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	<title>terapia manuale &#8211; Kineform</title>
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	<description>Kineform è un metodo dato dall’unione della fisioterapia con le scienze Motorie per restituire il benessere globale della persona.</description>
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		<title>Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 07:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri l’efficacia degli allungamenti decompensati e del lavoro globale nei percorsi fisioterapici secondo l’approccio integrato di Tommaso Cesareo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Introduzione allo stretching e alla fisioterapia globale</h3>
<p>Alzi la mano chi di noi non si è mai cimentato, anche per pochi momenti, in posture più o meno consapevoli di stretching!</p>
<p>Sono certo che dedicare anche solo pochi minuti (a volte anche pochi secondi!) a questa pratica sia in assoluto ciò che accomuna trasversalmente generazioni di atleti, o “atleti”, siano essi semplici amatori o professionisti di qualche disciplina sportiva.</p>
<p>Negli anni ’70, in Europa, il “la” allo stretching (dal termine “to stretch” = allungare) la diede il runner e scrittore americano Bob Anderson.</p>
<p>Per completezza, questa attività era già ben presente molti secoli addietro, inserita ad esempio nelle prassi delle arti marziali orientali, come kung fu, karate, judo, ju jitzu, (si pensi che la più antica arte marziale, lo “Jabusame” o tiro con l’arco a cavallo, risale addirittura al VII secolo d.C.).</p>
<p>Molteplici discipline come ad esempio Yoga, Pilates, Tai Chi Chuan, Qi gong, tese al riequilibrio globale di mente, corpo e spirito, considerano lo stretching elemento essenziale per l’approccio metodologico, anche se con delle varianti specifiche, legate in primis alle modalità di applicazione, quindi alla filosofia della metodica stessa.</p>
<h3>L’evoluzione del concetto di globalità nei sistemi corporei</h3>
<p>Nel corso di tantissimi anni, il concetto di globalità è stato al centro dell’interesse di moltissimi autori, i quali si sono prodigati a sviluppare concetti e metodiche, partendo per esempio da quello di “catene muscolari”, nel tempo divenute “cinetiche”, fino a giungere ai giorni nostri e discutere di “sistemi neuro-osteo-mio-fasciali”.</p>
<p>Sono questi argomenti di estrema attualità, molto affascinanti aggiungerei, nonostante il precursore del concetto di catena cinetica pare essere stato l’ingegnere tedesco Franz Reuleaux, nel 1875.</p>
<h3>Dalle catene muscolari ai sistemi neuro-osteo-mio-fasciali</h3>
<p>Tra i tanti autori che si sono interessati agli studi della globalità del sistema muscolare, un nome illustre è senz’altro quello della fisioterapista francese Francoise Mézières, con le famose “squadre”, ovvero il concetto delle catene muscolari. Negli anni però tanti autori come Bricot, Busquet, Souchard, Myers, Rolf, ecc. studiarono e svilupparono metodiche terapeutiche, considerando pertanto la globalità del sistema motorio umano.</p>
<p>Considerando che parlare della globalità dei sistemi equivale a scoperchiare il vaso d Pandora, cioè si apre uno scenario molto complesso, non può non concentrare l’attenzione sull’elemento cardine dei sistemi, vale a dire “sua maestà” il muscolo.</p>
<p>All’interno del percorso terapeutico, sarà poi il punto di osservazione ad evidenziare il concetto di globalità o, differentemente l’approccio analitico, ad evidenziare le tante sfaccettature del fenomeno.</p>
<p>Diceva il mitico Totò: “ragioniere, ragioniamo”!</p>
<h3>La persona al centro: un approccio integrato alla terapia</h3>
<p>Da insegnante, abituato ad alternare valutazioni analitiche a quelle globali, inizio molto spesso dall’analisi della globalità. Successivamente provo a cercare le componenti analitiche “disfunzionali”, infine, una volta ottimizzate, le ripropongo in ottica di “compito generale”.</p>
<p>Da qui, il compito motorio che ne deriva può evidenziare due risultati: armonia o ancora disfunzione.</p>
<p>Se “funziona”, quindi la risposta risulta armonica, si va allo step successivo. Laddove invece la risposta non fosse quella desiderata, si torna indietro a cercare di comprendere quali elementi possono essere considerati affinché il compito possa risultare migliore.</p>
<p>Per ciascuno di questi stadi la chiave di lettura è certamente centrata sulla ricerca dell’elemento singolo “stonato” ma, esattamente come farebbe un direttore d’orchestra che indica la strada e la correzione al singolo musicista e contestualmente immagina il risultato e l’armonia nel contesto globale. L’orchestra appunto.</p>
<p>Pertanto, anche se l’argomento di queste riflessioni è rappresentato dagli allungamenti de-compensati, mi preme davvero sottolineare l’assoluto rispetto e considerazione che debba avere la persona, nella sua interezza e totalità.</p>
<h3>Il ruolo della motivazione nel percorso terapeutico</h3>
<p>Proprio come l’iceberg, guardare, valutare e giudicare solamente “l’emerso” significherebbe commettere un errore semplicistico, che ci potrebbe portare quasi certamente non solo a fallire l’obiettivo (motivo per cui il paziente è venuto da noi), ma ad usare una chiave di lettura professionale palesemente errata e fuorviante.</p>
<p>Pertanto l’adolescente con la scoliosi, l’adulto con la lombalgia, la sig.ra anziana con l’artrosi all’anca, o l’atleta con l’infiammazione al gomito, sono prima di tutto delle persone.</p>
<p>Non sono pertanto identificabili con le loro patologie o disfunzioni, peggio ancora attraverso le loro immagini radiografiche. Gli elementi in disfunzione (il gomito, la lombare, la scoliosi…) sono da contestualizzare in un’entità/sistema complesso qual è la persona umana, con tutte le risorse e limiti che una persona può avere.</p>
<p>Ricordiamo peraltro che è proprio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che si evince il concetto di salute come “condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale (e relazionale aggiungerei…) e non esclusivamente l’assenza di malattia o infermità” (schema 1). Quanto ogni elemento di questa delicata alchimia possa condizionare o dominare sugli altri, sta alla bellezza della diversità dell’uomo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4707 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.jpg" alt="Schema" width="334" height="224" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 1"></p>
<h3>Il terapista come guida verso l’armonia posturale</h3>
<p>Questo approccio “universale” non solamente per il rispetto dovuto all’essere umano in sofferenza, ma per meglio affrontare la problematica stessa, facendo diventare il paziente “attore del suo percorso”.</p>
<p>Viene così ad essere esaltata la componete volitiva, motivazionale, andando a sottolineare quella componente per noi tanto cara: la “compliance”, elemento essenziale nei percorsi terapeutici, specie se in seguito a dolore cronico.</p>
<p>Si esce quindi dall’ottica della centralità terapeutica e tutte le sue declinazioni possibili (strumentale, manuale…), ponendo saggiamente la persona e tutti i suoi bisogni come fulcro del progetto riabilitativo.</p>
<p>Il professionista della riabilitazione, oramai figura sempre più “olistica”, diviene pertanto il catalizzatore delle tante sfaccettature della salute, con il primario ruolo di “traghettare”, quasi come Caronte, il paziente da una sponda disfunzionale e algica, ad un’altra auspicabile. Il tutto passa attraverso la motivazione.</p>
<p>Del progetto terapeutico ne identifica le tappe, scandendone modi e tempi, oltre a riconnettere, laddove necessario, il paziente con la sua quotidianità. Personalmente ho sempre ritenuto importante inserire esempio elementi di educazione all’ergonomia nel proprio ambiente, in particolare per pazienti anziani che vivono da soli in casa.</p>
<h3>La postura come sistema dinamico e complesso</h3>
<p>A parità di “apparente” patologia, la diversità dell’essere umano offre e impone attenzione su capacità motorie differenti (fibre muscolari differenti, corredo genetico, capacità coordinative…), stile di apprendimento (attivista, riflessivo, pragmatico…), motivazione, componente caratteriale ed emotiva, ecc. ecc.</p>
<p>Infine, per poter dar luogo a qualunque processo di apprendimento c’è bisogno di qualcuno disposto ad insegnare, e viceversa. Il processo è biunivoco e non può essere scisso. Si parla infatti di processo di insegnamento-apprendimento.</p>
<p>Porto un esempio che spero risulti calzante.</p>
<p>Se in una famiglia “sana” uno dei componenti ha un problema, il risultato è che tutto il nucleo familiare (chi più e chi meno) ne risulta coinvolto, tanto da farsene carico con preoccupazioni, condivisioni, umori…ecc. Allora perché non deve valere anche per un sistema meravigliosamente integrato e complesso come quello umano?</p>
<h3>Dall’analitico al globale: un percorso di consapevolezza</h3>
<p>E’ proprio per la necessità di adattamento (sia a carattere posturale che funzionale) ad ambienti o contesti differenti, che il sistema mio-fasciale ne diviene elemento cardine.</p>
<p>Sotto la guida attenta e coinvolta del terapeuta si ottimizzeranno le risposte del paziente, con le coordinate precise del movimento desiderato.</p>
<p>Ultimo, ma non ultimo elemento è legato alla sfera emotiva e caratteriale. Senza la giusta “leva” su questi ambiti, il progetto di cambiamento “posturale”, quindi funzionale fallirebbero.</p>
<h3>Il sistema fasciale e la teoria della tensegrità</h3>
<p>Ecco che all’unisono la postura, vista nella sua accezione olistica viene ad essere condizionata dal singolo elemento disfunzionale. Basterà un “semplice” dolore al polpaccio per perturbare l’armonia posturale e funzionale dell’intero sistema.</p>
<p>Come si evince dalle foto sotto, passare da uno stato di disarmonia posturale (foto 1) con conseguenti limitazioni emotive e caratteriali, verso l’armonia (foto 2) non solo è possibile ma auspicabile. L’intervento in team, quindi interprofessionale, è quasi sempre vincente.</p>
<p>Una volta inserite le giuste dosi di “training analitico”, se vogliamo distrettuale, si procede con l’inserimento degli schemi motori via via più complessi e globali, con la graduale integrazione nei differenti piani dello spazio e le opportune afferenze percettive.</p>
<p>Pertanto, cosi come il singolo elemento condiziona il sistema, anche il globale può dare un contributo all’integrazione del singolo elemento.</p>
<p>In quest’ottica, implementare la presa di coscienza e tutte le componenti senso-percettive che ne stanno alla base, diviene indispensabile nel percorso di recupero funzionale, sia esso dedicato al paziente anziano che al giovane atleta. Appropriarsi della competenza percettiva corporea (specie se il corpo ha subito un’alterazione indotta dal/i trauma/i, per esempio) diviene humus su cui inserire tutti gli altri elementi che avranno così una connotazione consapevole, cosciente.</p>
<p>Affinché la propriocezione del singolo “elemento” in disfunzione possa essere educata ad una nuova competenza, bisogna che sia possibile “allenarla” fuori dalla globalità.</p>
<figure id="attachment_4692" aria-describedby="caption-attachment-4692" style="width: 227px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-4692 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg" alt="E.A. – 15 anni ½ - Disarmonia Posturale - Kineform" width="227" height="302" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 2" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg 227w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /><figcaption id="caption-attachment-4692" class="wp-caption-text">E.A. – 15 anni ½ &#8211; Disarmonia Posturale &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4693" aria-describedby="caption-attachment-4693" style="width: 237px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4693" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-17-anni-.jpg" alt="E.A. – 17 anni - Kineform " width="237" height="300" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 3"><figcaption id="caption-attachment-4693" class="wp-caption-text">E.A. – 17 anni &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il riequilibrio modulare progressivo: metodo e applicazioni</h3>
<p>Questo perché, cosi come avviene esattamente in ogni attività di insieme, come può essere un’azienda, laddove qualcuno non procede come dovrebbe, ecco che perturba il gruppo.</p>
<p>Intervengono così gli adattamenti, dapprima funzionali, successivamente, se permanenti, disfunzionali e tutt’altro che economici.</p>
<p>Tutti i nostri organi, dai muscoli al cuore, dalle articolazioni al sistema nervoso, dal sistema viscerale al tessuto sanguigno sono tra loro intimamente collegati, dal sistema fasciale, che risponde alle regole indotte dalla “tensegrità strutturale” (concetto coniato dall’ing. R.B. Fuller). Siamo di fronte ad uno straordinario e complesso network.</p>
<p>La fascia è una straordinaria struttura di tessuto connettivo denso, che prende origine da uno dei foglietti embrionali (il mesoderma), che avvolge e compenetra tutti gli organi del nostro corpo e attraverso la sua architettura divenendo supporto strutturale per tutti gli organi, sistemi e apparati. Il collega Ft dott. Bruno Bordoni ne è eccellente e appassionato e studioso.</p>
<p>Quando il sistema non risulta capace di contrastare le carie forze che agiscono, per risparmiare verso la gravità, si protegge retraendosi, accorciandosi (fig. 1).</p>
<h3>Rieducazione del sistema con gli allungamenti decompensati</h3>
<p>Il presupposto teorico è che gli accorciamenti connettivali obbligano il sistema a ridurre il numero di fibre muscolari “funzionali”, quindi di unità motorie chiamate in causa, visto che una % ne risulta compromessa. Le inserzioni osteo-tendinee risulteranno trazionate e, nel tempo potrebbero andare incontro a deformazioni morfo-funzionali e/o strutturali.</p>
<p>Allungamenti de-compensati, ben condotti, non solo risulteranno liberatori verso l’azione gravitaria, ma contestualmente arricchiti di componenti propriocettive e di controllo, quindi con maggiore espressione di forza, elasticità, leggerezza, bellezza e armonia (foto 2).</p>
<p>Oramai quasi 19 anni orsono frequentai il corso di formazione del metodo Kabat, tenuto con competenza e maestria dal collega Ft dott. Giuseppe Monari (“Nanni”) che lo importò in Italia dall’America, alla fine degli anni ’80. Successivamente l’approccio venne ulteriormente elaborato, fino a divenire l’attuale: “Riequilibrio Modulare Progressivo con Facilitazioni Neurocinetiche (RMP)”.</p>
<figure id="attachment_4699" aria-describedby="caption-attachment-4699" style="width: 566px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4699 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png" alt="Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”. - Kineform " width="566" height="520" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 4" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png 566w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-300x276.png 300w" sizes="auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px" /><figcaption id="caption-attachment-4699" class="wp-caption-text">Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”.</figcaption></figure>
<p>Questa tecnica nasce dall’osservazione e dallo studio dei movimenti dello sport, in particolare le arti marziali e della danza, in cui i concetti di diagonalità e spiralità permettono al movimento di esprimere la massima potenza, armonia, velocità e coordinazione. La metodica prevede pertanto degli schemi motori chinesiologicamente corretti, tali da traducono fedelmente le osservazioni fatte.</p>
<p>In base ai dati appena riportati nel precedente paragrafo, appare di grande importanza procedere verso il riequilibrio delle componenti osteo-neuro-mio-fasciali (abbiamo visto che risulterebbe non corretto parlare solamente di muscoli, vista la complessità e l’unicità del sistema motorio umano).</p>
<h3>Stabilizzazione propriocettiva e integrazione del movimento</h3>
<p>Il classico esempio è rappresentato dal test per l’allungamento del quadricipite femorale da effettuare in piedi (fig. 3). Con l’aiuto della mano omolaterale si afferra il dorso del piede e si prova a portare il piede a contatto con il gluteo. La maggior parte di noi ci riesce.</p>
<p>Modificando ora la posizione dell’intero sistema (fig. 4), flettendosi e portando il ginocchio controlaterale sotto al petto, flettendo bene l’anca in modo da ridurre l’azione lordosizzante di retti femorali e psoas, la sorpresa è che nella maggior parte dei casi, prima dei 90° la tensione diviene forte, quasi dolorosa.</p>
<figure id="attachment_4700" aria-describedby="caption-attachment-4700" style="width: 173px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4700" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-3-Allungamento-autogestito-non-de-compensato.jpg" alt="Foto 3 - Allungamento autogestito, non de-compensato - Kineform " width="173" height="262" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 5"><figcaption id="caption-attachment-4700" class="wp-caption-text">Foto 3 &#8211; Allungamento autogestito, non de-compensato &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4701" aria-describedby="caption-attachment-4701" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-4701" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto4.Allungamento-de-compensato-in-Protezione-di-colonna-300x192.jpg" alt="Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna - Kineform" width="300" height="192" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 6"><figcaption id="caption-attachment-4701" class="wp-caption-text">Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Verso uno schema corporeo consapevole e funzionale</h3>
<p>Questo, quindi, che significato ha?</p>
<p>Significa che la risposta del “sistema integrato”, che organizza delle strategie inibitorie da parte di distretti “apparentemente” non interessati alla performance, di fatto aiuta a rispondere alle esigenze funzionali o disfunzionali richieste.</p>
<p>Attraverso l’allungamento ed il successivo reclutamento delle catene neuro-cinetiche possiamo arrivare a trattare gli squilibri posturo-funzionali (per citare un concetto caro al collega e maestro dott. Philippe Caiazzo) in modo tale da far permanere gli adattamenti ottenuti, consentendo così al sistema di approdare ad una dimensione percettiva e motoria nel suo complesso (fig. 5).</p>
<p>Quindi reclutamento, allungamento e stabilizzazione dei risultati ottenuti rappresentano un unicum inscindibile (fig. 6)</p>
<p><strong>Altri esempi di apprendimenti in differenti ambiti di trattamento</strong></p>
<figure id="attachment_4703" aria-describedby="caption-attachment-4703" style="width: 424px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4703 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-5.-Training-di-allungamento-de-compensato-complesso-con-feedback-differenti-e-contestuale-reclutamento-distrettuale.jpg" alt="Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale - Kineform " width="424" height="274" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 7"><figcaption id="caption-attachment-4703" class="wp-caption-text">Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4704" aria-describedby="caption-attachment-4704" style="width: 522px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4704 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png" alt="Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: - CC posteriore di Dx - CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti." width="522" height="364" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 8" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png 522w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6-300x209.png 300w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /><figcaption id="caption-attachment-4704" class="wp-caption-text">Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: &#8211; CC posteriore di Dx &#8211; CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti.</figcaption></figure>
<p>Attraverso l’applicazione della metodica RMP si ha la possibilità di “oggettivare” le lunghezze, pertanto si consegnano dei valori reali delle retrazioni riscontrate, potendone valutare concretamente il miglioramento nel corso del progetto terapeutico.</p>
<figure id="attachment_4705" aria-describedby="caption-attachment-4705" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4705 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png" alt="Schema 3 - Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla." width="666" height="350" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 9" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png 666w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3-300x158.png 300w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption id="caption-attachment-4705" class="wp-caption-text">Schema 3 &#8211; Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla.</figcaption></figure>
<p>Partendo quindi da valutazioni calibrate e precise, si riesce, sia in ambito neurologico che ortopedico ad evidenziare i punti critici, calibrando l’atto terapeutico. Questo permette di venire a conoscenza in modo chiaro dei problemi senso-motori del paziente e di comporre una “modulistica mirata” che utilizza molteplici varianti nell’atto terapeutico (fig. 7).</p>
<figure id="attachment_4706" aria-describedby="caption-attachment-4706" style="width: 272px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4706 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-7.jpg" alt="Foto 7 - Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi)." width="272" height="173" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 10"><figcaption id="caption-attachment-4706" class="wp-caption-text">Foto 7 &#8211; Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi).</figcaption></figure>
<p>Da quanto appena sostenuto, nei tanti anni di lavoro è nata l’esigenza di coniugare differenti strategie, strumenti, modalità applicative e metodiche di insegnamento, con il fine ultimo di risultare plasticamente adattabili alla persona/paziente, modificandole il proprio schema corporeo/motorio.</p>
<p><strong>Modalità esecutiva:</strong></p>
<ol>
<li>Attenta spiegazione teorica e pratica del compito da svolgere</li>
<li>Si invita il paziente “all’ascolto” delle afferenze propriocettive</li>
<li>Si guida verso la fase della differenziazione (o della segmentazione cosciente)</li>
<li>Si approda alla fase rappresentativa (in cui si rievoca senza l’ausilio propriocettivo)</li>
<li>Si introducono delle variabili operative (anche ad altri livelli)</li>
</ol>
<p>A questo punto ci si potrebbe chiedere quale sia la localizzazione neurologica dello schema corporeo. In effetti una localizzazione ben precisa sembra difficile da definire anche se qualche tentativo è stato fatto (ad esempio Luria, 1974):</p>
<blockquote><p>“lo schema corporeo è il frutto dell’integrazione di molte funzioni sensoriali, motorie, emotive, e pertanto coinvolge numerose aree corticali, implicando l’intervento associativo di molteplici centri cerebrali”.</p></blockquote>
<p>La capacità di presa di coscienza corporea e di elaborazione dello schema corporeo sono seriamente ostacolate dallo stato muscolo-tensivo e di tensione emotiva.</p>
<p>Questa evidenza clinica trova anche delle conferme sperimentali (Ruggieri et al., 1983), che hanno documentato a questo proposito come il grado di auto-percezione corporea sia inversamente proporzionale al livello di tensione miografica.</p>
<h3><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>Il presente lavoro intende sottolineare quanto la terapia manuale analitica, alternata al training globale, possa apportare notevoli benefici in termini di afferenze senso-percettive nonché di implemento delle competenze tecnico-specifiche.</p>
<p>Le catene neuro-mio-fasciali, se retratte, limiteranno e obbligheranno all’adattamento la gestualità (tecnica, nel caso di sportivi). Conseguentemente, de-strutturare schemi motori errati è capitolo ostico, a volte con tempi molto lunghi per l’ottenimento delle correzioni auspicate.</p>
<p>Il mix sapiente di alternanza tra la globalità e le specificità dei sistemi offrono opportunità di ottenimento di risultati che vanno ben oltre le modifiche funzionali del singolo “muscolo”, consegnando reale benessere ai nostri pazienti.</p>
<p>Infine, attraverso il dialogo inter-professionale ed il confronto conseguente, Terapisti, Chinesiologi, Preparatori atletici, Medici, Specialisti … e tutte le altre figure si riusciranno ad ottenere risultati certamente migliori rispetto al lavoro del singolo.</p>
<p>Ancora una volta, il Team vince.</p>
<p>Per tutti noi appassionati di riabilitazione, a proposito di Team vincenti, per l’eccezionale lavoro svolto mi preme ringraziare di cuore il team di “Fisioterapia e Riabilitazione” e “il Riabilitatore magazine”. In primo luogo il collega Ft dott. Marco Musurrofiti, tra i primi a immaginare, progettare e realizzare questa utile e preziosa piattaforma.</p>
<p>L&#8217;articolo verrà pubblicato su <a href="https://www.ilriabilitatore.it/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Il Riabilitatore magazine&#8221;</a>.</p>
<p><a href="https://kineform.it/chi-siamo/"><em><strong>Tommaso Cesareo</strong></em></a></p>
<p>Fisioterapista – Chinesiologo &#8211; Councellor IMR &#8211; Responsabile Studio Kineform, Padova</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disfunzione pavimento pelvico e reflusso gastroesofageo: come risolvere con la fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/disfunzione-pavimento-pelvico-reflusso-gastroesofageo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 10:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[incontinenza urinaria]]></category>
		<category><![CDATA[benessere viscerale]]></category>
		<category><![CDATA[disfunzioni gastrointestinali]]></category>
		<category><![CDATA[salute olistica]]></category>
		<category><![CDATA[Kineform studio]]></category>
		<category><![CDATA[dottor Tommaso Cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi per il diaframma]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[reflusso gastroesofageo]]></category>
		<category><![CDATA[dolore pelvico]]></category>
		<category><![CDATA[disfunzioni del pavimento pelvico]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione posturale]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri come la fisioterapia può aiutare a risolvere reflusso gastroesofageo e la disfunzione pavimento pelvico. Approfondisci ora.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-pm-slice="1 1 []">Non solo problemi muscolo-scheletrici per la fisioterapia: reflusso gastroesofageo e disfunzione pavimento pelvico</h3>
<p>La fisioterapia non si limita a trattare problemi muscolo-scheletrici, ma considera l’essere umano nella sua globalità. Un approccio olistico che include anche aspetti viscerali permette di affrontare condizioni spesso sottovalutate, come le disfunzioni gastro-intestinali e pelviche. Questi disturbi, sempre più diffusi, incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone, influenzando la salute fisica, le relazioni sociali e la sfera lavorativa.</p>
<h3>Reflusso gastroesofageo: cause e sintomi</h3>
<p>Il reflusso gastroesofageo è una condizione comune caratterizzata dal ritorno di acido dallo stomaco all’esofago. Questo fenomeno, oltre a essere fastidioso, può diventare debilitante.</p>
<p>I sintomi più comuni includono:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Bruciore di stomaco;</li>
<li>Dolore al petto;</li>
<li>Difficoltà a deglutire;</li>
<li>Tosse persistente.</li>
</ul>
<p>Questi sintomi possono limitare le attività quotidiane, generando imbarazzo nelle situazioni sociali e influenzando negativamente la scelta dei cibi. La fisioterapia offre un valido supporto attraverso tecniche manuali e specifici esercizi posturali, mirati a ridurre le tensioni muscolari e migliorare il funzionamento del diaframma, spesso coinvolto nel reflusso.</p>
<h3>Disfunzione pavimento pelvico: un problema spesso sottovalutato</h3>
<p>Le disfunzioni pelviche rappresentano un insieme di problematiche che coinvolgono una larga percentuale della popolazione, sia maschile che femminile. Tra queste possiamo citare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Incontinenza urinaria;</li>
<li>Dolore pelvico;</li>
<li>Disfunzioni sessuali;</li>
<li>Dolori mestruali e post-parto.</li>
</ul>
<p>Come evidenziato dalla dottoressa Claudia Vargiu, specialista presso Fisio For Life, i sintomi possono variare da perdite di urina a dolore durante i rapporti intimi, fino a limitazioni nella mobilità e disagio cronico. Questi disturbi compromettono la vita quotidiana e relazionale, generando spesso frustrazione e isolamento.</p>
<h3>Il ruolo della fisioterapia nella gestione delle disfunzioni viscerali</h3>
<p>La fisioterapia si rivela essenziale nella gestione di queste condizioni spesso trascurate. Ritardi nell’intervento terapeutico possono peggiorare il quadro clinico, rendendo più lungo e complesso il recupero. Un approccio fisioterapico mirato, invece, permette di migliorare significativamente i sintomi e la qualità della vita.</p>
<p>Le principali tecniche utilizzate includono:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Terapie manuali</strong> per alleviare tensioni muscolari e viscerali;</li>
<li><strong>Esercizi specifici</strong> per il pavimento pelvico, come il metodo Kegel;</li>
<li><strong>Rieducazione posturale</strong> per ottimizzare l’equilibrio del corpo;</li>
<li><strong>Tecniche di respirazione diaframmatica</strong> per migliorare il controllo viscerale.</li>
</ul>
<p>Questi interventi aiutano a ristabilire il corretto funzionamento delle strutture coinvolte, fornendo ai pazienti strumenti di consapevolezza e autogestione utili nel lungo periodo.</p>
<h3>Perché rivolgersi a uno studio specializzato?</h3>
<p>La gestione delle disfunzioni gastro-intestinali e pelviche richiede un approccio personalizzato e professionale. Un fisioterapista esperto è in grado di:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Valutare la condizione specifica del paziente;</li>
<li>Individuare le cause scatenanti attraverso una diagnosi funzionale;</li>
<li>Proporre un piano terapeutico mirato ed efficace.</li>
</ul>
<p>Presso <strong>Kineform</strong>, lo studio del dottor Tommaso Cesareo, il paziente viene seguito con un approccio olistico e altamente specializzato. L&#8217;obiettivo è migliorare non solo il sintomo, ma anche il benessere generale della persona.</p>
<h3>Prenota una consulenza presso lo studio Kineform</h3>
<p>Se soffri di disturbi come reflusso gastroesofageo, dolore pelvico o incontinenza urinaria, non aspettare oltre. La fisioterapia può offrirti soluzioni concrete e durature, migliorando la tua qualità di vita.</p>
<p><a href="https://kineform.it/contatti/">Prenota subito</a> una consulenza presso lo studio <strong>Kineform</strong> del dottor <a href="https://kineform.it/chi-siamo/">Tommaso Cesareo</a>. Insieme possiamo trovare la strada giusta per il tuo benessere!</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="https://notizie.tiscali.it" href="https://notizie.tiscali.it/salute/articoli/fisioterapia-reflusso/" target="_blank" rel="noopener">https://notizie.tiscali.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come affrontare il mal di testa con l&#8217;aiuto della Fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/trattamenti-mal-di-testa-emicrania-sollievo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 10:33:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[decompressione occipito-cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del dolore]]></category>
		<category><![CDATA[emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[cefalea]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[cefalea muscolo-tensiva]]></category>
		<category><![CDATA[cefalee a grappolo]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[dolore cronico]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti riabilitativi]]></category>
		<category><![CDATA[salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[terapia fisica]]></category>
		<category><![CDATA[sollievo dal dolore]]></category>
		<category><![CDATA[centro di fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche osteopatiche]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[Come affrontare il mal di testa con i nostri trattamenti, dalla fisioterapia all'osteopatia, per un sollievo duraturo e una migliore qualità di vita.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mal di testa, o cefalea, affligge una vasta porzione della popolazione, presentandosi sotto diverse forme, dalle emicranie alle cefalee muscolo-tensive. Comprendere la natura del proprio mal di testa è il primo passo per individuare un trattamento efficace.</p>
<p>Le <strong>cefalee primarie</strong>, che comprendono l&#8217;emicrania, la cefalea muscolo-tensiva e le cefalee a grappolo, sono indipendenti da altre condizioni mediche. Al contrario, le <strong>cefalee secondarie</strong> sono sintomi di problemi di salute sottostanti, variando da traumi a disturbi psicofisici.</p>
<h3>Emicrania: Non Solo un Mal di Testa</h3>
<p>L&#8217;emicrania si manifesta con un dolore pulsante, spesso accompagnato da nausea e sensibilità a luce e suoni. Le cause sono ancora oggetto di studio, ma il trattamento può variare da farmaci antinfiammatori a triptani e ergotaminici, a seconda dell&#8217;intensità e della frequenza degli attacchi.</p>
<h3>Osteopatia: Un Approccio Riabilitativo all&#8217;Emicrania</h3>
<p>L&#8217;osteopatia offre tecniche specifiche per l&#8217;emicrania, come la decompressione occipito-cervicale, mirate a regolarizzare la pressione sanguigna cerebrale e alleviare la tensione nelle suture craniche. Questo approccio può offrire un sollievo significativo, riducendo la necessità di farmaci.</p>
<h3>Cefalea Muscolo-Tensiva: Quando il Dolore Ha Origine dalla Tensione</h3>
<p>Comune tra chi mantiene posture prolungate o è sottoposto a stress, questa cefalea origina dalla tensione dei muscoli di collo e spalle. Trattamenti riabilitativi, come la terapia manuale e fisica, insieme ad esercizi specifici, possono offrire un sollievo duraturo.</p>
<h3>Cefalee a Grappolo: Un Dolore Unico</h3>
<p>Meno comuni, le cefalee a grappolo si caratterizzano per attacchi di dolore acuto, spesso intorno all&#8217;occhio. Sebbene il trattamento sia prevalentemente farmacologico, la consulenza specialistica è fondamentale per una gestione ottimale.</p>
<p>Il centro di fisioterapia offre una gamma di trattamenti per affrontare le diverse tipologie di mal di testa, con un approccio che va oltre la semplice gestione del dolore. Da tecniche osteopatiche avanzate a <a title="terapie manuali" href="https://kineform.it/il-fisioterapista-cosa-fa-e-quando-rivolgersi-a-lui/">terapie manuali</a> e fisiche, esiste una soluzione per ogni tipo di cefalea. Per scoprire di più sui nostri servizi e come possiamo aiutarti a ritrovare il benessere, visita il nostro sito web.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="www.osteokinesis.it" href="https://www.osteokinesis.it/articoli/mal-di-testa-o-cefalee" target="_blank" rel="noopener">www.osteokinesis.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Curare la sciatica con la fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/curare-la-sciatica-con-la-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 10:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Kineform]]></category>
		<category><![CDATA[sciatica]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=670</guid>

					<description><![CDATA[Cos'è la sciatica? Come diagnosticarla correttamente? Scopri come la fisioterapia può aiutarti ad affrontare questa patologia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapia</strong></a> per la sciatica, più correttamente definita “lombosciatalgia”, consiste in una serie di <strong>terapie</strong> che hanno l’obiettivo di far sparire il dolore e recuperare la mobilità delle parti interessate dalla patologia, ovvero risolvere i problemi che hanno originato l’infiammazione del nervo sciatico.</p>
<h3>Cos&#8217;è la sciatica?</h3>
<p>La sciatica (lombosciatalgia) consiste in una patologia infiammatoria delle radici del nervo sciatico che origina dalla zona lombare e che determina sintomi irradiati frequentemente anche alla coscia o alla gamba. La sofferenza è riferita lungo tutto il decorso del nervo e quindi può presentare una distribuzione piuttosto estesa e di intensità variabile. Il nervo <strong>sciatico</strong>, che è il più lungo di tutto il corpo, ha origine dalla parte bassa della schiena e percorre l’intero arto inferiore fino al piede.</p>
<p>Si tratta di un elemento nervoso pari che, dopo aver raggiunto il ginocchio, si dirama in 2 branche principali, localizzate anteriormente e posteriormente al polpaccio fino ad arrivare rispettivamente al dorso e alla pianta del piede. Questa distribuzione anatomica spiega il perché la sciatica interessa un’ampia zona del corpo e non soltanto la schiena. Quando si verifica un’infiammazione del nervo, la sciatica si manifesta dapprima a livello della schiena per poi coinvolgere l’arto inferiore fino alle dita del piede. Le principali cause della patologia sono dovute a compressione delle radici nervose, spesso derivanti da discopatie.</p>
<h3>I sintomi</h3>
<p>Il dolore causato dalla sciatica è inconfondibile, così come alcuni effetti comuni, costituiti da possibili “blocchi” alla schiena causati da contratture muscolari (il classico colpo della strega).</p>
<p>In generale però non si soffre di sciatica se si viene interessati soltanto da questo stato di immobilizzazione, che invece è definito lombalgia.</p>
<p>Dolore al centro del gluteo, dolore che parte dal gluteo e arriva fino al piede, avvertire leggere scosse o sensazioni di calore lungo la gamba in corrispondenza del decorso del nervo sciatico, sono solo alcune delle varietà di scenari che indicano una possibile sciatica.</p>
<h3>La diagnosi</h3>
<p>Gli occhi del medico o del <strong>fisioterapista</strong> esperto, con l’ausilio di palpazioni, test e mobilizzazioni mirate, sanno di solito riconoscere un paziente affetto dalla sciatica.</p>
<p>Naturalmente sono consigliati anche esami strumentali, che potrebbero aiutare il fisioterapista a decidere se sia il caso di chiedere ausilio a un neurologo o a un ortopedico, ma anche per escludere altre possibilità come ad esempio la presenza di ernie del disco.</p>
<p>Gli esami strumentali, quando richiesti, di solito sono una RX (lastra) alla colonna vertebrale o una risonanza magnetica alla stessa, quando non anche l’elettromiografia.</p>
<p>Quest’ultima, essendo in grado di diagnosticare le neuropatie (malattie dei nervi) può essere utilizzata per escludere problemi diversi che in luogo della sciatica, potrebbero essere i responsabili dell’insorgenza del dolore.</p>
<h3>Quali sono i rimedi per la sciatica</h3>
<p>Il trattamento di questo disturbo dipende dalla gravità del suo quadro morboso e quindi dall’intensità della sintomatologia.</p>
<p>Di norma la cura prevede due tipi di approccio terapeutico, che sono:</p>
<ul>
<li><strong>Rimedi farmacologici</strong></li>
<li><strong>Fisioterapia</strong></li>
</ul>
<h4>Fisioterapia per la sciatica</h4>
<p>La finalità  della fisioterapia è quella di aiutare il paziente a correggere la propria postura rinforzando la muscolatura dorsale e addominale. Nello stesso tempo si devono potenziare la flessibilità della colonna vertebrale per supportare la sua funzionalità. Nei quadri di sciatalgia lieve, oltre a un iniziale riposo per 5-10 giorni, vengono consigliati esercizi di correzione posturale.</p>
<p>Nei quadri di maggiore gravità di solito si procede con un’iniziale fase di riposo a cui fa seguito una specifica fisioterapia con tecniche manuali e strumentali, oltre ai consueti esercizi posturali.</p>
<p>Qualsiasi approccio <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapico</strong></a> deve essere assolutamente personalizzato dato che ogni paziente presenta caratteristiche specifiche.</p>
<p><a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/"><strong>Le tecniche posturali</strong></a> sono quelle maggiormente indicate poiché consentono di assumere un assetto del rachide in grado di distribuire in maniera equilibrata i carichi ponderali.</p>
<p>Tenendo conto che alla base della sciatica spesso ci sono problemi di compressione della colonna vertebrale, intervenendo su questo aspetto si ottengono risultati particolarmente vantaggiosi.</p>
<p>Evitare il sovraccarico rappresenta il presupposto fondamentale per eliminare il dolore derivante dalla compressione delle fibre nervose.</p>
<p>Lo stretching può essere molto utile soltanto se gli esercizi sono graduali e dolci, per consentire un progressivo rilassamento delle fibre muscolari. Spesso si applicano tecniche per il rilassamento del muscolo piriforme e dei glutei.</p>
<p>Gli obiettivi da raggiungere tramite un corretto programma di <strong>fisioterapia</strong> per curare la sciatica sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>eliminare l’infiammazione</li>
<li>rilassare la muscolatura</li>
<li>correggere la postura</li>
<li>stabilizzare il “core” (muscolatura addominale)</li>
</ul>
<p>Tramite adeguati massaggi decontratturanti viene minimizzata la tensione muscolare, ottimizzando le loro prestazioni funzionali. La <a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/"><strong>ginnastica posturale</strong> </a>si propone di far riacquistare una posizione migliore delle vertebre che, di conseguenza, non comprimono le radici nervose e quindi non stimolano i centri del dolore.</p>
<p><a role="button" href="https://kineform.it/contatti/"><br />
Contattaci per maggiori informazioni<br />
</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>3 cose che puoi fare per correre bene nonostante la scoliosi!</title>
		<link>https://kineform.it/3-cose-per-correre-bene-nonostante-la-scoliosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 09:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[postura]]></category>
		<category><![CDATA[Schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Scoliosi]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=639</guid>

					<description><![CDATA[E' possibile convivere con la scoliosi e riuscire a correre senza dolore. Scopri come grazie a: terapia, esercizi e la corretta postura.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Partendo dal presupposto che la scoliosi non guarisce possiamo fare molto per decelerarne o fermarne la progressione. Soprattutto per ridurne il dolore ed evitare problemi respiratori.</p>
<h2>3 aspetti da considerare quando si corre con la scoliosi</h2>
<p>Consigliamo di seguire i seguenti passi per convivere con la <strong>scoliosi</strong> e <strong>correre senza dolori</strong>:  fare fisioterapia; fare esercizi di allungamento e stretching; avere una postura di corsa corretta.</p>
<h3>Scoliosi: la fisioterapia</h3>
<p>Considerando le scoliosi giovanili, che dovranno essere valutate e trattate anzitutto da un Ortopedico specialista, è frequente la prescrizione di una ginnastica correttiva. Solo nei casi più gravi il medico utilizzerà corsetti e interventi di correzione dell&#8217;inclinazione. La <a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/" target="_blank" rel="noopener">fisioterapia</a> e l&#8217;esercizio quotidiano aiutano a ridurre il peggioramento della scoliosi e il dolore. Insegniamo esercizi che il paziente farà quotidianamente a casa. Questi mirano ad allungare le catene muscolari, comprese braccia e gambe, e dare elasticità e fluidità di movimento alle strutture. Potenziandone il controllo motorio da parte del sistema nervoso centrale. Il <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapista</strong></a> seguirà passo passo l&#8217;esercizio direzionando il movimento verso posizioni di correzione della scoliosi. Permettendo così un apprendimento motorio usufruibile in autonomia. Nei casi di dolore intenso si utilizza anche la<a href="https://kineform.it/terapia-manuale/"> terapia manuale</a> per normalizzare il tono muscolare.</p>
<h3>Scoliosi: i migliori esercizi</h3>
<p>Un runner con scoliosi dovrà dare priorità agli esercizi correttivi prima di correre. Inoltre un buon riscaldamento con movimenti di stretching dinamico è d&#8217;obbligo. Quindi mobilizzare il comparto tronco e braccia, che solitamente viene trascurato dai runners, sarà una priorità. Allungarsi con le braccia verso l&#8217;alto mentre si cammina. Controllare i movimenti della colonna seduti su una palla svizzera. Da supini allungare le gambe verso l&#8217;alto parallele al muro espirando profondamente. Oltremodo incentivare la rotazione e l&#8217;inclinazione laterale del tronco soprattutto dal lato più bloccato, aiuterà a stimolare maggiormente la muscolatura meno attiva.</p>
<h3>Scoliosi: la postura più adatta durante la corsa</h3>
<p>Partendo dal presupposto che NON esiste la <strong>postura</strong> di corsa ideale o corretta. Ognuno di noi si adatta al mondo esterno con una corsa personale, esclusiva e che tende all&#8217;utilizzo della muscolatura maggiormente abile ed allenata. Proprio per le caratteristiche di adattabilità il nostro corpo può cambiare atteggiamento <a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/" target="_blank" rel="noopener">posturale</a>. Se un atteggiamento posturale provoca dolore o lesione sarà fondamentale cercare un&#8217;alternativa. Diamo quindi di seguito dei consigli molto generali riguardo che cosa fare attenzione durante la corsa, premettendo che tutti i cambiamenti posturali implicano allenamento e gradualità.<br />
Partendo dall&#8217;alto sarà fondamentale evitare flessioni del collo in avanti e rigidità cervicali. Cercare quindi di guardare avanti di 10/20 metri e non guardarsi i piedi. Evitare di sollevare le spalle alle orecchie e tenerle in avanti. Bisogna sentire la scapola che si muove posteriormente sul torace in maniera armonica con il movimento delle braccia. Il tronco non deve ruotare eccessivamente con le braccia ma essere di pochi gradi inclinato in avanti. Come se stessimo per cadere anteriormente. Le braccia si muovono in modo da non vedere mai le mani con la coda dell&#8217;occhio (quindi non troppo avanti) e sentendo le mani passare all&#8217;altezza delle due anche. Evitare di stringere i pugni o tenere oggetti in mano mentre si corre. Per migliorare l&#8217;ammortizzazione al suolo e ridurre l&#8217;impatto dovremo evitare di rimbalzare in alto e cercare di appoggiare di mesopiede e non di tallone. Durante l&#8217;appoggio del piede a terra la verticale al ginocchio dovrebbe corrispondere alla punta del piede e non al tallone. Prediligere le cadenze elevate con passi più corti.  Maggiormente in caso di scoliosi.</p>
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</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cervicalgia</title>
		<link>https://kineform.it/cervicalgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 08:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Cervicalgia]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=469</guid>

					<description><![CDATA[La problematica cervicale viene affrontata con il sistema kineform, metodo integrato, la terapia per curare la cervicalgia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro approccio alla problematica del MAL di SCHIENA è certamente di tipo GLOBALE.<br />
Ciò sta a significare che NON consideriamo il paziente come la sua patologia (soltanto la sua schiena o le sue Radiografie !!!) ma un SOGGETTO-PERSONA con proprie Aspettative, Timori, Esperienze, Umori, Tensioni … che in ultima istanza condizionano la colonna vertebrale ( tensioni muscolo-scheletriche, errate posture … )</p>
<h3><b>Cervicalgia: COME INQUADRIAMO IL PROBLEMA </b></h3>
<p>Per attuare ciò bisogna conoscere chi abbiamo di fronte. Diviene pertanto importante il momento del COLLOQUIO (anamnesi) attraverso il quale il professionista prende tutte le informazioni che occorrono per valutare quali le cause e le possibili concause, ipotizzando così un piano d’intervento.<br />
La storia clinica, lo stile di vita (attività lavorativa, posture scorrette, modo di dormire, alimentazione, uso di farmaci…), le aspettative, lo studio dell’IMAGING diagnostico consegnato (RX, RMN, TAC, MOC …) diventano guida per progettare il percorso.</p>
<p>CONTENUTO DELLA VALUTAZIONE CHINESIOLOGICA e <a href="https://kineform.it/trattamenti-mal-di-testa-emicrania-sollievo/">FISIOTERAPICA</a></p>
<p>Studio delle indicazioni delle eventuali visite specialistiche ( Ortopedico, Neurochirurgo, Fisiatra …)<br />
VALUTAZIONE CHINESIOLOGICA sia a carattere posturale che funzionale (asimmetrie, sede del dolore, disequilibri muscolari, retrazioni muscolari, catene cinetiche compromesse …)<br />
VALUTAZIONE fotografica, effettuando contestualmente semplici TEST sia statici che dinamici<br />
Il PROGETTO FISIOKINESITERAPICO</p>
<p>Dall’intreccio delle diverse informazioni ricevute nasce il Programma Fisiokinesiterapico, avendo come obiettivo primario la remissione del dolore, non in quanto sintomo ma rimuovendone le concause che ne sono all’origine.<br />
Si va quindi alla ricerca di nuovi equilibri delle catene cinetiche, nuova funzionalità che ottimizza la fisiologia del movimento. Questo rappresenta di per sé un’opportunità auto-terapeutica per l’organismo.</p>
<p>Il programma, sia pure rapido, viene strutturato in FASI, seguendo delle LINEE GUIDA generali che sono :</p>
<ul>
<li>PRESA di COSCIENZA corporea (attenta Ricerca delle DISARMONIE statiche e dinamiche)</li>
<li>Ri-programmazione Neuromuscolare (Rieducazione POSTURALE e PROPRIOCETTIVA)</li>
<li>Educazione RESPIRATORIA &#8211; FUNZIONALITA’ MIOFASCIALE e ARTICOLARE</li>
<li>Educazione a carattere ERGONOMICO e POSTURALE (posture a riposo, sul lavoro …)</li>
<li>Insegnamento di Esercizi individualizzati come programma di mantenimento qualitativo</li>
</ul>
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</a></p>
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	</channel>
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