5"><figcaption id="caption-attachment-4700" class="wp-caption-text">Foto 3 &#8211; Allungamento autogestito, non de-compensato &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4701" aria-describedby="caption-attachment-4701" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-4701" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto4.Allungamento-de-compensato-in-Protezione-di-colonna-300x192.jpg" alt="Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna - Kineform" width="300" height="192" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 6"><figcaption id="caption-attachment-4701" class="wp-caption-text">Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Verso uno schema corporeo consapevole e funzionale</h3>
<p>Questo, quindi, che significato ha?</p>
<p>Significa che la risposta del “sistema integrato”, che organizza delle strategie inibitorie da parte di distretti “apparentemente” non interessati alla performance, di fatto aiuta a rispondere alle esigenze funzionali o disfunzionali richieste.</p>
<p>Attraverso l’allungamento ed il successivo reclutamento delle catene neuro-cinetiche possiamo arrivare a trattare gli squilibri posturo-funzionali (per citare un concetto caro al collega e maestro dott. Philippe Caiazzo) in modo tale da far permanere gli adattamenti ottenuti, consentendo così al sistema di approdare ad una dimensione percettiva e motoria nel suo complesso (fig. 5).</p>
<p>Quindi reclutamento, allungamento e stabilizzazione dei risultati ottenuti rappresentano un unicum inscindibile (fig. 6)</p>
<p><strong>Altri esempi di apprendimenti in differenti ambiti di trattamento</strong></p>
<figure id="attachment_4703" aria-describedby="caption-attachment-4703" style="width: 424px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4703 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-5.-Training-di-allungamento-de-compensato-complesso-con-feedback-differenti-e-contestuale-reclutamento-distrettuale.jpg" alt="Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale - Kineform " width="424" height="274" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 7"><figcaption id="caption-attachment-4703" class="wp-caption-text">Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4704" aria-describedby="caption-attachment-4704" style="width: 522px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4704 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png" alt="Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: - CC posteriore di Dx - CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti." width="522" height="364" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 8" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png 522w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6-300x209.png 300w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /><figcaption id="caption-attachment-4704" class="wp-caption-text">Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: &#8211; CC posteriore di Dx &#8211; CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti.</figcaption></figure>
<p>Attraverso l’applicazione della metodica RMP si ha la possibilità di “oggettivare” le lunghezze, pertanto si consegnano dei valori reali delle retrazioni riscontrate, potendone valutare concretamente il miglioramento nel corso del progetto terapeutico.</p>
<figure id="attachment_4705" aria-describedby="caption-attachment-4705" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4705 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png" alt="Schema 3 - Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla." width="666" height="350" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 9" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png 666w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3-300x158.png 300w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption id="caption-attachment-4705" class="wp-caption-text">Schema 3 &#8211; Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla.</figcaption></figure>
<p>Partendo quindi da valutazioni calibrate e precise, si riesce, sia in ambito neurologico che ortopedico ad evidenziare i punti critici, calibrando l’atto terapeutico. Questo permette di venire a conoscenza in modo chiaro dei problemi senso-motori del paziente e di comporre una “modulistica mirata” che utilizza molteplici varianti nell’atto terapeutico (fig. 7).</p>
<figure id="attachment_4706" aria-describedby="caption-attachment-4706" style="width: 272px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4706 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-7.jpg" alt="Foto 7 - Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi)." width="272" height="173" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 10"><figcaption id="caption-attachment-4706" class="wp-caption-text">Foto 7 &#8211; Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi).</figcaption></figure>
<p>Da quanto appena sostenuto, nei tanti anni di lavoro è nata l’esigenza di coniugare differenti strategie, strumenti, modalità applicative e metodiche di insegnamento, con il fine ultimo di risultare plasticamente adattabili alla persona/paziente, modificandole il proprio schema corporeo/motorio.</p>
<p><strong>Modalità esecutiva:</strong></p>
<ol>
<li>Attenta spiegazione teorica e pratica del compito da svolgere</li>
<li>Si invita il paziente “all’ascolto” delle afferenze propriocettive</li>
<li>Si guida verso la fase della differenziazione (o della segmentazione cosciente)</li>
<li>Si approda alla fase rappresentativa (in cui si rievoca senza l’ausilio propriocettivo)</li>
<li>Si introducono delle variabili operative (anche ad altri livelli)</li>
</ol>
<p>A questo punto ci si potrebbe chiedere quale sia la localizzazione neurologica dello schema corporeo. In effetti una localizzazione ben precisa sembra difficile da definire anche se qualche tentativo è stato fatto (ad esempio Luria, 1974):</p>
<blockquote><p>“lo schema corporeo è il frutto dell’integrazione di molte funzioni sensoriali, motorie, emotive, e pertanto coinvolge numerose aree corticali, implicando l’intervento associativo di molteplici centri cerebrali”.</p></blockquote>
<p>La capacità di presa di coscienza corporea e di elaborazione dello schema corporeo sono seriamente ostacolate dallo stato muscolo-tensivo e di tensione emotiva.</p>
<p>Questa evidenza clinica trova anche delle conferme sperimentali (Ruggieri et al., 1983), che hanno documentato a questo proposito come il grado di auto-percezione corporea sia inversamente proporzionale al livello di tensione miografica.</p>
<h3><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>Il presente lavoro intende sottolineare quanto la terapia manuale analitica, alternata al training globale, possa apportare notevoli benefici in termini di afferenze senso-percettive nonché di implemento delle competenze tecnico-specifiche.</p>
<p>Le catene neuro-mio-fasciali, se retratte, limiteranno e obbligheranno all’adattamento la gestualità (tecnica, nel caso di sportivi). Conseguentemente, de-strutturare schemi motori errati è capitolo ostico, a volte con tempi molto lunghi per l’ottenimento delle correzioni auspicate.</p>
<p>Il mix sapiente di alternanza tra la globalità e le specificità dei sistemi offrono opportunità di ottenimento di risultati che vanno ben oltre le modifiche funzionali del singolo “muscolo”, consegnando reale benessere ai nostri pazienti.</p>
<p>Infine, attraverso il dialogo inter-professionale ed il confronto conseguente, Terapisti, Chinesiologi, Preparatori atletici, Medici, Specialisti … e tutte le altre figure si riusciranno ad ottenere risultati certamente migliori rispetto al lavoro del singolo.</p>
<p>Ancora una volta, il Team vince.</p>
<p>Per tutti noi appassionati di riabilitazione, a proposito di Team vincenti, per l’eccezionale lavoro svolto mi preme ringraziare di cuore il team di “Fisioterapia e Riabilitazione” e “il Riabilitatore magazine”. In primo luogo il collega Ft dott. Marco Musurrofiti, tra i primi a immaginare, progettare e realizzare questa utile e preziosa piattaforma.</p>
<p>L&#8217;articolo verrà pubblicato su <a href="https://www.ilriabilitatore.it/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Il Riabilitatore magazine&#8221;</a>.</p>
<p><a href="https://kineform.it/chi-siamo/"><em><strong>Tommaso Cesareo</strong></em></a></p>
<p>Fisioterapista – Chinesiologo &#8211; Councellor IMR &#8211; Responsabile Studio Kineform, Padova</p>
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		<title>ReHub: la piattaforma di riabilitazione digitale</title>
		<link>https://kineform.it/rehub-la-piattaforma-di-riabilitazione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 21:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Rehub]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri ReHub, la rivoluzionaria piattaforma di riabilitazione digitale per la fisioterapia in Italia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex max-w-full flex-col flex-grow">
<div class="min-h-8 text-message flex w-full flex-col items-end gap-2 whitespace-normal break-words [.text-message+&amp;]:mt-5" dir="auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="b3872b33-d5ce-4ff1-b2fa-5aaf418ccd23" data-message-model-slug="gpt-4o">
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<p>Nel panorama della sanità digitale italiana, è arrivata una novità che promette di trasformare l’approccio alla fisioterapia e alla riabilitazione. Si tratta di ReHub, una piattaforma tecnologica sviluppata da una startup spagnola, specializzata in assistenza sanitaria digitale, che utilizza l’intelligenza artificiale e la visione artificiale per monitorare gli esercizi riabilitativi in tempo reale. Nata in Spagna nel 2016 grazie all’intuizione dei co-fondatori Silvia Raga (CEO) e Ricardo Jauregui (CTO), ReHub ha già trovato spazio nei più importanti centri italiani, tra cui Humanitas, Istituto Maugeri, TopPhysio a Roma e le cliniche del gruppo Kos.</p>
<h3>ReHub: Un&#8217;Innovazione nella Terapia del Movimento</h3>
<p>ReHub non è solo una piattaforma digitale, ma una vera e propria soluzione per la riabilitazione personalizzata e a domicilio. Grazie alla sua avanzata tecnologia, permette di adattare gli esercizi terapeutici alle esigenze specifiche di ogni paziente, monitorando i progressi da remoto con una precisione notevole. Utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale e la computer vision, ReHub permette di registrare parametri come ampiezza, velocità, ripetizioni, forza e compensazioni dei movimenti, tutto tramite la fotocamera dello smartphone del paziente.</p>
<p>Questa tecnologia innovativa rende possibile la terapia del movimento per pazienti con difficoltà motorie, fornendo loro un supporto efficace e immediato per i loro esercizi. <strong>Circa 8,5 milioni di italiani soffrono di difficoltà motorie</strong>, e quasi 6 milioni di essi si affidano a fisioterapisti per il trattamento. ReHub risponde a questa crescente domanda, offrendo una soluzione più accessibile e flessibile rispetto alle tradizionali terapie in presenza.</p>
<h3>Come funziona ReHub</h3>
<p>E&#8217; progettata per offrire un’esperienza di riabilitazione domiciliare altamente personalizzata e monitorata. Attraverso la piattaforma cloud, i professionisti sanitari possono creare programmi di esercizi su misura, scegliendo tra oltre 3.000 esercizi guidati dall’intelligenza artificiale. I pazienti eseguono gli esercizi sotto la supervisione virtuale della piattaforma, che fornisce feedback in tempo reale grazie ai suoi algoritmi avanzati. Questo sistema aiuta i fisioterapisti a ottimizzare i programmi terapeutici, adattandoli in base ai progressi del paziente e garantendo risultati migliori.</p>
<p>Un aspetto distintivo di ReHub è la sua capacità di monitorare ogni movimento con estrema precisione, utilizzando oltre 60 punti di rilevamento sul corpo del paziente. Questo permette di correggere i movimenti in tempo reale, offrendo un’esperienza terapeutica sicura ed efficace, anche da casa. Inoltre, i professionisti possono seguire l’andamento della terapia e interagire con i pazienti tramite chat e videoconsulto, mantenendo un contatto costante durante tutto il percorso riabilitativo.</p>
<h3>I Vantaggi</h3>
<p>ReHub non solo aumenta la precisione della riabilitazione, ma ha anche un impatto significativo sul sistema sanitario. Secondo i dati clinici, i pazienti che utilizzano ReHub riportano un miglioramento del 30% rispetto alle tecniche di riabilitazione tradizionali. Questa piattaforma consente inoltre di ridurre le liste d’attesa per la fisioterapia, aumentando la produttività dei centri riabilitativi di oltre il 30%. Grazie alla possibilità di eseguire esercizi da casa, i pazienti possono ridurre le sedute in presenza fino al 60%, con un risparmio sui costi di trasporto che può arrivare al 50%.</p>
<p>Per i pazienti, questa autonomia significa una maggiore flessibilità e un controllo più attivo sul proprio percorso di recupero. L’alto livello di personalizzazione e la possibilità di monitorare i progressi in tempo reale migliorano l’aderenza al trattamento, aumentando la motivazione e rendendo la terapia più efficace. Su oltre 15.000 pazienti trattati con ReHub, il 90% ha dichiarato che riutilizzerebbe la piattaforma, segno della sua efficacia e della soddisfazione dei pazienti.</p>
<h3>Le Patologie Più Trattate con ReHub</h3>
<p>Si è rivelata particolarmente efficace per una vasta gamma di patologie muscoloscheletriche, trattando più di 25.000 pazienti finora. Tra le principali patologie affrontate con successo troviamo:</p>
<ul>
<li><strong>Dolore lombare</strong>: una delle cause più comuni di ricorso alla fisioterapia.</li>
<li><strong>Cervicalgia</strong>: spesso causata da posture scorrette o tensioni muscolari.</li>
<li><strong>Lesione condrale del ginocchio</strong>: problema articolare che richiede riabilitazione mirata.</li>
<li><strong>Lesione del legamento crociato anteriore</strong> e <strong>strappi alla cuffia dei rotatori</strong>: lesioni frequenti tra gli sportivi.</li>
<li><strong>Distorsione alla caviglia</strong> e <strong>frattura della clavicola</strong>: traumi che necessitano di un recupero funzionale graduale.</li>
<li><strong>Capsulite adesiva della spalla</strong> e <strong>sindrome da impingement</strong>: patologie dolorose che limitano la mobilità e richiedono un approccio specifico.</li>
</ul>
<p>La varietà di esercizi disponibili e la possibilità di adattare il trattamento rendono ReHub uno strumento versatile e adatto a molte esigenze riabilitative.</p>
<h3>Una Nuova Era per la Riabilitazione in Italia</h3>
<p>L’arrivo di ReHub in Italia segna un passo importante verso la digitalizzazione della fisioterapia e della riabilitazione. In un contesto in cui la domanda di assistenza fisioterapica è sempre più elevata, questa piattaforma rappresenta una risorsa preziosa per i professionisti del settore e per i pazienti. Grazie all’intelligenza artificiale e alla visione artificiale, ReHub offre un’esperienza terapeutica sicura, precisa e accessibile, permettendo ai pazienti di intraprendere il loro percorso di guarigione direttamente da casa.</p>
<p>L’utilizzo di ReHub nei centri di eccellenza italiani, come Humanitas e le cliniche TopPhysio, dimostra l’efficacia della piattaforma e il valore che questa tecnologia può aggiungere al sistema sanitario. La fisioterapia digitale non è solo una tendenza, ma una soluzione concreta per migliorare l’accessibilità e l’efficienza dei trattamenti riabilitativi.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>ReHub rappresenta il futuro della <a href="https://kineform.it/camminata-e-fisioterapia-contro-il-mal-di-schiena/">fisioterapia</a> in Italia, unendo innovazione e cura personalizzata per offrire ai pazienti un percorso di recupero più agevole e sicuro. Per chi cerca una soluzione efficace e moderna per la riabilitazione, ReHub offre una piattaforma avanzata che consente di migliorare la propria salute in modo autonomo e flessibile.</p>
<p>Fonte articolo <a title="www.superabile.it" href="https://www.superabile.it/portale/it/dettaglio.gen.2024.06.teleriabilitazione-fisioterapia-ai.html" target="_blank" rel="noopener">www.superabile.it</a></p>
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		<title>Vacanze estive: 7 consigli su come evitare infortuni</title>
		<link>https://kineform.it/vacanze-estive-7-consigli-su-come-evitare-infortuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 09:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[idratazione]]></category>
		<category><![CDATA[riposo]]></category>
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		<category><![CDATA[salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come evitare infortuni durante le vacanze estive, mantenendo l'equilibrio tra attività fisica e riposo estive e ad alcuni esercizi di fisioterapia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Vacanze estive: non solo riposo</h3>
<p>L’estate è sinonimo di vacanze, relax e divertimento, ma per chi segue un percorso di fisioterapia, mantenere la costanza e la disciplina necessarie per il proprio benessere fisico può rappresentare una sfida. Tuttavia, con un po’ di pianificazione e qualche accorgimento, è possibile conciliare il riposo estivo con il proprio percorso di riabilitazione. In questo articolo esploreremo come affrontare l’estate mantenendo l’impegno nella fisioterapia, suggerendo strategie e attività per godere al meglio delle vacanze senza compromettere i progressi ottenuti.</p>
<h3>Preparazione prima della partenza</h3>
<p><strong>Il primo passo per affrontare l’estate con serenità è una buona pianificazione.</strong> Prima di partire per le vacanze, è importante consultare il proprio fisioterapista. Discutere delle attività che si intende fare durante il soggiorno, delle possibili limitazioni e delle modalità per continuare gli esercizi anche lontano da casa è essenziale per evitare problemi e mantenere i progressi raggiunti.</p>
<p>Un aspetto da considerare è la predisposizione di un programma di esercizi adattabile al contesto vacanziero. Il <a title="fisioterapista" href="https://kineform.it/il-fisioterapista-cosa-fa-e-quando-rivolgersi-a-lui/">fisioterapista</a> può fornire una serie di esercizi che non richiedono attrezzature particolari, facilmente eseguibili ovunque ci si trovi. Inoltre, è utile informarsi su eventuali strutture locali che offrono servizi di fisioterapia, in modo da avere un riferimento in caso di necessità.</p>
<h3> Attività fisica e fisioterapia</h3>
<p>Le vacanze possono essere l’occasione perfetta per integrare gli esercizi di fisioterapia con attività fisiche piacevoli e benefiche. Ad esempio, nuotare è un’attività eccellente che può aiutare a mantenere la mobilità e la forza muscolare senza sovraccaricare le articolazioni. L’acqua offre un supporto naturale che riduce lo stress sul corpo, rendendo il nuoto un’opzione ideale per chiunque stia seguendo un percorso di riabilitazione.</p>
<p>Anche camminare sulla spiaggia può essere un’attività benefica, poiché la sabbia offre una superficie instabile che stimola i muscoli stabilizzatori e migliora l’equilibrio. Tuttavia, è importante fare attenzione e non esagerare, soprattutto se si soffre di problemi alle articolazioni o ai tendini.</p>
<p>Se la vacanza prevede escursioni o trekking, è fondamentale prepararsi adeguatamente, scegliendo percorsi adatti al proprio livello di allenamento e portando con sé tutto il necessario per affrontare eventuali imprevisti. Scarpe comode e adatte, una buona idratazione e pause frequenti sono essenziali per evitare sovraccarichi e infortuni.</p>
<h3>Esercizi di fisioterapia in ambienti diversi</h3>
<p>Mantenere la routine di esercizi durante le vacanze può sembrare difficile, ma con un po’ di creatività è possibile adattarli all’ambiente in cui ci si trova. Ad esempio, molti esercizi di fisioterapia possono essere eseguiti utilizzando oggetti di uso comune come una sedia, una bottiglia d’acqua o un asciugamano. Questo permette di non dover portare con sé attrezzature specifiche, ma di continuare comunque il programma di riabilitazione.</p>
<p>Anche sfruttare gli spazi naturali può essere una buona idea. Una passeggiata in un parco, esercizi di stretching sulla spiaggia o una sessione di yoga all’aperto possono essere modi piacevoli ed efficaci per mantenere il corpo attivo e rilassato.</p>
<h3>L&#8217;importanza del riposo</h3>
<p>Non bisogna dimenticare che le vacanze sono anche un momento per riposare e ricaricare le energie. Un buon equilibrio tra attività fisica e riposo è fondamentale per evitare il sovraccarico e lo stress fisico. Assicurarsi di dormire a sufficienza, prendersi del tempo per rilassarsi e ascoltare il proprio corpo sono aspetti essenziali per affrontare l’estate in modo salutare.</p>
<h3>Consigli</h3>
<p>La stagione estiva spesso stravolge i ritmi quotidiani, con eventi serali, cene con amici e attività sportive all&#8217;aperto. Tuttavia, è importante prestare attenzione a diversi fattori per evitare infortuni e godere appieno del periodo estivo:</p>
<ol>
<li><strong>Alimentazione</strong>: Seguire un regime alimentare equilibrato è fondamentale per ridurre il rischio di infortuni e malesseri fisici. Evitare diete iperproteiche che escludono i carboidrati, essenziali per fornire energia ai muscoli.</li>
<li><strong>Idratazione</strong>: Bere almeno due litri di acqua al giorno è consigliato per mantenere il corpo idratato, controllare la pressione arteriosa e nutrire i muscoli. In estate, è necessario aumentare l&#8217;apporto di acqua a causa delle alte temperature e della maggiore sudorazione.</li>
<li><strong>Preparazione fisica</strong>: La preparazione fisica dovrebbe essere regolare durante tutto l&#8217;anno. Evitare allenamenti estenuanti e improvvisati poco prima delle vacanze per evitare sollecitazioni e lesioni muscolari.</li>
<li><strong>Riposo</strong>: Il riposo è fondamentale per rigenerare e ristabilire l&#8217;equilibrio muscolare. Ascoltare il proprio corpo e concedersi pause quando necessario è essenziale per prevenire infortuni.</li>
<li><strong>Riscaldamento</strong>: Dedicare qualche minuto al riscaldamento muscolare prima di qualsiasi attività fisica riduce il rischio di infortuni. Anche in estate, è importante preparare i muscoli con movimenti adeguati.</li>
<li><strong>Attrezzature sportive</strong>: Utilizzare equipaggiamento idoneo durante le attività sportive per migliorare le prestazioni e prevenire lesioni.</li>
<li><strong>Tecnica sportiva</strong>: Seguire una corretta tecnica sportiva è fondamentale per evitare traumi. Movimenti errati, soprattutto su terreni non uniformi come la sabbia, possono causare danni alle articolazioni.</li>
</ol>
<p>Mantenere la costanza nella fisioterapia durante l’estate è possibile con una buona pianificazione e qualche accorgimento. Consultare il proprio fisioterapista, integrare gli esercizi con attività piacevoli, adattare la routine all&#8217;ambiente vacanziero e mantenere un equilibrio tra attività fisica e riposo sono passaggi essenziali per godere delle vacanze senza compromettere i progressi ottenuti nel percorso di riabilitazione.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="www.focus.it/scienza" href="https://www.focus.it/scienza/salute/estate-da-fisioterapisti-strategie-contro-acciacchi-rovina-vacanze" target="_blank" rel="noopener">www.focus.it/scienza</a>.</p>
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		<title>Kineform al 1° convegno SIGM: 22 Giugno 2024</title>
		<link>https://kineform.it/kineform-convegno-sigm-fisioterapia-riabilitazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 12:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Counselling]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno SIGM]]></category>
		<category><![CDATA[Salute nel terzo millennio]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere globale]]></category>
		<category><![CDATA[Interdisciplinarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Kineform]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri il 1° Convegno SIGM dedicato alla Fisioterapia, Riabilitazione e Benessere Globale. Interdisciplinarietà e nuove prospettive per la salute.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-grow flex-col max-w-full">
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<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p><strong>Il prossimo sabato 22 giugno 2024</strong>, il Grand Hotel delle Nazioni a Montegrotto Terme (PD) ospiterà il 1° Convegno Regionale SIGM, un evento imperdibile per tutti i professionisti del settore medico e della riabilitazione. Organizzato dalla Società Italiana di Ginnastica Medica (SIGM), il convegno si concentra sul tema &#8220;Uomini e Donne: La Salute nel Terzo Millennio&#8221;, mettendo in evidenza l&#8217;importanza della sinergia tra diverse specialità per il benessere globale della persona.</p>
<p>Questo evento, patrocinato dalla Società Italiana di Ginnastica Medica, rappresenta un&#8217;importante occasione di confronto tra educatori fisici, fisioterapisti, medici chirurghi e altri professionisti, con l&#8217;obiettivo di promuovere una crescita personale e professionale attraverso la condivisione di conoscenze e pratiche innovative.</p>
<h3><strong>Convegno SGM: un programma ricco </strong></h3>
<p>Il convegno si articola in due giornate. La prima, sabato 22 giugno, presso il Grand Hotel delle Nazioni, sarà dedicata a sessioni teoriche e divulgative. Dopo la registrazione dei partecipanti e il saluto delle autorità alle 08:30, i lavori prenderanno il via con la presentazione del presidente del convegno, Tommaso Cesareo. Seguiranno lezioni magistrali e sessioni tematiche che affronteranno vari aspetti della salute e del benessere, dalla chirurgia vertebrale alla mindfulness nel processo di cura.</p>
<p>Tra i relatori, spiccano nomi di rilievo come Antonio Aloisi, presidente nazionale SIGM, e Manlio Bitocchi, fisioterapista e osteopata. Non mancheranno momenti di pausa e networking, come il coffee break delle 11:00 e la pausa pranzo delle 13:00, che offriranno ulteriori occasioni di scambio tra i partecipanti.</p>
<h4><strong>La partecipazione di Kineform e del Dott. Tommaso Cesareo</strong></h4>
<p>Un contributo significativo sarà offerto dallo studio fisioterapico <a title="Kineform" href="https://kineform.it/chi-siamo/">Kineform</a>, guidato dal dott. Tommaso Cesareo. Il dott. Cesareo, oltre a essere il presidente del convegno, terrà un intervento sulla presa di coscienza corporea in terapia manuale, evidenziando l&#8217;importanza di un approccio olistico e integrato nel trattamento dei pazienti. Kineform, noto per la sua eccellenza nel campo della fisioterapia e della riabilitazione, è impegnato a fornire cure di alta qualità e a promuovere la salute e il benessere attraverso tecniche innovative e personalizzate.</p>
<p>La partecipazione di Kineform a questo evento testimonia l&#8217;impegno dello studio nel campo della formazione continua e della condivisione delle conoscenze. Il dott. Cesareo e il suo team saranno presenti anche nella seconda giornata del convegno, domenica 23 giugno, presso la palestra della Fondazione O.I.C. Onlus &#8211; Residenza &#8220;Santa Chiara&#8221; a Padova, dove si svolgeranno esercitazioni pratiche in team.</p>
<h3><strong>Workshop e esercitazioni pratiche</strong></h3>
<p>La mattina di domenica 23 giugno sarà dedicata a workshop dimostrativi e esercitazioni pratiche. Tra le attività in programma, il Team Kineform terrà una sessione sul riequilibrio delle catene cinetiche attraverso tecniche integrate, mostrando l&#8217;importanza della collaborazione tra terapia manuale e motricità adattata. Questa sessione pratica offrirà ai partecipanti l&#8217;opportunità di apprendere nuove tecniche e metodologie direttamente applicabili nella loro pratica quotidiana.</p>
<p>Questo evento non è solo un momento di apprendimento, ma anche un&#8217;occasione per creare nuove connessioni e collaborazioni che possono portare a sviluppi significativi nel campo della medicina fisica e della riabilitazione. Con il sostegno di organizzazioni come Kineform, il futuro della salute nel terzo millennio appare sempre più promettente, orientato verso un approccio olistico e centrato sulla persona.</p>
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<div class="mt-1 flex gap-3 empty:hidden juice:-ml-3">
<div class="items-center justify-start rounded-xl p-1 flex">
<h4 class="flex items-center"><strong>ISCRIZIONI AL CONVEGNO:</strong></h4>
<div class="flex items-center">Infine è possibile inscriversi al convegno e partecipèare cliccando sul seguente link: <a title="sigm.it/evento" href="https://sigm.it/evento/uomini-e-donne-la-salute-nel-terzo-millennio/" target="_blank" rel="noopener">sigm.it/evento</a>.</div>
<div>Scarica il programma <a href="https://kineform.it/wp-content/uploads/2024/06/0-PROGRAMMA-Conv.-REG.-SIGM-2024.docx-pdfooK.pdf">qui</a>.</div>
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</div>
</div>
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		<title>Rivoluzione della Riabilitazione: il ruolo dei robot-fisioterapisti</title>
		<link>https://kineform.it/rivoluzione-riabilitazione-robot-fisioterapisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 12:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza Sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Fit For Medical Robotics]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come la tecnologia robotica sta rivoluzionando la riabilitazione con il progetto "Fit For Medical Robotics". Leggi di più su questa rivoluzione. 
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;Integrazione tra Robotica e Riabilitazione</h3>
<p>L&#8217;evoluzione tecnologica sta rivoluzionando il settore della riabilitazione, aprendo nuove prospettive con l&#8217;introduzione dei robot-fisioterapisti. Queste macchine complesse, capaci di interagire con i pazienti e di guidarli durante gli esercizi, offrono un supporto fondamentale per migliorare i processi <a title="Fiosterapista" href="https://kineform.it/il-fisioterapista-cosa-fa-e-quando-rivolgersi-a-lui/">Fiosterapista</a>.</p>
<h4>Una Nuova Era per la Salute</h4>
<p>L&#8217;Università Campus Bio-Medico di Roma ha sviluppato un innovativo sistema che unisce la capacità di dialogo con la capacità di movimentare gli arti, integrando così la riabilitazione fisica con quella cognitiva. Questo approccio crea un ambiente accogliente e coinvolgente per i pazienti durante le sessioni riabilitative, simile all&#8217;assistenza offerta dai fisioterapisti tradizionali.</p>
<h3>Il Progetto &#8220;Fit For Medical Robotics&#8221;</h3>
<p>Per garantire l&#8217;efficacia di queste tecnologie nella pratica clinica, è stato avviato il progetto &#8220;Fit For Medical Robotics&#8221;, finanziato con 126 milioni di euro dal Piano Complementare al PNRR. In collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e altre istituzioni, questo progetto mira a valutare l&#8217;utilità dei robot in diverse patologie e contesti riabilitativi, coinvolgendo oltre 2000 pazienti in studi clinici su tutto il territorio nazionale.</p>
<h4>Vantaggi e Obiettivi</h4>
<p>L&#8217;introduzione dei robot-fisioterapisti non mira a sostituire i professionisti della salute, ma a offrire un supporto complementare per ottimizzare i trattamenti riabilitativi. Grazie alla personalizzazione dei trattamenti e alla standardizzazione delle pratiche, si punta a migliorare l&#8217;efficacia e l&#8217;accessibilità delle cure, garantendo un&#8217;assistenza di qualità per tutti i pazienti.</p>
<h4>Il Futuro della Riabilitazione</h4>
<p>Con l&#8217;implementazione di palestre robotizzate e l&#8217;utilizzo di sensori per monitorare costantemente i pazienti, si prospetta un futuro promettente per la riabilitazione. Queste innovazioni permettono di superare le limitazioni dei trattamenti tradizionali, offrendo soluzioni su misura per le esigenze di ogni individuo.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="www.repubblica.it/salute" href="https://www.repubblica.it/salute/dossier/labrevolution/2024/02/09/news/palestra_robot_fisioterapia_riabilitazione-422095416/" target="_blank" rel="noopener">www.repubblica.it/salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pet-therapy un aiuto alla fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/pet-therapy-un-aiuto-alla-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 08:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[pet-therapy]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Un aiuto per sentirsi meglio arriva dall'affetto che solo un cane sa dare. La pet-therapy genovese lo ha dimostrato con un progetto sperimentale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Pet-therapy</h3>
<p>Non solo esami, medici e farmaci: a volte un aiuto concreto per sentirsi meglio arriva dall’affetto incondizionato, quello che solo un cane sa dare. Una convinzione che adesso ha anche basi scientifiche, grazi a un progetto sperimentale e all’avanguardia portato avanti dal Centro Clinico NeMO di Arenzano in collaborazione con Mondovicino Outlet e la Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport.</p>
<h3>Due pastori svizzeri diventano &#8220;fisioterapisti&#8221;</h3>
<p>Il progetto si chiama “ConFido” ed è partito a settembre 2016 fa coinvolgendo 50 pazienti affetti da sclerosi multipla e malattie neuromuscolari: per 25 di loro era prevista nella riabilitazione anche la <strong>pet therapy</strong> in compagnia di due pastori svizzeri bianchi, che per 170 sedute si sono messi a disposizione per coccole, gioco o semplicemente per tenere compagnia in silenzio.</p>
<p>Al loro fianco anche medico, fisiatra, <a href="https://kineform.it/fisioterapia/">fisioterapista</a>, terapista occupazionale, psicologa, veterinario e coadiutore del cane. Gli altri 25 pazienti coinvolti nel progetto, considerati come “gruppo di controllo” per permettere di valutare l’efficacia dello studio, sono stati invece sottoposti a trattamenti di fisioterapia e terapia tradizionali.</p>
<p>Il risultato dello studio è stato sorprendente, anche se non inaspettato: Takoda e Anduril (questi i nomi dei due pastori svizzeri) si sono rivelati una sorta di “panacea” per i pazienti, che in loro hanno trovato un’inaspettata risorsa non soltanto dal punto di vista psicologico, ma anche fisico.</p>
<p>I questionari sottoposti ai partecipanti alla sperimentazione hanno infatti confermato che i pazienti coinvolti nella pet therapy hanno avuto una significativa riduzione del livello di ansia e depressione, affiancata allo stesso aumento delle capacità motorie garantite dalla terapia tradizionale.</p>
<h3>I dati della Pet-therapy presentati a Boston</h3>
<p>Dati che dimostrano come la pet therapy posso essere un valido strumento nella riabilitazione, e che verranno presentati durante il Simposio Internazionale sulla Sla e sulle malattie del motoneurone, in programma a Boston dall’8 al 10 dicembre. Il progetto nel frattempo è andato avanti, coinvolgendo un gruppo sempre più ampio di pazienti:</p>
<blockquote><p>«I risultati di questa seconda fase dello studio confermano la riduzione dei vissuti di ansia nel gruppo dei pazienti coinvolti nel percorso di pet therapy, a cui si associa questa volta anche una diminuzione della depressione &#8211; conferma la dottoressa Manuela Vignolo, fisiatra del Centro Clinico NeMO di Arenzano e responsabile scientifico del progetto &#8211; Per lo stesso gruppo di pazienti, accanto a questi aspetti più propriamente psicologici, emerge un nuovo dato statisticamente significativo, legato al miglioramento della performance motoria: migliorano l’equilibrio e la propriocettività, ossia la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio.</p>
<p>Questo dato ha una evidente ricaduta sulla capacità di mantenere la stabilità soprattutto nei cambi direzionali. Questo nuovo risultato positivo rispecchia l’osservazione che effettuiamo quotidianamente nella nostra palestra riabilitativa, di una elevata aderenza che i pazienti dimostrano nell’eseguire il trattamento proposto in associazione al cane. È con gioia pertanto che proseguiamo il nostro lavoro anche dal punto di vista dell’osservazione scientifica, grati ai nostri sostenitori e stimolati dall’offrire un servizio sempre migliore ai nostri pazienti affetti da patologie gravemente disabilitanti».</p></blockquote>
<p>Secondo gli esperti del Centro Clinico NeMO il progetto ConFido conferma dunque che, nell’ambito dei trattamenti per le malattie neuromuscolari, la terapia assistita con animale viene percepita non pericolosa, innovativa e strumento di supporto concreto alle terapie tradizionali.</p>
<p>E secondo il responsabile del cane il percorso non causa stress all’animale e mette in evidenza, su basi scientifiche, la connessione tra i partecipanti al programma, il tipo di co-terapia e la soddisfazione di tutti gli operatori sanitari del Centro Clinico NeMO, infermieri e personale. Un aspetto che potrà essere ulteriormente approfondito in futuro.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a href="https://www.genovatoday.it/" target="_blank" rel="noopener">www.genovatoday.it</a></p>
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		<title>Dolore alla Spalla: come agire</title>
		<link>https://kineform.it/dolore-alla-spalla-come-agire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 10:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[La spalla è una struttura particolarmente mobile e molto complessa del corpo umano, e per questo motivo è spesso dolorante. Scopri cosa fare.
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Le cause del dolore alla spalla</h3>
<p>Il dolore alla spalla può essere provocato dal conflitto subacromiale, dalla lesione del tendine sovraspinato o dall’infiammazione della cuffia dei rotatori.</p>
<p>Praticando sport come il rugby o il tennis, l’atleta sollecita la spalla in maniera anomala, procurandosi lesioni da sovraccarico. Il corpo umano, per fortuna, manda dei segnali, come per esempio infiammazioni e gonfiori, che aiutano a capire che la spalla sta soffrendo. A questo punto è necessario intervenire in maniera svelta e corretta.</p>
<p><strong>Senza una buona e giusta cura, infatti, si può perdere la mobilità completa della spalla.</strong> Dall’inizio possono risultare dolorosi i movimenti compiuti fuori dal campo visivo oppure quelli sopra la testa.</p>
<h3> La calcificazione della spalla</h3>
<p>Qual è il meccanismo che porta un tendine a calcificarsi? E cos’è una calcificazione?</p>
<p>Quando la spalla si infiamma, sta mandando una risposta alla lacerazione del tendine; e dove c’è la lesione, il tendine cerca di ripararsi e forma una cicatrice. Con il passare del tempo il tendine va in forte sofferenza, l’omero si avvicina sempre di più all’acromion, creando una cicatrice.</p>
<p>Con frequenti microlesioni del tessuto, poi, la cicatrice diventa sempre più spessa, dura, rigida, formando una calcificazione. Quest’ultima è un meccanismo che crea accumuli di sali di calcio in zone particolarmente sollecitate. Si tratta di un processo che viene attivato dal corpo umano come autoprotezione dalle sollecitazioni.</p>
<p>Nel caso della spalla, la calcificazione aiuta a mantenerla più forte, ma anche più rigida. Non è consigliabile andare a sciogliere le calcificazioni con onde d’urto o infiltrazioni, perché vorrebbe dire intervenire contro il meccanismo di protezione attivato dall’organismo stesso.</p>
<h3>Riabilitazione della spalla dolorosa: quando iniziarla?</h3>
<p>La <strong>riabilitazione</strong>, svolta già dal secondo giorno, aiuta a recuperare mobilità e a guarire più velocemente. Perciò per far guarire la lesione, la calcificazione o la borsa subacromiale infiammata, il tendine deve essere attivato e rinforzato. Lo stimolo immediato aiuta ad accelerare il processo di riparazione e a creare tessuto nuovo.</p>
<p>In questo modo il corpo può ricominciare a sopportare meglio tutti i carichi richiesti</p>
<h4>La Fisioterapia</h4>
<p>Non sono rari i casi in cui un tendine lesionato e diagnosticato come tale da esami specifici, non causa dolore poiché non si è subito un trauma. Si tratta, a dire il verso, di circa il 50% dei pazienti con usura del tendine sovraspinato.</p>
<p>In questi casi, quando cioè la <strong>risonanza magnetica</strong> evidenzia lesioni ma la spalla non fa male, non bisogna fasciarsi la testa né pensare al peggio. Bisogna, invece, contattare immediatamente un <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapista</strong></a> esperto in grado di trattare con cura i muscoli.</p>
<p>È stato <strong>scientificamente dimostrato</strong>, infatti, che nel caso in cui il tendine sia lesionato, sono proprio i muscoli a garantire le ottimali funzionalità della spalla. È importante concentrarsi sulla parte sana del tendine.</p>
<p>Nei casi in cui, invece, si sia subito un trauma, è necessario comunque rivolgersi sempre a un medico.</p>
<p>Questo articolo è stato tratto da <a href="https://www.fisiosportlife.it/" target="_blank" rel="noopener">www.fisiosportlife.it</a></p>
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