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	<title>Ernia iatale &#8211; Kineform</title>
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	<description>Kineform è un metodo dato dall’unione della fisioterapia con le scienze Motorie per restituire il benessere globale della persona.</description>
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		<title>Ernia iatale, come curarla con la fisioterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 08:39:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia iatale]]></category>
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					<description><![CDATA[L'ernia iatale è provocata dal passaggio di una porzione di stomaco nell'esofago. Scopri come può aiutarti la fisioterapia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ernia iatale è il passaggio di una porzione dello stomaco che dall’addome risale nell’esofago attraverso lo iato esofageo. Vediamo quali sono i sintomi e cosa si può fare.</p>
<h2>Cos&#8217;è l&#8217;ernia iatale?</h2>
<p>Lo iato esofageo normalmente ha le pareti molto strette e aderenti all&#8217;esofago (serve infatti per il passaggio dell&#8217;esofago attraverso il diaframma) ma può capitare che si rilassi e si dilati, dando modo appunto ad una parte dello stomaco di risalire.</p>
<p>Questa patologia è molto diffusa, soprattutto dopo i 50 anni e diviene praticamente la norma sopra gli 80; colpisce soprattutto le donne e le persone obese.</p>
<p>Ci sono tre diversi tipi di ernia iatale:</p>
<ul>
<li><strong>da scivolamento</strong> (la più frequente), che si presenta quando la parte di stomaco che risale è quella di confine con l&#8217;esofago (la giunzione gastro-esofagea o cardias); di conseguenza non è più impedita la risalita del contenuto acido dello stomaco nell&#8217;esofago e una delle conseguenze è il fastidioso reflusso gastroesofageo;</li>
<li><strong>da rotazione:</strong> in questo caso, molto più grave, è il fondo dello stomaco che passa nel torace, con il rischio di riduzione o interruzione dell&#8217;apporto di sangue allo stomaco; se poi la porzione erniata è molto grande, si aggiunge il rischio di una compressione di cuore e polmoni;</li>
<li><strong>mista</strong>: è un tipo di ernia iatale che presenta le caratteristiche di entrambe le tipologie sopra descritte.</li>
</ul>
<h3>Sintomi</h3>
<p>La malattia può essere causa di disturbi più o meno gravi, correlati soprattutto al reflusso gastroesofageo. Tra l’esofago e lo stomaco, infatti, esiste una speciale valvola che in condizioni normali si apre e si chiude per consentire il passaggio del bolo alimentare in un’unica direzione. Il diaframma, con la sua pressione, favorisce il funzionamento di questo meccanismo.</p>
<p>Quando si sviluppa un’ernia iatale la parte di stomaco che fuoriesce spinge lo sfintere al di sopra del diaframma compromettendo il normale meccanismo di apertura e chiusura.<strong> I sintomici tipici in questo caso sono bruciore allo stomaco, rigurgito, raucedineì, nausea, senso di gonfiore.</strong></p>
<p>Alcune gravi complicanze dell’<strong>ernia iatale</strong> includono infatti l’aumentato rischio di sviluppare ulcera allo stomaco e tumore esofageo, difficoltà respiratorie, anemia.</p>
<h2>Curare l&#8217;ernia iatale</h2>
<p>Come prima cosa chi soffre di <strong>ernia iatale</strong> dovrebbe seguire una dieta in cui siano limitati gli alimenti che tendono ad aumentare l&#8217;acidità gastrica (ad esempio caffè, agrumi, cioccolato, alimenti piccanti) e mangiare il giusto, evitando pasti abbondanti che vengono smaltiti più lentamente dallo stomaco aumentando il rischio di reflusso. Inoltre bisogna bere molto perché i liquidi proteggono l&#8217;esofago dai succhi gastrici.</p>
<p>Se si è in sovrappeso è bene perdere i chili di troppo, in quanto il grasso in eccesso aumenta la pressione sullo stomaco.</p>
<p>Possono essere assunti dei farmaci antiacidi, gastroprotettori e farmaci inibitori della pompa protonica (che riducono la secrezione di acido cloridrico a livello dello stomaco).</p>
<p>In situazioni gravi è possibile ricorrere ad un intervento chirurgico mirato a riportare in sede la parte dello stomaco fuoriuscita ed evitare nuove erniazioni riducendo lo iato esofageo.</p>
<h3>La fisioterapia</h3>
<p>La <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapia</strong></a> per l’ernia iatale è una pratica non molto diffusa e, purtroppo, ancora poco nota. Con la <strong>fisioterapia</strong> per il reflusso gastroesofageo lo specialista e il paziente ricercano la posizione da cui trae origine la sintomatologia, facendola regredire man mano che le tensioni muscolari diminuiscono. La <a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/"><strong>rieducazione posturale</strong></a> individuale agisce sulle tensioni muscolari, riducendole e quindi diminuendo la sintomatologia.</p>
<p>Il trattamento si concentra sul muscolo diaframma toraco-addominale, la cui funzione è coinvolta nella respirazione, nella biomeccanica della colonna vertebrale, nelle dinamiche della circolazione sanguigna e linfatica, nella digestione. Attraverso manovre specifiche ed esercizio terapeutico, il <strong>fisioterapista</strong> agisce su questo muscolo, allentando tensioni e riportando mobilità.</p>
<p>Una delle tecniche più diffuse è il cosiddetto metodo Souchard, una tecnica propriocettiva di inibizione applicabile a diversi distretti anatomici.</p>
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