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	<description>Kineform è un metodo dato dall’unione della fisioterapia con le scienze Motorie per restituire il benessere globale della persona.</description>
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		<title>Grande Inaugurazione della Nuova Sede Kineform ad Albignasego!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 09:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[centro di fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 11 ottobre alle 18 vieni a scoprire la nuova sede Kineform ad Albignasego. Visita gli spazi, conosci il team e brinda con noi all’inaugurazione!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="166" data-end="395">Nuova sede</h3>
<p data-start="166" data-end="395">Siamo felici di annunciare un momento speciale per tutta la community di <a href="https://kineform.it/chi-siamo/">Kineform</a>:<br data-start="248" data-end="251" /><strong data-start="251" data-end="287">sabato 11 ottobre alle ore 18.00</strong> inaugureremo <strong data-start="301" data-end="325">la nostra nuova sede</strong> presso <strong data-start="333" data-end="394">Galleria Roma, n° 19/8 – piano primo, ad Albignasego (PD)</strong>!</p>
<p data-start="397" data-end="669">Un nuovo spazio, la stessa passione di sempre: benessere, competenza e attenzione per ogni paziente.<br data-start="497" data-end="500" />La nuova sede nasce per offrire ambienti ancora più accoglienti, servizi potenziati e tecnologie all&#8217;avanguardia per la fisioterapia, la riabilitazione e la prevenzione.</p>
<h3 data-start="671" data-end="710">Cosa vi aspetta all’inaugurazione?</h3>
<ul data-start="712" data-end="1000">
<li data-start="712" data-end="797">
<p data-start="714" data-end="797">Un’occasione per <strong data-start="731" data-end="760">visitare i nuovi ambienti</strong> e conoscere da vicino il nostro team</p>
</li>
<li data-start="798" data-end="886">
<p data-start="800" data-end="886"><strong data-start="800" data-end="823">Consulenze gratuite</strong>, informazioni sui nostri trattamenti e sulle novità del centro</p>
</li>
<li data-start="887" data-end="960">
<p data-start="889" data-end="960">Un momento di festa per condividere insieme questo importante traguardo</p>
</li>
<li data-start="961" data-end="1000">
<p data-start="963" data-end="1000">Un brindisi inaugurale aperto a tutti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1002" data-end="1142">Sarà il modo perfetto per conoscerci meglio e scoprire tutto ciò che abbiamo preparato per migliorare la vostra salute e qualità della vita.</p>
<p data-start="1144" data-end="1243"><strong data-start="1144" data-end="1243">Che tu sia già un nostro paziente o voglia scoprire Kineform per la prima volta, ti aspettiamo!</strong></p>
<p data-start="1245" data-end="1295">🗓 <strong data-start="1248" data-end="1259">Quando?</strong><br data-start="1259" data-end="1262" /><strong data-start="1262" data-end="1295">Sabato 11 ottobre – ore 18.00</strong></p>
<p data-start="1297" data-end="1369">📍 <strong data-start="1300" data-end="1309">Dove?</strong><br data-start="1309" data-end="1312" /><strong data-start="1312" data-end="1369">Galleria Roma, n.19/8, Piano Primo – Albignasego (PD)</strong></p>
<p data-start="1371" data-end="1490">💙 Non mancare: vieni a festeggiare con noi l’apertura della nuova sede!<br data-start="1443" data-end="1446" /><strong data-start="1446" data-end="1490">Kineform &#8211; Fisioterapia per il Benessere</strong></p>
<hr data-start="1492" data-end="1495" />
<p data-start="1497" data-end="1645">✅ <em data-start="1499" data-end="1573">Vuoi rimanere aggiornato sui nostri eventi, offerte e nuovi trattamenti?</em><br data-start="1573" data-end="1576" /><strong data-start="1576" data-end="1605">Iscriviti alla newsletter</strong> o <strong data-start="1608" data-end="1644">seguici sui nostri canali social</strong>!</p>
<p data-start="1647" data-end="1754">🔗 <em data-start="1650" data-end="1689">Hai bisogno di maggiori informazioni?</em><br data-start="1689" data-end="1692" /><a href="https://kineform.it/contatti/">Contattaci</a> direttamente: il nostro staff è a tua disposizione.</p>
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		<title>Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/allungamenti-decompensati-globalita-sistemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 07:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri l’efficacia degli allungamenti decompensati e del lavoro globale nei percorsi fisioterapici secondo l’approccio integrato di Tommaso Cesareo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Introduzione allo stretching e alla fisioterapia globale</h3>
<p>Alzi la mano chi di noi non si è mai cimentato, anche per pochi momenti, in posture più o meno consapevoli di stretching!</p>
<p>Sono certo che dedicare anche solo pochi minuti (a volte anche pochi secondi!) a questa pratica sia in assoluto ciò che accomuna trasversalmente generazioni di atleti, o “atleti”, siano essi semplici amatori o professionisti di qualche disciplina sportiva.</p>
<p>Negli anni ’70, in Europa, il “la” allo stretching (dal termine “to stretch” = allungare) la diede il runner e scrittore americano Bob Anderson.</p>
<p>Per completezza, questa attività era già ben presente molti secoli addietro, inserita ad esempio nelle prassi delle arti marziali orientali, come kung fu, karate, judo, ju jitzu, (si pensi che la più antica arte marziale, lo “Jabusame” o tiro con l’arco a cavallo, risale addirittura al VII secolo d.C.).</p>
<p>Molteplici discipline come ad esempio Yoga, Pilates, Tai Chi Chuan, Qi gong, tese al riequilibrio globale di mente, corpo e spirito, considerano lo stretching elemento essenziale per l’approccio metodologico, anche se con delle varianti specifiche, legate in primis alle modalità di applicazione, quindi alla filosofia della metodica stessa.</p>
<h3>L’evoluzione del concetto di globalità nei sistemi corporei</h3>
<p>Nel corso di tantissimi anni, il concetto di globalità è stato al centro dell’interesse di moltissimi autori, i quali si sono prodigati a sviluppare concetti e metodiche, partendo per esempio da quello di “catene muscolari”, nel tempo divenute “cinetiche”, fino a giungere ai giorni nostri e discutere di “sistemi neuro-osteo-mio-fasciali”.</p>
<p>Sono questi argomenti di estrema attualità, molto affascinanti aggiungerei, nonostante il precursore del concetto di catena cinetica pare essere stato l’ingegnere tedesco Franz Reuleaux, nel 1875.</p>
<h3>Dalle catene muscolari ai sistemi neuro-osteo-mio-fasciali</h3>
<p>Tra i tanti autori che si sono interessati agli studi della globalità del sistema muscolare, un nome illustre è senz’altro quello della fisioterapista francese Francoise Mézières, con le famose “squadre”, ovvero il concetto delle catene muscolari. Negli anni però tanti autori come Bricot, Busquet, Souchard, Myers, Rolf, ecc. studiarono e svilupparono metodiche terapeutiche, considerando pertanto la globalità del sistema motorio umano.</p>
<p>Considerando che parlare della globalità dei sistemi equivale a scoperchiare il vaso d Pandora, cioè si apre uno scenario molto complesso, non può non concentrare l’attenzione sull’elemento cardine dei sistemi, vale a dire “sua maestà” il muscolo.</p>
<p>All’interno del percorso terapeutico, sarà poi il punto di osservazione ad evidenziare il concetto di globalità o, differentemente l’approccio analitico, ad evidenziare le tante sfaccettature del fenomeno.</p>
<p>Diceva il mitico Totò: “ragioniere, ragioniamo”!</p>
<h3>La persona al centro: un approccio integrato alla terapia</h3>
<p>Da insegnante, abituato ad alternare valutazioni analitiche a quelle globali, inizio molto spesso dall’analisi della globalità. Successivamente provo a cercare le componenti analitiche “disfunzionali”, infine, una volta ottimizzate, le ripropongo in ottica di “compito generale”.</p>
<p>Da qui, il compito motorio che ne deriva può evidenziare due risultati: armonia o ancora disfunzione.</p>
<p>Se “funziona”, quindi la risposta risulta armonica, si va allo step successivo. Laddove invece la risposta non fosse quella desiderata, si torna indietro a cercare di comprendere quali elementi possono essere considerati affinché il compito possa risultare migliore.</p>
<p>Per ciascuno di questi stadi la chiave di lettura è certamente centrata sulla ricerca dell’elemento singolo “stonato” ma, esattamente come farebbe un direttore d’orchestra che indica la strada e la correzione al singolo musicista e contestualmente immagina il risultato e l’armonia nel contesto globale. L’orchestra appunto.</p>
<p>Pertanto, anche se l’argomento di queste riflessioni è rappresentato dagli allungamenti de-compensati, mi preme davvero sottolineare l’assoluto rispetto e considerazione che debba avere la persona, nella sua interezza e totalità.</p>
<h3>Il ruolo della motivazione nel percorso terapeutico</h3>
<p>Proprio come l’iceberg, guardare, valutare e giudicare solamente “l’emerso” significherebbe commettere un errore semplicistico, che ci potrebbe portare quasi certamente non solo a fallire l’obiettivo (motivo per cui il paziente è venuto da noi), ma ad usare una chiave di lettura professionale palesemente errata e fuorviante.</p>
<p>Pertanto l’adolescente con la scoliosi, l’adulto con la lombalgia, la sig.ra anziana con l’artrosi all’anca, o l’atleta con l’infiammazione al gomito, sono prima di tutto delle persone.</p>
<p>Non sono pertanto identificabili con le loro patologie o disfunzioni, peggio ancora attraverso le loro immagini radiografiche. Gli elementi in disfunzione (il gomito, la lombare, la scoliosi…) sono da contestualizzare in un’entità/sistema complesso qual è la persona umana, con tutte le risorse e limiti che una persona può avere.</p>
<p>Ricordiamo peraltro che è proprio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che si evince il concetto di salute come “condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale (e relazionale aggiungerei…) e non esclusivamente l’assenza di malattia o infermità” (schema 1). Quanto ogni elemento di questa delicata alchimia possa condizionare o dominare sugli altri, sta alla bellezza della diversità dell’uomo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4707 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.jpg" alt="Schema" width="334" height="224" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 1"></p>
<h3>Il terapista come guida verso l’armonia posturale</h3>
<p>Questo approccio “universale” non solamente per il rispetto dovuto all’essere umano in sofferenza, ma per meglio affrontare la problematica stessa, facendo diventare il paziente “attore del suo percorso”.</p>
<p>Viene così ad essere esaltata la componete volitiva, motivazionale, andando a sottolineare quella componente per noi tanto cara: la “compliance”, elemento essenziale nei percorsi terapeutici, specie se in seguito a dolore cronico.</p>
<p>Si esce quindi dall’ottica della centralità terapeutica e tutte le sue declinazioni possibili (strumentale, manuale…), ponendo saggiamente la persona e tutti i suoi bisogni come fulcro del progetto riabilitativo.</p>
<p>Il professionista della riabilitazione, oramai figura sempre più “olistica”, diviene pertanto il catalizzatore delle tante sfaccettature della salute, con il primario ruolo di “traghettare”, quasi come Caronte, il paziente da una sponda disfunzionale e algica, ad un’altra auspicabile. Il tutto passa attraverso la motivazione.</p>
<p>Del progetto terapeutico ne identifica le tappe, scandendone modi e tempi, oltre a riconnettere, laddove necessario, il paziente con la sua quotidianità. Personalmente ho sempre ritenuto importante inserire esempio elementi di educazione all’ergonomia nel proprio ambiente, in particolare per pazienti anziani che vivono da soli in casa.</p>
<h3>La postura come sistema dinamico e complesso</h3>
<p>A parità di “apparente” patologia, la diversità dell’essere umano offre e impone attenzione su capacità motorie differenti (fibre muscolari differenti, corredo genetico, capacità coordinative…), stile di apprendimento (attivista, riflessivo, pragmatico…), motivazione, componente caratteriale ed emotiva, ecc. ecc.</p>
<p>Infine, per poter dar luogo a qualunque processo di apprendimento c’è bisogno di qualcuno disposto ad insegnare, e viceversa. Il processo è biunivoco e non può essere scisso. Si parla infatti di processo di insegnamento-apprendimento.</p>
<p>Porto un esempio che spero risulti calzante.</p>
<p>Se in una famiglia “sana” uno dei componenti ha un problema, il risultato è che tutto il nucleo familiare (chi più e chi meno) ne risulta coinvolto, tanto da farsene carico con preoccupazioni, condivisioni, umori…ecc. Allora perché non deve valere anche per un sistema meravigliosamente integrato e complesso come quello umano?</p>
<h3>Dall’analitico al globale: un percorso di consapevolezza</h3>
<p>E’ proprio per la necessità di adattamento (sia a carattere posturale che funzionale) ad ambienti o contesti differenti, che il sistema mio-fasciale ne diviene elemento cardine.</p>
<p>Sotto la guida attenta e coinvolta del terapeuta si ottimizzeranno le risposte del paziente, con le coordinate precise del movimento desiderato.</p>
<p>Ultimo, ma non ultimo elemento è legato alla sfera emotiva e caratteriale. Senza la giusta “leva” su questi ambiti, il progetto di cambiamento “posturale”, quindi funzionale fallirebbero.</p>
<h3>Il sistema fasciale e la teoria della tensegrità</h3>
<p>Ecco che all’unisono la postura, vista nella sua accezione olistica viene ad essere condizionata dal singolo elemento disfunzionale. Basterà un “semplice” dolore al polpaccio per perturbare l’armonia posturale e funzionale dell’intero sistema.</p>
<p>Come si evince dalle foto sotto, passare da uno stato di disarmonia posturale (foto 1) con conseguenti limitazioni emotive e caratteriali, verso l’armonia (foto 2) non solo è possibile ma auspicabile. L’intervento in team, quindi interprofessionale, è quasi sempre vincente.</p>
<p>Una volta inserite le giuste dosi di “training analitico”, se vogliamo distrettuale, si procede con l’inserimento degli schemi motori via via più complessi e globali, con la graduale integrazione nei differenti piani dello spazio e le opportune afferenze percettive.</p>
<p>Pertanto, cosi come il singolo elemento condiziona il sistema, anche il globale può dare un contributo all’integrazione del singolo elemento.</p>
<p>In quest’ottica, implementare la presa di coscienza e tutte le componenti senso-percettive che ne stanno alla base, diviene indispensabile nel percorso di recupero funzionale, sia esso dedicato al paziente anziano che al giovane atleta. Appropriarsi della competenza percettiva corporea (specie se il corpo ha subito un’alterazione indotta dal/i trauma/i, per esempio) diviene humus su cui inserire tutti gli altri elementi che avranno così una connotazione consapevole, cosciente.</p>
<p>Affinché la propriocezione del singolo “elemento” in disfunzione possa essere educata ad una nuova competenza, bisogna che sia possibile “allenarla” fuori dalla globalità.</p>
<figure id="attachment_4692" aria-describedby="caption-attachment-4692" style="width: 227px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-4692 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg" alt="E.A. – 15 anni ½ - Disarmonia Posturale - Kineform" width="227" height="302" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 2" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg 227w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /><figcaption id="caption-attachment-4692" class="wp-caption-text">E.A. – 15 anni ½ &#8211; Disarmonia Posturale &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4693" aria-describedby="caption-attachment-4693" style="width: 237px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4693" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-17-anni-.jpg" alt="E.A. – 17 anni - Kineform " width="237" height="300" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 3"><figcaption id="caption-attachment-4693" class="wp-caption-text">E.A. – 17 anni &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il riequilibrio modulare progressivo: metodo e applicazioni</h3>
<p>Questo perché, cosi come avviene esattamente in ogni attività di insieme, come può essere un’azienda, laddove qualcuno non procede come dovrebbe, ecco che perturba il gruppo.</p>
<p>Intervengono così gli adattamenti, dapprima funzionali, successivamente, se permanenti, disfunzionali e tutt’altro che economici.</p>
<p>Tutti i nostri organi, dai muscoli al cuore, dalle articolazioni al sistema nervoso, dal sistema viscerale al tessuto sanguigno sono tra loro intimamente collegati, dal sistema fasciale, che risponde alle regole indotte dalla “tensegrità strutturale” (concetto coniato dall’ing. R.B. Fuller). Siamo di fronte ad uno straordinario e complesso network.</p>
<p>La fascia è una straordinaria struttura di tessuto connettivo denso, che prende origine da uno dei foglietti embrionali (il mesoderma), che avvolge e compenetra tutti gli organi del nostro corpo e attraverso la sua architettura divenendo supporto strutturale per tutti gli organi, sistemi e apparati. Il collega Ft dott. Bruno Bordoni ne è eccellente e appassionato e studioso.</p>
<p>Quando il sistema non risulta capace di contrastare le carie forze che agiscono, per risparmiare verso la gravità, si protegge retraendosi, accorciandosi (fig. 1).</p>
<h3>Rieducazione del sistema con gli allungamenti decompensati</h3>
<p>Il presupposto teorico è che gli accorciamenti connettivali obbligano il sistema a ridurre il numero di fibre muscolari “funzionali”, quindi di unità motorie chiamate in causa, visto che una % ne risulta compromessa. Le inserzioni osteo-tendinee risulteranno trazionate e, nel tempo potrebbero andare incontro a deformazioni morfo-funzionali e/o strutturali.</p>
<p>Allungamenti de-compensati, ben condotti, non solo risulteranno liberatori verso l’azione gravitaria, ma contestualmente arricchiti di componenti propriocettive e di controllo, quindi con maggiore espressione di forza, elasticità, leggerezza, bellezza e armonia (foto 2).</p>
<p>Oramai quasi 19 anni orsono frequentai il corso di formazione del metodo Kabat, tenuto con competenza e maestria dal collega Ft dott. Giuseppe Monari (“Nanni”) che lo importò in Italia dall’America, alla fine degli anni ’80. Successivamente l’approccio venne ulteriormente elaborato, fino a divenire l’attuale: “Riequilibrio Modulare Progressivo con Facilitazioni Neurocinetiche (RMP)”.</p>
<figure id="attachment_4699" aria-describedby="caption-attachment-4699" style="width: 566px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4699 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png" alt="Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”. - Kineform " width="566" height="520" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 4" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png 566w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-300x276.png 300w" sizes="auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px" /><figcaption id="caption-attachment-4699" class="wp-caption-text">Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”.</figcaption></figure>
<p>Questa tecnica nasce dall’osservazione e dallo studio dei movimenti dello sport, in particolare le arti marziali e della danza, in cui i concetti di diagonalità e spiralità permettono al movimento di esprimere la massima potenza, armonia, velocità e coordinazione. La metodica prevede pertanto degli schemi motori chinesiologicamente corretti, tali da traducono fedelmente le osservazioni fatte.</p>
<p>In base ai dati appena riportati nel precedente paragrafo, appare di grande importanza procedere verso il riequilibrio delle componenti osteo-neuro-mio-fasciali (abbiamo visto che risulterebbe non corretto parlare solamente di muscoli, vista la complessità e l’unicità del sistema motorio umano).</p>
<h3>Stabilizzazione propriocettiva e integrazione del movimento</h3>
<p>Il classico esempio è rappresentato dal test per l’allungamento del quadricipite femorale da effettuare in piedi (fig. 3). Con l’aiuto della mano omolaterale si afferra il dorso del piede e si prova a portare il piede a contatto con il gluteo. La maggior parte di noi ci riesce.</p>
<p>Modificando ora la posizione dell’intero sistema (fig. 4), flettendosi e portando il ginocchio controlaterale sotto al petto, flettendo bene l’anca in modo da ridurre l’azione lordosizzante di retti femorali e psoas, la sorpresa è che nella maggior parte dei casi, prima dei 90° la tensione diviene forte, quasi dolorosa.</p>
<figure id="attachment_4700" aria-describedby="caption-attachment-4700" style="width: 173px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4700" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-3-Allungamento-autogestito-non-de-compensato.jpg" alt="Foto 3 - Allungamento autogestito, non de-compensato - Kineform " width="173" height="262" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 5"><figcaption id="caption-attachment-4700" class="wp-caption-text">Foto 3 &#8211; Allungamento autogestito, non de-compensato &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4701" aria-describedby="caption-attachment-4701" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-4701" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto4.Allungamento-de-compensato-in-Protezione-di-colonna-300x192.jpg" alt="Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna - Kineform" width="300" height="192" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 6"><figcaption id="caption-attachment-4701" class="wp-caption-text">Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Verso uno schema corporeo consapevole e funzionale</h3>
<p>Questo, quindi, che significato ha?</p>
<p>Significa che la risposta del “sistema integrato”, che organizza delle strategie inibitorie da parte di distretti “apparentemente” non interessati alla performance, di fatto aiuta a rispondere alle esigenze funzionali o disfunzionali richieste.</p>
<p>Attraverso l’allungamento ed il successivo reclutamento delle catene neuro-cinetiche possiamo arrivare a trattare gli squilibri posturo-funzionali (per citare un concetto caro al collega e maestro dott. Philippe Caiazzo) in modo tale da far permanere gli adattamenti ottenuti, consentendo così al sistema di approdare ad una dimensione percettiva e motoria nel suo complesso (fig. 5).</p>
<p>Quindi reclutamento, allungamento e stabilizzazione dei risultati ottenuti rappresentano un unicum inscindibile (fig. 6)</p>
<p><strong>Altri esempi di apprendimenti in differenti ambiti di trattamento</strong></p>
<figure id="attachment_4703" aria-describedby="caption-attachment-4703" style="width: 424px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4703 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-5.-Training-di-allungamento-de-compensato-complesso-con-feedback-differenti-e-contestuale-reclutamento-distrettuale.jpg" alt="Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale - Kineform " width="424" height="274" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 7"><figcaption id="caption-attachment-4703" class="wp-caption-text">Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4704" aria-describedby="caption-attachment-4704" style="width: 522px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4704 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png" alt="Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: - CC posteriore di Dx - CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti." width="522" height="364" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 8" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png 522w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6-300x209.png 300w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /><figcaption id="caption-attachment-4704" class="wp-caption-text">Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: &#8211; CC posteriore di Dx &#8211; CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti.</figcaption></figure>
<p>Attraverso l’applicazione della metodica RMP si ha la possibilità di “oggettivare” le lunghezze, pertanto si consegnano dei valori reali delle retrazioni riscontrate, potendone valutare concretamente il miglioramento nel corso del progetto terapeutico.</p>
<figure id="attachment_4705" aria-describedby="caption-attachment-4705" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4705 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png" alt="Schema 3 - Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla." width="666" height="350" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 9" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png 666w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3-300x158.png 300w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption id="caption-attachment-4705" class="wp-caption-text">Schema 3 &#8211; Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla.</figcaption></figure>
<p>Partendo quindi da valutazioni calibrate e precise, si riesce, sia in ambito neurologico che ortopedico ad evidenziare i punti critici, calibrando l’atto terapeutico. Questo permette di venire a conoscenza in modo chiaro dei problemi senso-motori del paziente e di comporre una “modulistica mirata” che utilizza molteplici varianti nell’atto terapeutico (fig. 7).</p>
<figure id="attachment_4706" aria-describedby="caption-attachment-4706" style="width: 272px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4706 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-7.jpg" alt="Foto 7 - Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi)." width="272" height="173" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 10"><figcaption id="caption-attachment-4706" class="wp-caption-text">Foto 7 &#8211; Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi).</figcaption></figure>
<p>Da quanto appena sostenuto, nei tanti anni di lavoro è nata l’esigenza di coniugare differenti strategie, strumenti, modalità applicative e metodiche di insegnamento, con il fine ultimo di risultare plasticamente adattabili alla persona/paziente, modificandole il proprio schema corporeo/motorio.</p>
<p><strong>Modalità esecutiva:</strong></p>
<ol>
<li>Attenta spiegazione teorica e pratica del compito da svolgere</li>
<li>Si invita il paziente “all’ascolto” delle afferenze propriocettive</li>
<li>Si guida verso la fase della differenziazione (o della segmentazione cosciente)</li>
<li>Si approda alla fase rappresentativa (in cui si rievoca senza l’ausilio propriocettivo)</li>
<li>Si introducono delle variabili operative (anche ad altri livelli)</li>
</ol>
<p>A questo punto ci si potrebbe chiedere quale sia la localizzazione neurologica dello schema corporeo. In effetti una localizzazione ben precisa sembra difficile da definire anche se qualche tentativo è stato fatto (ad esempio Luria, 1974):</p>
<blockquote><p>“lo schema corporeo è il frutto dell’integrazione di molte funzioni sensoriali, motorie, emotive, e pertanto coinvolge numerose aree corticali, implicando l’intervento associativo di molteplici centri cerebrali”.</p></blockquote>
<p>La capacità di presa di coscienza corporea e di elaborazione dello schema corporeo sono seriamente ostacolate dallo stato muscolo-tensivo e di tensione emotiva.</p>
<p>Questa evidenza clinica trova anche delle conferme sperimentali (Ruggieri et al., 1983), che hanno documentato a questo proposito come il grado di auto-percezione corporea sia inversamente proporzionale al livello di tensione miografica.</p>
<h3><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>Il presente lavoro intende sottolineare quanto la terapia manuale analitica, alternata al training globale, possa apportare notevoli benefici in termini di afferenze senso-percettive nonché di implemento delle competenze tecnico-specifiche.</p>
<p>Le catene neuro-mio-fasciali, se retratte, limiteranno e obbligheranno all’adattamento la gestualità (tecnica, nel caso di sportivi). Conseguentemente, de-strutturare schemi motori errati è capitolo ostico, a volte con tempi molto lunghi per l’ottenimento delle correzioni auspicate.</p>
<p>Il mix sapiente di alternanza tra la globalità e le specificità dei sistemi offrono opportunità di ottenimento di risultati che vanno ben oltre le modifiche funzionali del singolo “muscolo”, consegnando reale benessere ai nostri pazienti.</p>
<p>Infine, attraverso il dialogo inter-professionale ed il confronto conseguente, Terapisti, Chinesiologi, Preparatori atletici, Medici, Specialisti … e tutte le altre figure si riusciranno ad ottenere risultati certamente migliori rispetto al lavoro del singolo.</p>
<p>Ancora una volta, il Team vince.</p>
<p>Per tutti noi appassionati di riabilitazione, a proposito di Team vincenti, per l’eccezionale lavoro svolto mi preme ringraziare di cuore il team di “Fisioterapia e Riabilitazione” e “il Riabilitatore magazine”. In primo luogo il collega Ft dott. Marco Musurrofiti, tra i primi a immaginare, progettare e realizzare questa utile e preziosa piattaforma.</p>
<p>L&#8217;articolo verrà pubblicato su <a href="https://www.ilriabilitatore.it/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Il Riabilitatore magazine&#8221;</a>.</p>
<p><a href="https://kineform.it/chi-siamo/"><em><strong>Tommaso Cesareo</strong></em></a></p>
<p>Fisioterapista – Chinesiologo &#8211; Councellor IMR &#8211; Responsabile Studio Kineform, Padova</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fisioterapia per ginocchio varo e valgo: cura e riabilitazione</title>
		<link>https://kineform.it/ginocchio-varo-valgo-riabilitazione-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 06:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[ginocchio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=4677</guid>

					<description><![CDATA[Scopri cause, sintomi e trattamenti fisioterapici per il ginocchio varo e valgo. Prenota una valutazione con il Dott. T. Cesareo al centro Kineform.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="104" data-end="543">Il ginocchio è una delle articolazioni più sollecitate del nostro corpo. Ogni giorno, durante la deambulazione, la corsa o anche solo restando in piedi, quest’articolazione lavora in modo continuo per mantenere l’equilibrio, distribuire il peso e favorire il movimento. Proprio per questo motivo, è anche una delle strutture più soggette a sovraccarichi, traumi e alterazioni posturali, come accade nel caso del <strong data-start="516" data-end="542">ginocchio varo e valgo</strong>.</p>
<h3 data-start="545" data-end="581">Cos’è il ginocchio varo e valgo?</h3>
<p data-start="583" data-end="752">Quando femore e tibia non sono correttamente allineati, il ginocchio può deviare verso l’interno o verso l’esterno, generando una deformità visibile dell’arto inferiore.</p>
<ul data-start="754" data-end="996">
<li data-start="754" data-end="873">
<p data-start="756" data-end="873"><strong data-start="756" data-end="774">Ginocchio varo</strong>: il femore e la tibia formano un angolo aperto verso l’interno. È la classica conformazione a &#8220;O&#8221;.</p>
</li>
<li data-start="874" data-end="996">
<p data-start="876" data-end="996"><strong data-start="876" data-end="895">Ginocchio valgo</strong>: il femore e la tibia formano un angolo aperto verso l’esterno, generando le famose &#8220;ginocchia a X&#8221;.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="998" data-end="1239">Questi difetti, detti anche <strong data-start="1026" data-end="1042">paramorfismi</strong>, possono essere congeniti o acquisiti e, se non trattati, tendono a peggiorare nel tempo, causando dolore, instabilità articolare, usura dei menischi e, nei casi più avanzati, <strong data-start="1219" data-end="1238">artrosi precoce</strong>.</p>
<h3 data-start="1241" data-end="1290">Le cause: da cosa dipendono queste deformità?</h3>
<p data-start="1292" data-end="1482">Nella maggior parte dei casi, soprattutto durante l’infanzia o l’adolescenza, <strong data-start="1370" data-end="1433">il ginocchio valgo o varo si manifesta senza cause evidenti</strong>. Tuttavia, ci sono alcuni fattori predisponenti:</p>
<ul data-start="1484" data-end="1833">
<li data-start="1484" data-end="1541">
<p data-start="1486" data-end="1541"><strong data-start="1486" data-end="1520">Lassità o retrazione muscolare</strong> degli arti inferiori</p>
</li>
<li data-start="1542" data-end="1610">
<p data-start="1544" data-end="1610"><strong data-start="1544" data-end="1567">Lesioni legamentose</strong> trascurate (es. del legamento collaterale)</p>
</li>
<li data-start="1611" data-end="1640">
<p data-start="1613" data-end="1640"><strong data-start="1613" data-end="1640">Fratture malconsolidate</strong></p>
</li>
<li data-start="1641" data-end="1676">
<p data-start="1643" data-end="1676"><strong data-start="1643" data-end="1676">Malattie ossee o neurologiche</strong></p>
</li>
<li data-start="1677" data-end="1764">
<p data-start="1679" data-end="1764"><strong data-start="1679" data-end="1706">Compensazioni posturali</strong> legate a disfunzioni dell’anca o della colonna vertebrale</p>
</li>
<li data-start="1765" data-end="1833">
<p data-start="1767" data-end="1833"><strong data-start="1767" data-end="1795">Sovraccarichi funzionali</strong> o posture scorrette mantenute a lungo</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1835" data-end="2081">In particolare, il ginocchio varo comporta un sovraccarico sul compartimento <strong data-start="1912" data-end="1923">mediale</strong>, mentre il ginocchio valgo grava eccessivamente su quello <strong data-start="1982" data-end="1994">laterale</strong>, compromettendo l’equilibrio meccanico e la salute a lungo termine dell’articolazione.</p>
<h3 data-start="2083" data-end="2119">Diagnosi e valutazione posturale</h3>
<p data-start="2121" data-end="2437">Prima di impostare un percorso riabilitativo efficace, è fondamentale eseguire una <strong data-start="2204" data-end="2240">valutazione clinica e funzionale</strong> dell’arto. Presso il centro <strong data-start="2269" data-end="2281">Kineform</strong>, utilizziamo strumenti specifici come la <strong data-start="2323" data-end="2341">baropodometria</strong>, che consente di analizzare con precisione l’appoggio del piede sia in statica che in dinamica.</p>
<p data-start="2439" data-end="2730">Questa analisi è essenziale per comprendere come camminiamo e come si distribuisce il carico corporeo sugli arti inferiori. In base ai risultati, si potrà stabilire se il problema è solo funzionale o se è presente una <strong data-start="2657" data-end="2685">deformazione scheletrica</strong>, che può richiedere un approccio chirurgico.</p>
<h3 data-start="2732" data-end="2776">Fisioterapia e trattamenti riabilitativi</h3>
<p data-start="2778" data-end="3021">Quando non è necessario un intervento chirurgico (come nel caso delle <strong data-start="2848" data-end="2873">osteotomie correttive</strong>), la fisioterapia svolge un ruolo centrale nel migliorare l’allineamento del ginocchio, ridurre i sintomi e rallentare la degenerazione articolare.</p>
<p data-start="3023" data-end="3077">Presso Kineform, il percorso riabilitativo si basa su:</p>
<ul data-start="3079" data-end="3529">
<li data-start="3079" data-end="3197">
<p data-start="3081" data-end="3197"><strong data-start="3081" data-end="3130">Esercizi di allungamento e rinforzo muscolare</strong>, mirati soprattutto ai muscoli adduttori, abduttori e quadricipite</p>
</li>
<li data-start="3198" data-end="3288">
<p data-start="3200" data-end="3288"><strong data-start="3200" data-end="3239">Ginnastica posturale personalizzata</strong>, per riequilibrare le catene muscolari coinvolte</p>
</li>
<li data-start="3289" data-end="3424">
<p data-start="3291" data-end="3424">Utilizzo di <strong data-start="3303" data-end="3328">strumenti tecnologici</strong> come la <em data-start="3337" data-end="3353">Postural Bench</em> e la <em data-start="3359" data-end="3368">Pro-Kin</em> per migliorare il controllo neuromotorio e la stabilità</p>
</li>
<li data-start="3425" data-end="3529">
<p data-start="3427" data-end="3529"><strong data-start="3427" data-end="3446">Terapie manuali</strong> per trattare le tensioni miofasciali e facilitare il corretto movimento articolare</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3531" data-end="3689">Inoltre, vengono fornite <strong data-start="3556" data-end="3612">indicazioni per la correzione dell’appoggio plantare</strong> e, se necessario, si valuta la possibilità di utilizzare plantari su misura.</p>
<h3 data-start="3691" data-end="3739">Quando è necessario l’intervento chirurgico?</h3>
<p data-start="3741" data-end="3989">Nel caso in cui la deformità del ginocchio sia legata a un’alterazione <strong data-start="3812" data-end="3850">scheletrica strutturale importante</strong>, l’unica opzione risolutiva può essere l’intervento chirurgico di <strong data-start="3917" data-end="3931">osteotomia</strong>, che permette di ripristinare il corretto asse dell’arto.</p>
<p data-start="3991" data-end="4128">Tuttavia, anche dopo l’intervento, è fondamentale un percorso fisioterapico per <strong data-start="4071" data-end="4127">recuperare forza, mobilità e funzionalità articolare</strong>.</p>
<h3 data-start="4130" data-end="4184">Perché non sottovalutare il ginocchio varo e valgo</h3>
<p data-start="4186" data-end="4469">Sottovalutare un difetto posturale del ginocchio può portare a <strong data-start="4249" data-end="4283">danni articolari irreversibili</strong>. Un valgismo o un varismo marcato, se non trattato, può accelerare l’usura dei menischi, provocare dolore cronico e portare allo sviluppo di artrosi, anche in soggetti giovani e attivi.</p>
<p data-start="4471" data-end="4523">Per questo motivo è fondamentale <strong data-start="4504" data-end="4522">agire in tempo</strong>.</p>
<hr data-start="4525" data-end="4528" />
<h3 data-start="4530" data-end="4584">Prenota un check personalizzato al centro Kineform</h3>
<p data-start="4586" data-end="4833">Se noti una deviazione dell’asse del ginocchio, se avverti dolore durante la camminata o hai già ricevuto una diagnosi di ginocchio varo o valgo, <strong data-start="4732" data-end="4773">prenota una valutazione specialistica</strong> con il <a href="https://www.fisioterapiaitalia.com/studio-kineform-fisioterapia-albignasego-padova-dr-tommaso-cesareo/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="4781" data-end="4806">Dott. Tommaso Cesareo</strong></a> presso il centro Kineform.</p>
<p data-start="4835" data-end="5009">Con un approccio completo, tecnologico e personalizzato, possiamo aiutarti a <strong data-start="4912" data-end="5008">recuperare il corretto allineamento, ridurre il dolore e migliorare la qualità del movimento</strong>.</p>
<p data-start="5011" data-end="5094" data-is-last-node="" data-is-only-node="">📞 <a href="https://kineform.it/contatti/">Contattaci oggi</a> stesso per fissare il tuo <strong data-start="5056" data-end="5093">check-up funzionale del ginocchio</strong>!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sciatica: cos&#8217;è, cause e come la fisioterapia può aiutare</title>
		<link>https://kineform.it/sciatica-cose-cause-e-come-la-fisioterapia-puo-aiutare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 08:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[sciatica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=4624</guid>

					<description><![CDATA[Scopri cos'è la sciatica, le sue cause e come la fisioterapia può aiutarti a ridurre il dolore e prevenire recidive.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">La sciatica, o sciatalgia, è una condizione dolorosa e infiammatoria che colpisce il nervo sciatico, il più lungo e voluminoso del corpo umano. Il dolore si irradia dalla parte bassa della <a href="https://kineform.it/patologia/mal-di-schiena/">schiena</a> fino alla parte posteriore della coscia e, nei casi più gravi, può arrivare al polpaccio. Solitamente, il sintomo interessa un solo arto inferiore, sebbene in rari casi possa coinvolgere entrambe le gambe.</p>
<p>Il dolore può essere lieve o molto intenso, manifestandosi con sensazioni di bruciore, scosse elettriche o fitte acute, rendendo difficile stare in piedi o seduti. Tuttavia, attraverso un trattamento mirato di fisioterapia, è possibile alleviare i sintomi e prevenire recidive.</p>
<h3><strong>Cause della sciatica</strong></h3>
<p>La sciatica è una conseguenza della compressione o irritazione del nervo sciatico, che può avvenire in due punti principali:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>All&#8217;uscita del nervo dalla colonna vertebrale</strong>: può essere causata da ernie o protrusioni discali, ispessimento dei legamenti lombari, stenosi spinale o spondilolistesi.</li>
<li><strong>Lungo il decorso del nervo</strong>: può derivare da problemi muscolari come la sindrome del piriforme o da patologie sistemiche come il diabete e l&#8217;artrosi.</li>
</ul>
<h3><strong>Diagnosi della sciatica</strong></h3>
<p>La diagnosi viene effettuata attraverso una visita specialistica (ortopedica o fisiatrica) con test specifici come il Test di Lasegue e lo Slump Test. In base ai risultati clinici, possono essere prescritti esami diagnostici di approfondimento, come:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Risonanza magnetica</strong>: utile per individuare la causa della compressione.</li>
<li><strong>Radiografia</strong>: per valutare la presenza di anomalie ossee.</li>
<li><strong>TAC</strong>: per visualizzare con precisione la struttura vertebrale.</li>
<li><strong>Elettromiografia e mielografia</strong>: per verificare la funzionalità del nervo sciatico.</li>
</ul>
<h3><strong>L&#8217;importanza della fisioterapia nella cura della sciatica</strong></h3>
<p>Il trattamento fisioterapico mira a ridurre il dolore, migliorare la mobilità e prevenire future recidive. Il fisioterapista valuta la postura, le abitudini quotidiane e le eventuali rigidità muscolari o articolari che possono aver favorito l&#8217;insorgenza del problema.</p>
<p>Il percorso terapeutico si sviluppa in tre fasi:</p>
<ol start="1" data-spread="false">
<li><strong>Fase acuta</strong>: gli esercizi si concentrano sul sollievo del dolore e sulla riduzione dell&#8217;infiammazione, con movimenti delicati per la colonna lombare e allungamenti controllati.</li>
<li><strong>Fase subacuta</strong>: si lavora sulla mobilità della colonna e sul rafforzamento di muscoli chiave come addominali e paravertebrali.</li>
<li><strong>Fase di stabilizzazione</strong>: vengono introdotti esercizi progressivi per riabituare la colonna al carico e migliorare la postura e la stabilità.</li>
</ol>
<h3><strong>Esercizi consigliati e da evitare</strong></h3>
<p>Gli esercizi più indicati variano in base alla fase del trattamento e alla condizione del paziente. Nella fase acuta, si prediligono movimenti in scarico, come esercizi da sdraiati o a quattro zampe, per evitare pressioni eccessive sulla colonna. Progressivamente si introducono esercizi di allungamento e rinforzo muscolare mirato.</p>
<p>Al contrario, sono da evitare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Sollevamento pesi o esercizi con carichi elevati nella fase iniziale.</li>
<li>Movimenti che aumentano la compressione sul nervo sciatico, come squat profondi o torsioni estreme.</li>
<li>Attività ad alto impatto senza un adeguato rinforzo muscolare.</li>
</ul>
<h3><strong>Quante sedute di fisioterapia servono per migliorare la sciatica?</strong></h3>
<p>Il numero di sedute varia a seconda della gravità della condizione. Generalmente, tra 5 e 10 sedute sono sufficienti per ottenere un miglioramento significativo, ma in casi più complessi il percorso potrebbe essere più lungo.</p>
<h3><strong>La sciatica scompare completamente?</strong></h3>
<p>Se la causa della compressione non richiede un intervento chirurgico, la fisioterapia può portare alla risoluzione completa del problema. Tuttavia, è fondamentale seguire le indicazioni del fisioterapista e mantenere uno stile di vita attivo per prevenire recidive.</p>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>La sciatica può essere debilitante, ma con un trattamento fisioterapico mirato è possibile alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita. Se soffri di questo disturbo, affidati a professionisti specializzati per un percorso personalizzato di riabilitazione e prevenzione.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="humanitas-care.it" href="https://www.humanitas-care.it/news/sciatica-come-curarla-con-la-fisioterapia/" target="_blank" rel="noopener">humanitas-care.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus Fisioterapia: scopri come ottenerlo</title>
		<link>https://kineform.it/bonus-fisioterapia-scopri-come-ottenerlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 11:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=4621</guid>

					<description><![CDATA[Per il 2025 è confermata la possibilità di usufruire del bonus fisioterapia, un'agevolazione fiscale scopri in cosa consiste e quali sono i requisiti. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">Anche per il 2025 è confermata la possibilità di usufruire del <strong>bonus fisioterapia</strong>, un&#8217;agevolazione fiscale che consente di ottenere una <strong>detrazione Irpef del 19%</strong> sulle spese sostenute per trattamenti di fisioterapia, kinesiterapia e laserterapia. Tuttavia, la detrazione si applica solo sulla parte della spesa che supera una soglia minima stabilita.</p>
<h3><strong>Chi Può Usufruire del Bonus Fisioterapia 2025?</strong></h3>
<p>Il bonus fisioterapia è accessibile a tutti i contribuenti che sostengono spese per trattamenti riabilitativi, a patto che siano rispettate alcune condizioni:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Le spese devono superare la soglia minima di <strong>129,11 euro</strong>.</li>
<li>I pagamenti devono essere effettuati con <strong>metodi tracciabili</strong>, come <strong>bonifico bancario, carta di credito o bancomat</strong>.</li>
<li>È necessario <strong>conservare tutta la documentazione fiscale</strong> relativa alle spese.</li>
</ul>
<h3><strong>Quali Trattamenti Sono Coperti?</strong></h3>
<p>La detrazione Irpef del 19% è prevista per diverse tipologie di trattamenti, tra cui:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Fisioterapia</strong></li>
<li><strong>Kinesiterapia</strong></li>
<li><strong>Laserterapia</strong></li>
<li><strong>Altri trattamenti riabilitativi</strong> e infermieristici, purché relativi a spese mediche e di assistenza specifica</li>
</ul>
<h3><strong>Come Funziona la Detrazione?</strong></h3>
<p>Il bonus fisioterapia 2025 funziona come una <strong>detrazione diretta</strong> sulle imposte da pagare. Tuttavia, la detrazione si applica solo all&#8217;importo che eccede la franchigia di <strong>129,11 euro</strong>.</p>
<p><strong>Esempio di calcolo della detrazione:</strong> Se un contribuente spende <strong>500 euro</strong> per trattamenti di fisioterapia, la detrazione si calcola sulla parte eccedente la franchigia:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>500 &#8211; 129,11 = 370,89 euro</strong></li>
<li>Il 19% di <strong>370,89 euro</strong> corrisponde a circa <strong>70,47 euro</strong> di risparmio fiscale.</li>
</ul>
<h3><strong>Come Ottenere la Detrazione</strong></h3>
<p>Per beneficiare della detrazione Irpef del 19% sulle spese di fisioterapia, il contribuente deve <strong>inserire le spese nella dichiarazione dei redditi</strong>, compilando il modello <strong>730 o Redditi PF</strong> nella sezione dedicata alle spese sanitarie.</p>
<p><strong>Documentazione necessaria:</strong></p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Fatture o ricevute fiscali</strong>, che devono contenere i dettagli del trattamento e l&#8217;indicazione del professionista che ha eseguito la prestazione.</li>
<li><strong>Prova del pagamento tracciabile</strong>, se la prestazione è stata effettuata in una struttura privata non accreditata al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).</li>
</ul>
<h3><strong>Cosa Deve Essere Indicato nella Documentazione Fiscale?</strong></h3>
<p>Affinché la detrazione sia valida, è essenziale che il documento fiscale presenti:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Nome e qualifica del fisioterapista</strong></li>
<li><strong>Descrizione dettagliata del trattamento</strong></li>
<li><strong>Importo pagato</strong></li>
<li><strong>Modalità di pagamento tracciabile</strong> (bonifico, carta di credito, bancomat)</li>
<li><strong>Dichiarazione di esecuzione della prestazione</strong>, se la fattura è emessa da un soggetto diverso da chi ha effettivamente fornito il servizio (come previsto dalla circolare n. 14/2023 dell&#8217;Agenzia delle Entrate).</li>
</ul>
<h3><strong>Quanto Tempo Bisogna Conservare la Documentazione?</strong></h3>
<p>Le fatture e le ricevute devono essere <strong>conservate per almeno 5 anni</strong>, in caso di eventuali controlli da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>Il <strong>bonus <a href="https://kineform.it/cosa-facciamo/fisioterapia/">fisioterapia</a> 2025</strong> rappresenta un&#8217;opportunità per chi deve affrontare spese per trattamenti riabilitativi e desidera ridurre il carico fiscale. Seguendo le regole stabilite, conservando la documentazione necessaria e utilizzando metodi di pagamento tracciabili, è possibile ottenere un rimborso del 19% delle spese sostenute nella dichiarazione dei redditi. Assicurati di verificare sempre le ultime disposizioni fiscali e consulta un professionista per una gestione ottimale delle detrazioni.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo: <a title="catania.liveuniversity.it" href="https://catania.liveuniversity.it/2025/02/25/bonus-fisioterapia-2025/" target="_blank" rel="noopener">catania.liveuniversity.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disfunzione pavimento pelvico e reflusso gastroesofageo: come risolvere con la fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/disfunzione-pavimento-pelvico-reflusso-gastroesofageo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 10:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[incontinenza urinaria]]></category>
		<category><![CDATA[benessere viscerale]]></category>
		<category><![CDATA[disfunzioni gastrointestinali]]></category>
		<category><![CDATA[salute olistica]]></category>
		<category><![CDATA[Kineform studio]]></category>
		<category><![CDATA[dottor Tommaso Cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi per il diaframma]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[reflusso gastroesofageo]]></category>
		<category><![CDATA[dolore pelvico]]></category>
		<category><![CDATA[disfunzioni del pavimento pelvico]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione posturale]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come la fisioterapia può aiutare a risolvere reflusso gastroesofageo e la disfunzione pavimento pelvico. Approfondisci ora.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-pm-slice="1 1 []">Non solo problemi muscolo-scheletrici per la fisioterapia: reflusso gastroesofageo e disfunzione pavimento pelvico</h3>
<p>La fisioterapia non si limita a trattare problemi muscolo-scheletrici, ma considera l’essere umano nella sua globalità. Un approccio olistico che include anche aspetti viscerali permette di affrontare condizioni spesso sottovalutate, come le disfunzioni gastro-intestinali e pelviche. Questi disturbi, sempre più diffusi, incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone, influenzando la salute fisica, le relazioni sociali e la sfera lavorativa.</p>
<h3>Reflusso gastroesofageo: cause e sintomi</h3>
<p>Il reflusso gastroesofageo è una condizione comune caratterizzata dal ritorno di acido dallo stomaco all’esofago. Questo fenomeno, oltre a essere fastidioso, può diventare debilitante.</p>
<p>I sintomi più comuni includono:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Bruciore di stomaco;</li>
<li>Dolore al petto;</li>
<li>Difficoltà a deglutire;</li>
<li>Tosse persistente.</li>
</ul>
<p>Questi sintomi possono limitare le attività quotidiane, generando imbarazzo nelle situazioni sociali e influenzando negativamente la scelta dei cibi. La fisioterapia offre un valido supporto attraverso tecniche manuali e specifici esercizi posturali, mirati a ridurre le tensioni muscolari e migliorare il funzionamento del diaframma, spesso coinvolto nel reflusso.</p>
<h3>Disfunzione pavimento pelvico: un problema spesso sottovalutato</h3>
<p>Le disfunzioni pelviche rappresentano un insieme di problematiche che coinvolgono una larga percentuale della popolazione, sia maschile che femminile. Tra queste possiamo citare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Incontinenza urinaria;</li>
<li>Dolore pelvico;</li>
<li>Disfunzioni sessuali;</li>
<li>Dolori mestruali e post-parto.</li>
</ul>
<p>Come evidenziato dalla dottoressa Claudia Vargiu, specialista presso Fisio For Life, i sintomi possono variare da perdite di urina a dolore durante i rapporti intimi, fino a limitazioni nella mobilità e disagio cronico. Questi disturbi compromettono la vita quotidiana e relazionale, generando spesso frustrazione e isolamento.</p>
<h3>Il ruolo della fisioterapia nella gestione delle disfunzioni viscerali</h3>
<p>La fisioterapia si rivela essenziale nella gestione di queste condizioni spesso trascurate. Ritardi nell’intervento terapeutico possono peggiorare il quadro clinico, rendendo più lungo e complesso il recupero. Un approccio fisioterapico mirato, invece, permette di migliorare significativamente i sintomi e la qualità della vita.</p>
<p>Le principali tecniche utilizzate includono:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Terapie manuali</strong> per alleviare tensioni muscolari e viscerali;</li>
<li><strong>Esercizi specifici</strong> per il pavimento pelvico, come il metodo Kegel;</li>
<li><strong>Rieducazione posturale</strong> per ottimizzare l’equilibrio del corpo;</li>
<li><strong>Tecniche di respirazione diaframmatica</strong> per migliorare il controllo viscerale.</li>
</ul>
<p>Questi interventi aiutano a ristabilire il corretto funzionamento delle strutture coinvolte, fornendo ai pazienti strumenti di consapevolezza e autogestione utili nel lungo periodo.</p>
<h3>Perché rivolgersi a uno studio specializzato?</h3>
<p>La gestione delle disfunzioni gastro-intestinali e pelviche richiede un approccio personalizzato e professionale. Un fisioterapista esperto è in grado di:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Valutare la condizione specifica del paziente;</li>
<li>Individuare le cause scatenanti attraverso una diagnosi funzionale;</li>
<li>Proporre un piano terapeutico mirato ed efficace.</li>
</ul>
<p>Presso <strong>Kineform</strong>, lo studio del dottor Tommaso Cesareo, il paziente viene seguito con un approccio olistico e altamente specializzato. L&#8217;obiettivo è migliorare non solo il sintomo, ma anche il benessere generale della persona.</p>
<h3>Prenota una consulenza presso lo studio Kineform</h3>
<p>Se soffri di disturbi come reflusso gastroesofageo, dolore pelvico o incontinenza urinaria, non aspettare oltre. La fisioterapia può offrirti soluzioni concrete e durature, migliorando la tua qualità di vita.</p>
<p><a href="https://kineform.it/contatti/">Prenota subito</a> una consulenza presso lo studio <strong>Kineform</strong> del dottor <a href="https://kineform.it/chi-siamo/">Tommaso Cesareo</a>. Insieme possiamo trovare la strada giusta per il tuo benessere!</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="https://notizie.tiscali.it" href="https://notizie.tiscali.it/salute/articoli/fisioterapia-reflusso/" target="_blank" rel="noopener">https://notizie.tiscali.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dolore cronico: la fisioterapia è la soluzione!</title>
		<link>https://kineform.it/dolore-cronico-la-fisioterapia-e-la-soluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 22:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione del dolore]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del dolore]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come la fisioterapia può alleviare il dolore cronico e migliorare la qualità della vita. Approfondisci con Kineform.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex max-w-full flex-col flex-grow">
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<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[3px]">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert dark">
<p>Il dolore cronico muscolo-scheletrico è una condizione che colpisce milioni di italiani, influenzando in modo significativo la loro qualità di vita. Secondo un recente rapporto del Censis, circa 9,8 milioni di italiani, pari al 19,7% della popolazione, soffrono di questa patologia, con dolore di intensità moderata o severa. Le conseguenze di questo tipo di dolore vanno ben oltre il disagio fisico, toccando aspetti fondamentali della vita quotidiana, dal sonno alle attività sociali, fino a impedire il normale svolgimento delle attività lavorative.</p>
<h3>Cos’è il dolore cronico Muscolo-Scheletrico?</h3>
<p>Il dolore cronico muscolo-scheletrico è un dolore persistente, che interessa ossa, muscoli o articolazioni e che dura da più di tre mesi. Questa tipologia di dolore è descritta dal professor Arturo Cuomo, direttore di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica all’IRCCS Fondazione Pascale di Napoli, come un dolore forte o molto forte, spesso accompagnato da disabilità funzionale e distress psico-emozionale. Tra le cause principali di questa condizione si annoverano l’artrosi, l’artrite reumatoide e la lombosciatalgia, patologie che causano una perdita significativa di mobilità e che portano a una riduzione generale della qualità della vita dei pazienti.</p>
<h3>L&#8217;impatto nella vita di tutti i giorni</h3>
<p>Vivere con dolore cronico muscolo-scheletrico significa fare i conti ogni giorno con una limitazione della funzionalità fisica e con un disagio psicologico importante. La patologia influisce su attività quotidiane come camminare, sollevare pesi, svolgere faccende domestiche, guidare, e persino vestirsi autonomamente. Uno studio rileva che <strong>circa il 20% dei pazienti non riesce a guidare o a compiere azioni quotidiane senza aiuto</strong>, e in alcuni casi gravi, il dolore costringe il 10% dei malati a lasciare il lavoro. La sensazione di debolezza e vulnerabilità si riflette anche sul piano emotivo, portando ansia, depressione e insonnia in molti pazienti.</p>
<h3>L&#8217;Importanza della Fisioterapia e dell&#8217;Attività Fisica nella Gestione del Dolore</h3>
<p>Uno degli approcci più efficaci per gestire il dolore cronico muscolo-scheletrico è rappresentato dalla combinazione di fisioterapia e attività fisica. Il professor Cuomo sottolinea come <strong>una moderata e costante attività fisica</strong>, associata a una corretta alimentazione, possa migliorare la funzionalità muscolare e ridurre l’accumulo di grasso, contribuendo a mantenere uno stato di benessere generale. Attività non agonistiche come il nuoto, insieme a cicli di fisioterapia e trattamenti specifici come la tecar-terapia, la ionoforesi e l’elettrostimolazione, risultano particolarmente utili per alleviare il dolore e migliorare la mobilità.</p>
<p>Inoltre, un percorso fisioterapico personalizzato permette di rafforzare i muscoli, migliorare la flessibilità articolare e ridurre il rischio di ulteriori complicazioni. È importante, però, <strong>consultare sempre un fisiatra</strong> per stabilire il programma di riabilitazione più adatto e individuare le terapie più efficaci in base alla specifica condizione del paziente.</p>
<h3>L&#8217;Approccio Alimentare come Sostegno alla Riabilitazione</h3>
<p>Una corretta alimentazione può svolgere un ruolo fondamentale nella gestione del dolore cronico muscolo-scheletrico. Il professor Cuomo consiglia di seguire una dieta bilanciata, con un apporto equilibrato di proteine, vitamine e fibre, come quella mediterranea, che favorisce la salute generale e previene la perdita di massa muscolare. Un’alimentazione ricca di nutrienti aiuta non solo a migliorare il tono muscolare ma anche a mantenere sotto controllo il peso corporeo, riducendo così la pressione sulle articolazioni e alleviando il dolore.</p>
<h3>Fibromialgia: Una Forma Complessa di Dolore Cronico</h3>
<p>La fibromialgia è una forma specifica di dolore cronico muscolo-scheletrico che si distingue per la sua complessità. Nota anche come Sindrome Fibromialgica, questa patologia si manifesta con <a href="https://kineform.it/dolore-alla-spalla-come-agire/">dolore</a> diffuso in diverse aree del corpo, accompagnato da sintomi come affaticamento fisico e mentale, insonnia, e un costante stato di malessere. La causa della fibromialgia è ancora sconosciuta, e la diagnosi si basa esclusivamente su criteri clinici, poiché non esistono indagini strumentali specifiche in grado di confermarla.</p>
<p>Trattare la fibromialgia richiede un approccio multidisciplinare che comprenda la fisioterapia, l&#8217;attività fisica mirata e la gestione dello stress. La terapia del dolore, inclusa la terapia fisica e l&#8217;uso di tecniche mini-invasive come la tecar-terapia, può aiutare a ridurre l’intensità del dolore e a migliorare la qualità della vita.</p>
<h3>Consigli per una Gestione Completa del Dolore Cronico</h3>
<p>Per chi soffre di dolore cronico muscolo-scheletrico, adottare un approccio integrato che unisca fisioterapia, attività fisica e una dieta equilibrata può fare una grande differenza. Ecco alcuni consigli utili:</p>
<ol>
<li><strong>Consultare un fisiatra</strong>: una visita specialistica è fondamentale per individuare il trattamento più adatto.</li>
<li><strong>Praticare attività fisica regolare</strong>: anche un&#8217;attività moderata, come camminare o nuotare, può alleviare il dolore.</li>
<li><strong>Seguire una dieta sana</strong>: optare per una dieta bilanciata, ricca di proteine e fibre e povera di grassi, come quella mediterranea.</li>
<li><strong>Evitare il sovraccarico fisico</strong>: fare attenzione ai movimenti e non esagerare per evitare sovraccarichi.</li>
<li><strong>Utilizzare terapie antalgiche se necessario</strong>: la tecar-terapia e l&#8217;elettrostimolazione possono essere utili per ridurre il dolore.</li>
</ol>
<p>Il dolore cronico muscolo-scheletrico può limitare fortemente la qualità della vita, ma con i giusti strumenti e il supporto di professionisti esperti, è possibile convivere con questa condizione in modo più sereno. La fisioterapia, l’attività fisica e una corretta alimentazione sono risorse preziose per chi soffre di dolore cronico. Investire nella propria salute e adottare uno stile di vita equilibrato può aiutare a migliorare la funzionalità fisica, ridurre il dolore e promuovere un senso di benessere.</p>
<p>Prendersi cura di sé e affrontare il dolore cronico con un approccio consapevole e mirato rappresenta il primo passo per ritrovare la gioia di muoversi e partecipare attivamente alla vita quotidiana.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="https://www.gazzetta.it" href="https://www.gazzetta.it/salute/per-lo-sport/30-04-2024/dolore-cronico-sport-fisioterapia-e-alimentazione-per-combatterlo.shtml?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener">https://www.gazzetta.it</a>.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ReHub: la piattaforma di riabilitazione digitale</title>
		<link>https://kineform.it/rehub-la-piattaforma-di-riabilitazione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 21:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Rehub]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri ReHub, la rivoluzionaria piattaforma di riabilitazione digitale per la fisioterapia in Italia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex max-w-full flex-col flex-grow">
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<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[3px]">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert dark">
<p>Nel panorama della sanità digitale italiana, è arrivata una novità che promette di trasformare l’approccio alla fisioterapia e alla riabilitazione. Si tratta di ReHub, una piattaforma tecnologica sviluppata da una startup spagnola, specializzata in assistenza sanitaria digitale, che utilizza l’intelligenza artificiale e la visione artificiale per monitorare gli esercizi riabilitativi in tempo reale. Nata in Spagna nel 2016 grazie all’intuizione dei co-fondatori Silvia Raga (CEO) e Ricardo Jauregui (CTO), ReHub ha già trovato spazio nei più importanti centri italiani, tra cui Humanitas, Istituto Maugeri, TopPhysio a Roma e le cliniche del gruppo Kos.</p>
<h3>ReHub: Un&#8217;Innovazione nella Terapia del Movimento</h3>
<p>ReHub non è solo una piattaforma digitale, ma una vera e propria soluzione per la riabilitazione personalizzata e a domicilio. Grazie alla sua avanzata tecnologia, permette di adattare gli esercizi terapeutici alle esigenze specifiche di ogni paziente, monitorando i progressi da remoto con una precisione notevole. Utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale e la computer vision, ReHub permette di registrare parametri come ampiezza, velocità, ripetizioni, forza e compensazioni dei movimenti, tutto tramite la fotocamera dello smartphone del paziente.</p>
<p>Questa tecnologia innovativa rende possibile la terapia del movimento per pazienti con difficoltà motorie, fornendo loro un supporto efficace e immediato per i loro esercizi. <strong>Circa 8,5 milioni di italiani soffrono di difficoltà motorie</strong>, e quasi 6 milioni di essi si affidano a fisioterapisti per il trattamento. ReHub risponde a questa crescente domanda, offrendo una soluzione più accessibile e flessibile rispetto alle tradizionali terapie in presenza.</p>
<h3>Come funziona ReHub</h3>
<p>E&#8217; progettata per offrire un’esperienza di riabilitazione domiciliare altamente personalizzata e monitorata. Attraverso la piattaforma cloud, i professionisti sanitari possono creare programmi di esercizi su misura, scegliendo tra oltre 3.000 esercizi guidati dall’intelligenza artificiale. I pazienti eseguono gli esercizi sotto la supervisione virtuale della piattaforma, che fornisce feedback in tempo reale grazie ai suoi algoritmi avanzati. Questo sistema aiuta i fisioterapisti a ottimizzare i programmi terapeutici, adattandoli in base ai progressi del paziente e garantendo risultati migliori.</p>
<p>Un aspetto distintivo di ReHub è la sua capacità di monitorare ogni movimento con estrema precisione, utilizzando oltre 60 punti di rilevamento sul corpo del paziente. Questo permette di correggere i movimenti in tempo reale, offrendo un’esperienza terapeutica sicura ed efficace, anche da casa. Inoltre, i professionisti possono seguire l’andamento della terapia e interagire con i pazienti tramite chat e videoconsulto, mantenendo un contatto costante durante tutto il percorso riabilitativo.</p>
<h3>I Vantaggi</h3>
<p>ReHub non solo aumenta la precisione della riabilitazione, ma ha anche un impatto significativo sul sistema sanitario. Secondo i dati clinici, i pazienti che utilizzano ReHub riportano un miglioramento del 30% rispetto alle tecniche di riabilitazione tradizionali. Questa piattaforma consente inoltre di ridurre le liste d’attesa per la fisioterapia, aumentando la produttività dei centri riabilitativi di oltre il 30%. Grazie alla possibilità di eseguire esercizi da casa, i pazienti possono ridurre le sedute in presenza fino al 60%, con un risparmio sui costi di trasporto che può arrivare al 50%.</p>
<p>Per i pazienti, questa autonomia significa una maggiore flessibilità e un controllo più attivo sul proprio percorso di recupero. L’alto livello di personalizzazione e la possibilità di monitorare i progressi in tempo reale migliorano l’aderenza al trattamento, aumentando la motivazione e rendendo la terapia più efficace. Su oltre 15.000 pazienti trattati con ReHub, il 90% ha dichiarato che riutilizzerebbe la piattaforma, segno della sua efficacia e della soddisfazione dei pazienti.</p>
<h3>Le Patologie Più Trattate con ReHub</h3>
<p>Si è rivelata particolarmente efficace per una vasta gamma di patologie muscoloscheletriche, trattando più di 25.000 pazienti finora. Tra le principali patologie affrontate con successo troviamo:</p>
<ul>
<li><strong>Dolore lombare</strong>: una delle cause più comuni di ricorso alla fisioterapia.</li>
<li><strong>Cervicalgia</strong>: spesso causata da posture scorrette o tensioni muscolari.</li>
<li><strong>Lesione condrale del ginocchio</strong>: problema articolare che richiede riabilitazione mirata.</li>
<li><strong>Lesione del legamento crociato anteriore</strong> e <strong>strappi alla cuffia dei rotatori</strong>: lesioni frequenti tra gli sportivi.</li>
<li><strong>Distorsione alla caviglia</strong> e <strong>frattura della clavicola</strong>: traumi che necessitano di un recupero funzionale graduale.</li>
<li><strong>Capsulite adesiva della spalla</strong> e <strong>sindrome da impingement</strong>: patologie dolorose che limitano la mobilità e richiedono un approccio specifico.</li>
</ul>
<p>La varietà di esercizi disponibili e la possibilità di adattare il trattamento rendono ReHub uno strumento versatile e adatto a molte esigenze riabilitative.</p>
<h3>Una Nuova Era per la Riabilitazione in Italia</h3>
<p>L’arrivo di ReHub in Italia segna un passo importante verso la digitalizzazione della fisioterapia e della riabilitazione. In un contesto in cui la domanda di assistenza fisioterapica è sempre più elevata, questa piattaforma rappresenta una risorsa preziosa per i professionisti del settore e per i pazienti. Grazie all’intelligenza artificiale e alla visione artificiale, ReHub offre un’esperienza terapeutica sicura, precisa e accessibile, permettendo ai pazienti di intraprendere il loro percorso di guarigione direttamente da casa.</p>
<p>L’utilizzo di ReHub nei centri di eccellenza italiani, come Humanitas e le cliniche TopPhysio, dimostra l’efficacia della piattaforma e il valore che questa tecnologia può aggiungere al sistema sanitario. La fisioterapia digitale non è solo una tendenza, ma una soluzione concreta per migliorare l’accessibilità e l’efficienza dei trattamenti riabilitativi.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>ReHub rappresenta il futuro della <a href="https://kineform.it/camminata-e-fisioterapia-contro-il-mal-di-schiena/">fisioterapia</a> in Italia, unendo innovazione e cura personalizzata per offrire ai pazienti un percorso di recupero più agevole e sicuro. Per chi cerca una soluzione efficace e moderna per la riabilitazione, ReHub offre una piattaforma avanzata che consente di migliorare la propria salute in modo autonomo e flessibile.</p>
<p>Fonte articolo <a title="www.superabile.it" href="https://www.superabile.it/portale/it/dettaglio.gen.2024.06.teleriabilitazione-fisioterapia-ai.html" target="_blank" rel="noopener">www.superabile.it</a></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prevenzione e fisioterapia nel Padel: giocare sicuri per godersi lo sport</title>
		<link>https://kineform.it/prevenzione-e-fisioterapia-nel-padel-giocare-sicuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 21:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Padel]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come la fisioterapia può migliorare la tua esperienza nel padel e prevenire infortuni per goderti il gioco in sicurezza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il <strong>padel</strong> ha conquistato un numero crescente di appassionati, trasformandosi in una delle attività sportive più praticate. Tuttavia, con l’aumento dei giocatori, specialmente amatoriali, si è verificato anche un incremento dei rischi di <a href="https://kineform.it/sport-invernali-4-consigli-per-prevenire-gli-infortuni/">infortuni</a> legati a movimenti intensi e repentini, tipici di questo sport. Secondo uno studio della rivista scientifica <em>BMJ Open Sport &amp; Exercise Medicine</em>, si registrano in media otto infortuni ogni mille partite e tre infortuni ogni mille ore di allenamento. Questi dati evidenziano l’importanza di una preparazione adeguata e di misure preventive per evitare problemi fisici che potrebbero compromettere il piacere di giocare.</p>
<h3>Gli infortuni più comuni nel Padel</h3>
<p>Questo gioco, con i suoi movimenti rapidi e i cambi di direzione improvvisi, sollecita in modo significativo diverse aree del corpo, specialmente gomito, ginocchio e spalla. Tra i problemi più comuni, troviamo le tendinopatie dell’epicondilo, spesso note come &#8220;gomito del tennista&#8221;. Questa condizione dolorosa si sviluppa a causa dei movimenti ripetitivi e intensi richiesti, portando a sovraccarico e infiammazione. Anche la spalla è soggetta a rischi, in particolare per i colpi sopra la testa, mentre ginocchia e zona lombare sono esposti a potenziali lesioni dovute ai frequenti scatti e frenate.</p>
<p>Secondo Melania Salina, presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Friuli-Venezia Giulia (Ofi FVG), molti non si avvicinano a questo sport con una preparazione fisica adeguata, aumentando così il rischio di infortuni. <strong>La mancanza di riscaldamento, una postura scorretta e una preparazione fisica insufficiente</strong> sono tra le principali cause di problemi fisici tra i giocatori amatoriali.</p>
<h3>L’importanza della fisioterapia preventiva</h3>
<p>La fisioterapia svolge un ruolo chiave non solo nel recupero post-infortunio, ma anche nella prevenzione. L’Ofi FVG sottolinea l’importanza di un programma di esercizi mirati per rafforzare muscoli, migliorare l’equilibrio e aumentare la mobilità articolare. Questo tipo di preparazione è essenziale per ridurre l’impatto delle sollecitazioni ripetute e proteggere le zone più vulnerabili del corpo.</p>
<p>Gli esercizi preventivi possono aiutare a migliorare la resistenza fisica, fondamentale in uno sport che richiede movimenti esplosivi e veloci. Allenamenti specifici, come il rafforzamento dei muscoli del braccio, dell’addome e delle gambe, possono ridurre significativamente il rischio di infortuni, rendendo il gioco più sicuro e sostenibile.</p>
<h3>Un approccio consapevole alla prevenzione</h3>
<p>L’Ofi FVG invita tutti i praticanti di questo sport, sia principianti che esperti, a considerare la fisioterapia preventiva come parte integrante del loro percorso sportivo. Un check-up fisioterapico personalizzato prima di iniziare a giocare può fare la differenza, identificando eventuali debolezze o squilibri muscolari che potrebbero aumentare il rischio di lesioni. Questo tipo di valutazione permette al fisioterapista di creare un piano di allenamento su misura, incentrato sulle esigenze specifiche del singolo atleta.</p>
<p>Secondo la presidente Salina, promuovere una maggiore consapevolezza sull&#8217;importanza della prevenzione e della fisioterapia può aiutare a evitare patologie da sovraccarico e traumi ripetuti, tipici tra i giocatori amatoriali. Gli infortuni cronici, infatti, possono limitare la capacità di giocare a lungo termine, compromettendo la longevità sportiva e la qualità della vita.</p>
<h3>Come la fisioterapia migliora le prestazioni</h3>
<p>Un programma di fisioterapia non solo riduce il rischio di infortuni, ma può anche migliorare le prestazioni in campo. Gli esercizi di rafforzamento e di mobilità articolare aiutano a mantenere una postura corretta e a eseguire i movimenti con maggiore precisione ed efficienza. Questo può tradursi in un gioco più fluido e meno dispendioso dal punto di vista energetico.</p>
<p>Inoltre, un buon allenamento fisioterapico permette di aumentare la resistenza e l’agilità, due qualità fondamentali nel padel. La fisioterapia preventiva è quindi un investimento per chi desidera praticare questo sport a lungo, senza compromettere la propria salute.</p>
<h3>Prevenire è meglio che curare: consigli per un gioco sicuro</h3>
<p>Ecco alcuni consigli pratici per giocare a padel in sicurezza e godersi ogni partita senza rischi:</p>
<ol>
<li><strong>Riscaldamento Pre-Partita</strong>: Non trascurare mai il riscaldamento. Dedica almeno 10-15 minuti a esercizi di stretching e movimenti per preparare muscoli e articolazioni.</li>
<li><strong>Attenzione alla Postura</strong>: Una postura scorretta aumenta il rischio di infortuni, soprattutto a spalle e schiena. Allenati a mantenere una posizione corretta durante il gioco.</li>
<li><strong>Allenamento di Forza</strong>: Rafforza i muscoli delle gambe, del core e delle braccia per sostenere i movimenti intensi e ridurre il sovraccarico sulle articolazioni.</li>
<li><strong>Ascolta il Tuo Corpo</strong>: Se senti dolore o affaticamento, fermati. Ignorare i segnali del corpo può portare a infortuni più gravi.</li>
<li><strong>Consulta un Fisioterapista</strong>: Sottoporsi a una valutazione fisioterapica può aiutarti a individuare eventuali squilibri e a prevenire lesioni.</li>
</ol>
<h3>Un invito alla prevenzione</h3>
<p>La crescente popolarità del padel è un segnale positivo per lo sport, ma è essenziale praticarlo in sicurezza. Sottovalutare l’importanza della prevenzione può trasformare un’attività divertente in una fonte di problemi fisici. La <a href="https://kineform.it/cosa-facciamo/fisioterapia/">fisioterapia</a> preventiva è quindi una risorsa preziosa per chiunque desideri godersi il padel senza rischi.</p>
<p>Come evidenzia l’Ofi FVG, il padel richiede un impegno fisico notevole, e per molti appassionati è facile farsi prendere dall’entusiasmo senza pensare alle conseguenze per il corpo. La prevenzione, unita a un supporto fisioterapico mirato, può fare la differenza, mantenendo il corpo in salute e permettendo di continuare a giocare nel tempo.</p>
<p>Giocare a padel può essere un’esperienza entusiasmante, ma è fondamentale farlo in modo consapevole e sicuro. Con una preparazione adeguata e un programma di fisioterapia preventiva, ogni partita può trasformarsi in un momento di piacere senza il timore di infortuni.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="diariofvg.it" href="https://www.diariofvg.it/2024/11/12/boom-di-infortuni-nel-padel-lofi-fvg-serve-piu-prevenzione/" target="_blank" rel="noopener">diariofvg.it</a>.</p>
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		<title>Vacanze estive: 7 consigli su come evitare infortuni</title>
		<link>https://kineform.it/vacanze-estive-7-consigli-su-come-evitare-infortuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 09:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[idratazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come evitare infortuni durante le vacanze estive, mantenendo l'equilibrio tra attività fisica e riposo estive e ad alcuni esercizi di fisioterapia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Vacanze estive: non solo riposo</h3>
<p>L’estate è sinonimo di vacanze, relax e divertimento, ma per chi segue un percorso di fisioterapia, mantenere la costanza e la disciplina necessarie per il proprio benessere fisico può rappresentare una sfida. Tuttavia, con un po’ di pianificazione e qualche accorgimento, è possibile conciliare il riposo estivo con il proprio percorso di riabilitazione. In questo articolo esploreremo come affrontare l’estate mantenendo l’impegno nella fisioterapia, suggerendo strategie e attività per godere al meglio delle vacanze senza compromettere i progressi ottenuti.</p>
<h3>Preparazione prima della partenza</h3>
<p><strong>Il primo passo per affrontare l’estate con serenità è una buona pianificazione.</strong> Prima di partire per le vacanze, è importante consultare il proprio fisioterapista. Discutere delle attività che si intende fare durante il soggiorno, delle possibili limitazioni e delle modalità per continuare gli esercizi anche lontano da casa è essenziale per evitare problemi e mantenere i progressi raggiunti.</p>
<p>Un aspetto da considerare è la predisposizione di un programma di esercizi adattabile al contesto vacanziero. Il <a title="fisioterapista" href="https://kineform.it/il-fisioterapista-cosa-fa-e-quando-rivolgersi-a-lui/">fisioterapista</a> può fornire una serie di esercizi che non richiedono attrezzature particolari, facilmente eseguibili ovunque ci si trovi. Inoltre, è utile informarsi su eventuali strutture locali che offrono servizi di fisioterapia, in modo da avere un riferimento in caso di necessità.</p>
<h3> Attività fisica e fisioterapia</h3>
<p>Le vacanze possono essere l’occasione perfetta per integrare gli esercizi di fisioterapia con attività fisiche piacevoli e benefiche. Ad esempio, nuotare è un’attività eccellente che può aiutare a mantenere la mobilità e la forza muscolare senza sovraccaricare le articolazioni. L’acqua offre un supporto naturale che riduce lo stress sul corpo, rendendo il nuoto un’opzione ideale per chiunque stia seguendo un percorso di riabilitazione.</p>
<p>Anche camminare sulla spiaggia può essere un’attività benefica, poiché la sabbia offre una superficie instabile che stimola i muscoli stabilizzatori e migliora l’equilibrio. Tuttavia, è importante fare attenzione e non esagerare, soprattutto se si soffre di problemi alle articolazioni o ai tendini.</p>
<p>Se la vacanza prevede escursioni o trekking, è fondamentale prepararsi adeguatamente, scegliendo percorsi adatti al proprio livello di allenamento e portando con sé tutto il necessario per affrontare eventuali imprevisti. Scarpe comode e adatte, una buona idratazione e pause frequenti sono essenziali per evitare sovraccarichi e infortuni.</p>
<h3>Esercizi di fisioterapia in ambienti diversi</h3>
<p>Mantenere la routine di esercizi durante le vacanze può sembrare difficile, ma con un po’ di creatività è possibile adattarli all’ambiente in cui ci si trova. Ad esempio, molti esercizi di fisioterapia possono essere eseguiti utilizzando oggetti di uso comune come una sedia, una bottiglia d’acqua o un asciugamano. Questo permette di non dover portare con sé attrezzature specifiche, ma di continuare comunque il programma di riabilitazione.</p>
<p>Anche sfruttare gli spazi naturali può essere una buona idea. Una passeggiata in un parco, esercizi di stretching sulla spiaggia o una sessione di yoga all’aperto possono essere modi piacevoli ed efficaci per mantenere il corpo attivo e rilassato.</p>
<h3>L&#8217;importanza del riposo</h3>
<p>Non bisogna dimenticare che le vacanze sono anche un momento per riposare e ricaricare le energie. Un buon equilibrio tra attività fisica e riposo è fondamentale per evitare il sovraccarico e lo stress fisico. Assicurarsi di dormire a sufficienza, prendersi del tempo per rilassarsi e ascoltare il proprio corpo sono aspetti essenziali per affrontare l’estate in modo salutare.</p>
<h3>Consigli</h3>
<p>La stagione estiva spesso stravolge i ritmi quotidiani, con eventi serali, cene con amici e attività sportive all&#8217;aperto. Tuttavia, è importante prestare attenzione a diversi fattori per evitare infortuni e godere appieno del periodo estivo:</p>
<ol>
<li><strong>Alimentazione</strong>: Seguire un regime alimentare equilibrato è fondamentale per ridurre il rischio di infortuni e malesseri fisici. Evitare diete iperproteiche che escludono i carboidrati, essenziali per fornire energia ai muscoli.</li>
<li><strong>Idratazione</strong>: Bere almeno due litri di acqua al giorno è consigliato per mantenere il corpo idratato, controllare la pressione arteriosa e nutrire i muscoli. In estate, è necessario aumentare l&#8217;apporto di acqua a causa delle alte temperature e della maggiore sudorazione.</li>
<li><strong>Preparazione fisica</strong>: La preparazione fisica dovrebbe essere regolare durante tutto l&#8217;anno. Evitare allenamenti estenuanti e improvvisati poco prima delle vacanze per evitare sollecitazioni e lesioni muscolari.</li>
<li><strong>Riposo</strong>: Il riposo è fondamentale per rigenerare e ristabilire l&#8217;equilibrio muscolare. Ascoltare il proprio corpo e concedersi pause quando necessario è essenziale per prevenire infortuni.</li>
<li><strong>Riscaldamento</strong>: Dedicare qualche minuto al riscaldamento muscolare prima di qualsiasi attività fisica riduce il rischio di infortuni. Anche in estate, è importante preparare i muscoli con movimenti adeguati.</li>
<li><strong>Attrezzature sportive</strong>: Utilizzare equipaggiamento idoneo durante le attività sportive per migliorare le prestazioni e prevenire lesioni.</li>
<li><strong>Tecnica sportiva</strong>: Seguire una corretta tecnica sportiva è fondamentale per evitare traumi. Movimenti errati, soprattutto su terreni non uniformi come la sabbia, possono causare danni alle articolazioni.</li>
</ol>
<p>Mantenere la costanza nella fisioterapia durante l’estate è possibile con una buona pianificazione e qualche accorgimento. Consultare il proprio fisioterapista, integrare gli esercizi con attività piacevoli, adattare la routine all&#8217;ambiente vacanziero e mantenere un equilibrio tra attività fisica e riposo sono passaggi essenziali per godere delle vacanze senza compromettere i progressi ottenuti nel percorso di riabilitazione.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="www.focus.it/scienza" href="https://www.focus.it/scienza/salute/estate-da-fisioterapisti-strategie-contro-acciacchi-rovina-vacanze" target="_blank" rel="noopener">www.focus.it/scienza</a>.</p>
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