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	<title>prevenzione &#8211; Kineform</title>
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	<description>Kineform è un metodo dato dall’unione della fisioterapia con le scienze Motorie per restituire il benessere globale della persona.</description>
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	<title>prevenzione &#8211; Kineform</title>
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		<title>Il potere trasformativo della fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/potere-trasformativo-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 13:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[recupero]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come la fisioterapia può trasformare il tuo benessere fisico e la tua vita, offrendo soluzioni innovative per la prevenzione e il recupero.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo dello <a title="sport" href="https://kineform.it/sport-invernali-4-consigli-per-prevenire-gli-infortuni/">sport</a> e del recupero fisico, la fisioterapia ha sempre giocato un ruolo fondamentale. Tuttavia, è tempo di guardare oltre i tradizionali trattamenti post-infortunio e riconsiderare il ruolo di questa disciplina nell&#8217;ottimizzazione della salute e del benessere fisico.</p>
<h3>La Fisioterapia come Azione Proattiva</h3>
<p>Non dovremmo limitare la fisioterapia al solo recupero post-infortunio. Dovremmo considerarla come un&#8217;azione proattiva per alleviare il dolore, migliorare il movimento e affrontare le specifiche debolezze del nostro corpo. Questa prospettiva ci consente di ottenere risultati a lungo termine e di sentirci meglio fisicamente.</p>
<p>Atleti di élite come LeBron James e Russell Wilson investono considerevoli risorse nell&#8217;auto-cura fisioterapica, dimostrando che la prevenzione e il recupero sono elementi cruciali per il successo atletico a lungo termine.</p>
<p>Oggi, sempre più persone hanno accesso diretto ai fisioterapisti, permettendo una maggiore facilità di prenotazione delle visite e una riduzione dei costi iniziali. Questo cambiamento è cruciale per rendere la fisioterapia accessibile a tutti.</p>
<h3>Prevenire è Meglio che Curare</h3>
<p>Il concetto di &#8220;prehab&#8221; sta guadagnando terreno, incoraggiando le persone a prendersi cura del proprio corpo prima che si verifichino problemi. Questa pratica può migliorare l&#8217;integrità strutturale del corpo, rendendola essenziale per atleti, anziani e lavoratori fisicamente attivi.</p>
<h3>Il Ruolo del Fisioterapista nella Formulazione del Piano di Allenamento</h3>
<p>Collaborare con un fisioterapista può aiutare a sviluppare un piano di allenamento mirato e personalizzato, adattato alle esigenze specifiche del corpo di ciascuno.</p>
<p>Gli allenamenti non dovrebbero essere visti solo come mezzi per migliorare la forma fisica, ma anche come forme di terapia fisica. Un&#8217;attività intensa e costante può contribuire alla prevenzione di problemi futuri.</p>
<h3>Massimizzare l&#8217;Utilizzo delle Risorse di Recupero</h3>
<p>Con l&#8217;ampia disponibilità di tecnologie e attrezzature per il recupero, è fondamentale sapere come utilizzarle al meglio. Un fisioterapista può fornire non solo consigli su cosa utilizzare, ma anche su come farlo in modo efficace.</p>
<h3>Investire nella Propria Salute</h3>
<p>L&#8217;esperienza personale mi ha insegnato che investire nella fisioterapia è un investimento nella propria salute, forma fisica e prestazioni. Sia che tu sia un atleta professionista o un individuo attivo, consultare un fisioterapista può portare a benefici tangibili e duraturi.Prendi il controllo del tuo benessere fisico oggi stesso e scopri il potenziale trasformativo della <a title="fisioterapia" href="https://kineform.it/trattamenti-mal-di-testa-emicrania-sollievo/">fisioterapia</a>. La tua salute te ne sarà grata.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="www.gqitalia.it" href="https://www.gqitalia.it/article/fisioterapia-benefici" target="_blank" rel="noopener">www.gqitalia.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zaino pesante e scoliosi: verità e miti svelati dagli esperti</title>
		<link>https://kineform.it/zaino-pesante-e-scoliosi-verita-dagli-esperti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 08:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Abitudini sane]]></category>
		<category><![CDATA[Attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione alla salute]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute vertebrale]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopriamo insieme come i miti legati allo zaino scolastico pesante e la scoliosi vengono sfatati da esperti del settore. Impariamo l'importanza della postura corretta e dell'attività fisica per la salute della colonna vertebrale dei più giovani.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La vera causa del mal di schiena tra i giovani</h3>
<p>Molti credono che uno zaino pesante possa causare <a href="https://kineform.it/3-cose-per-correre-bene-nonostante-la-scoliosi/">scoliosi</a>. Tuttavia, gli esperti chiariscono che la vera causa di problemi alla schiena nei giovani è prevalentemente una postura scorretta, spesso legata all&#8217;uso eccessivo di dispositivi come smartphone e tablet.</p>
<p>Il dott. Bernardo Misaggi, autorevole figura nella Ortopedia Traumatologia per Patologie della Colonna Vertebrale presso l&#8217;ASST Gaetano Pini-CTO, sottolinea che sebbene il mal di schiena possa essere associato alla scoliosi, nella maggior parte dei casi è dovuto a comportamenti posturali scorretti. Questi comportamenti possono certamente influenzare la forma della colonna vertebrale, ma non sono collegati direttamente alla scoliosi.</p>
<h3>Cifosi: abitudini e rischi</h3>
<p>Pur non essendo lo zaino pesante una causa diretta della scoliosi, bisogna prestare attenzione alla cifosi. Questa patologia può essere infatti influenzata da abitudini come la mancanza di attività fisica, la <a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/">postura</a> scorretta, o il carico eccessivo dello zaino.</p>
<h3>La prevenzione è la chiave: consigli e segnali d&#8217;allarme</h3>
<p>Per garantire la salute della colonna vertebrale dei giovani, è fondamentale monitorare la loro postura e, nel caso di dubbi, effettuare una visita specialistica. Il periodo tra la quinta elementare e la prima media è particolarmente critico in questo senso.</p>
<p>Il dott. Lorenzo Panella, esperto in Riabilitazione presso l&#8217;ASST Gaetano Pini-CTO, mette in evidenza come la sedentarietà rappresenti un vero nemico per la colonna vertebrale in formazione. La pubertà, in particolare, è un periodo delicato per lo sviluppo osseo.</p>
<p>È fondamentale consultare uno specialista se un giovane mostra sintomi come inarcare le spalle, inclinare i piedi, schioccare la mandibola, provare vertigini, dolore oculare o problemi all&#8217;udito. Anche se non direttamente collegati a problemi vertebrali, questi segni meritano un&#8217;attenzione particolare.</p>
<h3>Zaino pesante e Salute: raccomandazioni ufficiali e considerazioni</h3>
<p>Da tempo, la comunità si interroga sull&#8217;effetto degli zaini pesanti sulla salute, considerando la fragilità della colonna vertebrale durante la crescita. I paramorfismi e dismorfismi sono preoccupazioni reali, rendendo cruciale un approccio informato.</p>
<p>Nel 2009, due ministeri italiani hanno rilasciato un documento focalizzato sul peso ideale degli zainetti scolastici, sottolineando che esso non dovrebbe superare il 10-15% del peso dell&#8217;individuo. L&#8217;importanza di una distribuzione equilibrata del peso e una migliore organizzazione del materiale scolastico sono state sottolineate, indicando una chiara necessità di educare sia gli studenti che gli insegnanti.</p>
<h4><strong>La visione olistica della salute</strong></h4>
<p>Non solo il peso degli zaini, ma anche altri fattori come posture corrette, tempo davanti agli schermi e attività fisica giocano un ruolo cruciale nella salute dei giovani. L&#8217;educazione alla salute dovrebbe incorporare una visione completa, promuovendo abitudini sane in ogni aspetto della vita quotidiana.</p>
<h4><strong>Un impegno congiunto per la salute scolastica</strong></h4>
<p>Nel 2019, un accordo ha riconosciuto la necessità di indirizzi integrati per promuovere la salute a scuola, mostrando la sinergia tra istituzioni per garantire un ambiente sano e informato.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a href="https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/scuola-lo-zaino-non-provoca-la-scoliosi-ma-mette-a-rischio-la-schiena" target="_blank" rel="noopener">www.nostrofiglio.it</a> e <a href="https://www.salute.gov.it/portale/saluteBambinoAdolescente/dettaglioContenutiSaluteBambinoAdolescente.jsp?lingua=italiano&amp;id=1938&amp;area=saluteBambino&amp;menu=scuola" target="_blank" rel="noopener">www.salute.gov.it.</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fisioterapia post-partum: Un alleato fondamentale per le neomamme</title>
		<link>https://kineform.it/fisioterapia-post-partum-un-alleato-per-le-neomamme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 11:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere post-partum]]></category>
		<category><![CDATA[diastasi addominale]]></category>
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		<category><![CDATA[trattamento della diastasi addominale]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri i benefici della fisioterapia post-partum nel trattamento della diastasi addominale, una condizione che riguarda il 30% delle neomamme.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il Post-partum</h3>
<p>La <a href="https://kineform.it/gravidanza-fitness-6-linee-guida-da-seguire/">gravidanza</a> è un&#8217;esperienza straordinaria che porta molteplici cambiamenti nel corpo di una donna. Uno dei cambiamenti più evidenti avviene nell&#8217;addome, dove i muscoli si adattano alla crescita del feto. Ma cosa succede dopo la nascita?</p>
<p>Contrariamente a ciò che molti potrebbero pensare, il ritorno alla normalità non è immediato. Ne sa qualcosa la dott.ssa Alessandra Russo, fisioterapista presso gli ambulatori Humanitas Medical Care De Angeli a Milano, Arese e Domodossola.</p>
<p>In particolare, una condizione che colpisce circa il 30% delle neomamme è la diastasi addominale, una separazione dei muscoli verticali dell&#8217;addome. Ma c&#8217;è una buona notizia: la fisioterapia può aiutare a gestire e a risolvere questo problema.</p>
<h3><strong>La diastasi addominale: Di cosa si tratta?</strong></h3>
<p>La diastasi addominale è classificata in tre stadi: lieve (inferiore a 3 cm), moderata (tra 3 e 5 cm) e grave (maggiore di 5 cm). Non è solo un problema estetico. Può comportare diverse complicanze, tra cui mal di schiena, ernie, gonfiore addominale, disturbi della digestione, sensazione di pesantezza nella zona pelvica e alterazioni della postura.</p>
<h3><strong>La fisioterapia come soluzione</strong></h3>
<p>Per le diastasi di entità inferiore ai 3 cm o quando l&#8217;intervento chirurgico non è un&#8217;opzione, l&#8217;approccio fisioterapico può offrire una soluzione efficace. L&#8217;obiettivo del programma riabilitativo è di rinforzare i muscoli del pavimento pelvico e del trasverso addominale. Attraverso esercizi di respirazione, posturali e ipopressivi, le neomamme possono gradualmente ridurre la diastasi e risolvere il dolore associato.</p>
<h3><strong>Quando iniziare la fisioterapia?</strong></h3>
<p>La separazione dei muscoli addominali si risolve generalmente in modo spontaneo entro 8-12 mesi dal parto. Se la distanza tra le fasce muscolari è superiore ai 2,5 cm e persiste dopo 12 mesi, si configura una diastasi.</p>
<p>Ma non bisogna attendere tutto questo tempo per intervenire: spesso, già dopo i primi 5-6 mesi, possono comparire i primi sintomi. È quindi consigliato consultare un fisioterapista, che potrà effettuare una valutazione e consigliare il percorso di trattamento più appropriato.</p>
<h3><strong>Prevenzione e gravidanze future</strong></h3>
<p>La prevenzione è fondamentale. Dopo la gravidanza, è importante evitare esercizi che aumentano la pressione addominale o sollecitano eccessivamente il pavimento pelvico. Al contrario, sono consigliati esercizi di respirazione, di attivazione del muscolo trasverso dell&#8217;addome e, dal terzo mese, un percorso di ginnastica ipopressiva.</p>
<p>E se si desidera un secondo figlio? Non è necessario rimandare il trattamento della diastasi. Anzi, è importante affrontare tempestivamente la situazione per prevenire ulteriori complicanze.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a href="https://www.humanitas-care.it/" target="_blank" rel="noopener">www.humanitas-care.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sport Invernali: 4 consigli per prevenire gli infortuni</title>
		<link>https://kineform.it/sport-invernali-4-consigli-per-prevenire-gli-infortuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 12:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[sport invernali]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno sono migliaia le persone che hanno subito incidenti o infortuni durante la pratica di sport invernali. Scopri come prevenirli. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sci e lo snowboard sono tra gli sport invernali più amati da professionisti e non. Purtroppo però queste attività comportano dei rischi per il nostro corpo.<br />
Questo vuol dire che sarebbe meglio rinunciare alla passione per gli sci o le tavole da snowboard? Certo che no! Quel che conta è essere preparati e ridurre al minimo il rischio di infortuni. Scopriamo quindi quali sono gli infortuni più comuni tra chi pratica sci o snowboard e come prevenirli.</p>
<h3>Infortuni nello scii</h3>
<p>Per quanto riguarda lo <strong>sci</strong>, in genere i traumi sono legati alla stanchezza e si verificano spesso a fine giornata, quando i muscoli del corpo sono stati molto sollecitati. Gli appassionati di sci, inoltre, sono tantissimi e il desiderio di godersi le piste al massimo li porta talvolta a esagerare, esponendosi al rischio di infortuni.</p>
<p>Ma quali sono gli infortuni più comuni nello sci? E dopo quanto ci si può considerare guariti? Scopriamoli insieme ai relativi tempi di recupero:</p>
<ul>
<li>La frattura della clavicola. I tempi di recupero vanno dalle 3 alle 12 settimane.</li>
<li>La lesione del menisco. I tempi di recupero vanno dalle 2 alle 6 settimane se la parte lesionata viene rimossa chirurgicamente, mentre, se la parte lesionata viene riparata chirurgicamente, l&#8217;attesa va dai 4 ai 6 mesi.</li>
<li>La rottura del legamento crociato. I tempi di recupero sono di circa 6 mesi a partire dall&#8217;intervento chirurgico</li>
</ul>
<h3>Infortuni nello snowboard</h3>
<p>Lo <strong>snowboard</strong> è uno sport praticato per lo più da esperti: i traumi infatti sono spesso dovuti a cadute verificatesi durante l’esecuzione di trick e spettacolari manovre specifiche.</p>
<p>Scopriamo quindi quali parti del corpo sono messe più a rischio e quali sono i tempi di recupero da questi infortuni:</p>
<ul>
<li>La frattura della clavicola. Ancora una volta la clavicola è frequente protagonista di dolorosi incidenti e, come già detto, i tempi di recupero per questa frattura vanno dalle 3 alle 12 settimane.</li>
<li>La frattura dell&#8217;omero. I tempi di recupero si attestano all&#8217;incirca sulle 6 settimane.</li>
<li>La frattura del bacino. I tempi di recupero sono di almeno un mese, ma possono anche raddoppiare a seconda dell&#8217;entità del danno.</li>
</ul>
<h3>4 Consigli per prevenire gli infortuni</h3>
<ol>
<li>Il primo consiglio per dedicarsi agli sport invernali senza paura è quello di arrivare in pista con una <strong>preparazione atletica adeguata</strong>, così da poter contare sul tono muscolare necessario per impegnative uscite con gli sci o gli snowboard. È proprio la corretta preparazione atletica a permettere ai professionisti dello sci d&#8217;alpinismo di avventurarsi su percorsi impervi e irregolari: per tutti gli altri, è importante seguire le direzioni indicate dagli impianti sciistici ed evitare i fuori pista.</li>
<li>Altro elemento fondamentale è aver <strong>eseguito un corretto riscaldamento prima di scendere in pista</strong>: un po&#8217; di stretching e un massaggio sportivo con oli tonici prima della performance possono fare davvero la differenza.</li>
<li>Un ruolo fondamentale, poi, lo gioca <strong>l&#8217;equipaggiamento</strong>. Non solo casco e occhiali per sciatori e snowboarder: anche dei sostegni per le zone a rischio, come ad esempio le ginocchia, renderanno le performance molto più sicure. A questo scopo può rivelarsi molto utile anche fasciare opportunamente spalle e ginocchia con bende elastiche almeno 30 minuti prima dell&#8217;attività fisica, in modo da garantirsi un&#8217;ulteriore protezione.</li>
<li>Infine, è buon senso dare sempre un&#8217;occhiata alle condizioni della neve prima di scendere in pista: la presenza di lastre di ghiaccio o accumuli di neve fresca rappresenta un&#8217;insidia da non sottovalutare.</li>
</ol>
<h3>Come riprendere l’attività fisica dopo un infortunio?</h3>
<p>Riprendere l’attività fisico-sportiva dopo un infortunio con conseguente periodo di inattività non è facile: quando si tratta di ricominciare, i problemi da affrontare, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista psicologico, non sono pochi.</p>
<p>Questo è particolarmente vero per gli sport invernali che sono caratterizzati da un alto numero di variabili, come equipaggiamento, scarsa visibilità, piste affollate, temperature rigide, condizioni della neve, cattiva o instabile situazione meteo che possono creare stati di ansia e di apprensione, soprattutto dopo un incidente accaduto.</p>
<p>Per pianificare la ripresa di tali sport dopo un infortunio, a maggior ragione dopo un necessario intervento chirurgico, è fondamentale rivolgersi a specialisti del settore:</p>
<ul>
<li>traumatologi;</li>
<li><a href="https://kineform.it/fisioterapia/">fisioterapisti</a>;</li>
<li><a href="https://kineform.it/motricita/">preparatori atletici;</a></li>
<li><a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/">posturologi</a>.</li>
</ul>
<p>Saranno loro a fare una attenta valutazione della guarigione, della forza muscolare, della mobilità articolare, e del recupero propriocettivo. La guarigione anatomica ed un buon recupero funzionale ridurranno al minimo il rischio di ricadute nella ripresa degli sport invernali.</p>
<p>Con le corrette attenzioni, gli sport invernali regaleranno emozioni davvero indimenticabili.</p>
<p>Fonte articolo: <a href="https://www.sixtusitalia.it/" target="_blank" rel="noopener">www.sixtusitalia.it</a> e <a href="https://www.grupposandonato.it/" target="_blank" rel="noopener">www.grupposandonato.it</a></p>
<p><a role="button" href="https://kineform.it/contatti/"><br />
Contattaci per maggiori informazioni<br />
</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cancro alla prostata: prevenzione grazie all&#8217;esercizio fisico</title>
		<link>https://kineform.it/cancro-prostata-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 09:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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		<category><![CDATA[prostata]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cancro alla prostata è il tumore più frequentemente diagnosticato negli uomini. L'esercizio fisico può essere un aiuto nella prevenzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cancro alla <strong>prostata</strong> è il tumore più frequentemente diagnosticato negli uomini. L&#8217;<strong>esercizio fisico</strong> è stato studiato come un fattore di rischio alterabile che può ridurre l&#8217;incidenza, la morbilità e la mortalità dovute a questo tumore.</p>
<h2>Cancro alla prostata ed esercizio fisico:</h2>
<p>Gli uomini che praticano un’attività fisica regolare hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla prostata o di morire di cancro. Non è solo lo svolgimento di attività fisica che fa diminuire le probabilità di manifestare un cancro alla prostata. È anche e soprattutto, questione di peso. C’è infatti una correlazione, più o meno diretta, tra obesità e sviluppo di tumore prostatico. Non solo. Nei soggetti obesi è più alto il rischio di recidiva, anche negli uomini che si sono già sottoposti ad interventi e trattamenti di vario genere.</p>
<p>L’obesità è un aggravante della condizione fisica di un soggetto che si ripercuote anche sugli strumenti di screening. Il sovrappeso infatti, può influenzare e interferire con gli strumenti utilizzati per i test e le diagnosi (come ad esempio sul test del PSA). Tutto questo rende molto difficile una diagnosi precoce della malattia.</p>
<h3>I vantaggi</h3>
<p>Praticare regolarmente attività fisica, conta notevoli vantaggi e benefici. Vantaggi che non riguardano solamente la salute della ghiandola prostatica e la riduzione del rischio di cancro alla prostata. L’allenamento fisico è un toccasana per tutto l’organismo. Migliora la salute del cuore e la densità delle ossa, riduce il rischio di diabete e obesità. Inoltre l’attività riduce anche gli zuccheri nel sangue, abbassando così i livelli di insulina e i livelli di infiammazione, che sono associati al rischio di cancro alla prostata.</p>
<p>L’esercizio fisico, regolare, costante e sotto controllo, aiuta anche a ridurre gli effetti collaterali di alcuni trattamenti del tumore prostatico. Questi includono, tra gli altri, la perdita muscolare, l’aumento di massa grassa e l’osteoporosi. Infine, svolgere un qualche tipo di allenamento in modo costante, riduce il rischio di diabete e malattie cardiache associato alle terapie. Senza contare che grazie a movimento ed esercizi fisici si riduce lo stress, l’ansia e la depressione che spesso accompagnano e caratterizzano la vita di molti uomini affetti da cancro alla prostata.</p>
<h3>Esercizio fisico ma con moderazione</h3>
<p>La prima cosa da fare, infatti, è quella di rivolgersi al proprio medico, per avere indicazioni e consigli sulla tipologia di attività da svolgere, sul numero di ore settimanali da dedicare al movimento e sugli obiettivi da perseguire. Mai iniziare con attività troppo spinte, che nel giro di poco tempo verrebbero rovinosamente abbandonate. Meglio seguire un programma personalizzato in base alle proprie attitudini, capacità, obiettivi, forma fisica e condizioni di salute.</p>
<p><strong>L’OMS</strong> – Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda, ad esempio, agli adulti, di svolgere almeno 150 – 75 minuti di attività fisica intensa o moderata, alla settimana. Si tratta di circa 30 minuti al giorno di allenamento che non devono per forza essere svolti tutti insieme. Questi, infatti, possono essere benissimo ripartiti nell’arco della giornata, in tre segmenti da 10 minuti ciascuno.</p>
<p>(articolo tratto da <a href="https://www.andreacocci.com/" target="_blank" rel="noopener">www.andreacocci.com</a> )</p>
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</a></p>
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