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	<title>dolore &#8211; Kineform</title>
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	<description>Kineform è un metodo dato dall’unione della fisioterapia con le scienze Motorie per restituire il benessere globale della persona.</description>
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	<title>dolore &#8211; Kineform</title>
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		<title>Dolore alla Spalla: come agire</title>
		<link>https://kineform.it/dolore-alla-spalla-come-agire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 10:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[La spalla è una struttura particolarmente mobile e molto complessa del corpo umano, e per questo motivo è spesso dolorante. Scopri cosa fare.
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Le cause del dolore alla spalla</h3>
<p>Il dolore alla spalla può essere provocato dal conflitto subacromiale, dalla lesione del tendine sovraspinato o dall’infiammazione della cuffia dei rotatori.</p>
<p>Praticando sport come il rugby o il tennis, l’atleta sollecita la spalla in maniera anomala, procurandosi lesioni da sovraccarico. Il corpo umano, per fortuna, manda dei segnali, come per esempio infiammazioni e gonfiori, che aiutano a capire che la spalla sta soffrendo. A questo punto è necessario intervenire in maniera svelta e corretta.</p>
<p><strong>Senza una buona e giusta cura, infatti, si può perdere la mobilità completa della spalla.</strong> Dall’inizio possono risultare dolorosi i movimenti compiuti fuori dal campo visivo oppure quelli sopra la testa.</p>
<h3> La calcificazione della spalla</h3>
<p>Qual è il meccanismo che porta un tendine a calcificarsi? E cos’è una calcificazione?</p>
<p>Quando la spalla si infiamma, sta mandando una risposta alla lacerazione del tendine; e dove c’è la lesione, il tendine cerca di ripararsi e forma una cicatrice. Con il passare del tempo il tendine va in forte sofferenza, l’omero si avvicina sempre di più all’acromion, creando una cicatrice.</p>
<p>Con frequenti microlesioni del tessuto, poi, la cicatrice diventa sempre più spessa, dura, rigida, formando una calcificazione. Quest’ultima è un meccanismo che crea accumuli di sali di calcio in zone particolarmente sollecitate. Si tratta di un processo che viene attivato dal corpo umano come autoprotezione dalle sollecitazioni.</p>
<p>Nel caso della spalla, la calcificazione aiuta a mantenerla più forte, ma anche più rigida. Non è consigliabile andare a sciogliere le calcificazioni con onde d’urto o infiltrazioni, perché vorrebbe dire intervenire contro il meccanismo di protezione attivato dall’organismo stesso.</p>
<h3>Riabilitazione della spalla dolorosa: quando iniziarla?</h3>
<p>La <strong>riabilitazione</strong>, svolta già dal secondo giorno, aiuta a recuperare mobilità e a guarire più velocemente. Perciò per far guarire la lesione, la calcificazione o la borsa subacromiale infiammata, il tendine deve essere attivato e rinforzato. Lo stimolo immediato aiuta ad accelerare il processo di riparazione e a creare tessuto nuovo.</p>
<p>In questo modo il corpo può ricominciare a sopportare meglio tutti i carichi richiesti</p>
<h4>La Fisioterapia</h4>
<p>Non sono rari i casi in cui un tendine lesionato e diagnosticato come tale da esami specifici, non causa dolore poiché non si è subito un trauma. Si tratta, a dire il verso, di circa il 50% dei pazienti con usura del tendine sovraspinato.</p>
<p>In questi casi, quando cioè la <strong>risonanza magnetica</strong> evidenzia lesioni ma la spalla non fa male, non bisogna fasciarsi la testa né pensare al peggio. Bisogna, invece, contattare immediatamente un <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapista</strong></a> esperto in grado di trattare con cura i muscoli.</p>
<p>È stato <strong>scientificamente dimostrato</strong>, infatti, che nel caso in cui il tendine sia lesionato, sono proprio i muscoli a garantire le ottimali funzionalità della spalla. È importante concentrarsi sulla parte sana del tendine.</p>
<p>Nei casi in cui, invece, si sia subito un trauma, è necessario comunque rivolgersi sempre a un medico.</p>
<p>Questo articolo è stato tratto da <a href="https://www.fisiosportlife.it/" target="_blank" rel="noopener">www.fisiosportlife.it</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Come salvare il ginocchio con la fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/come-salvare-il-ginocchio-con-la-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 10:27:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[artrosi]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[ginocchio]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando arrivano dolori e disturbi alle ginocchia perché dovremmo andare a fare fisioterapia? Possiamo evitare l'operazione?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Devo proprio sottopormi all’intervento chirurgico? Serve veramente la <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapia</strong></a>? Domande come queste se ne sentono tante in giro, nelle chiacchiere tra amici e sulle chat mediche. Anche perché, dati alla mano, nel corso della vita molto spesso capita di dover fare i conti con un problema al ginocchio. A volte succede dopo una caduta o un movimento sbagliato. Ma anche le cattive abitudini alla lunga logorano le strutture e in particolare la cartilagine: la colpa può essere del peso eccessivo, degli sport praticati in modo esagerato o per contro della sedentarietà. Ecco alcune domande e risposte su questa patologia.</p>
<h2>In caso di artrosi  la protesi è inevitabile? Si può agire con la fisioterapia?</h2>
<p>«È sicuramente da valutare quando l’artrosi del ginocchio limita la qualità della vita, anche perché oggi con le tecniche mininvasive otteniamo risultati estremamente soddisfacenti. Ma prima di arrivare all’intervento, ci sono altre strategie e non parlo solo di medicinali. La <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapia</strong></a> ha un effetto sottovalutato ma straordinario, tanto da consentire spesso di ridurre persino l’uso dei farmaci antinfiammatori. Questo perché migliora l’irrorazione sanguigna nella zona dell’articolazione e di conseguenza la produzione di sostanze antiinfiammatorie. Ma non solo: una <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapia</strong></a> ben fatta stimola la vitalità della cartilagine residua, a tutto vantaggio di una maggiore mobilità dell’articolazione, e poi potenzia la muscolatura, cosa non da poco perché ci protegge dal rischio di cadute dovuto al ginocchio che cede. La <strong>fisioterapia</strong> fra l’altro è un trattamento efficace non solo per la patologia artrosica ma anche per molti altri problemi. <strong>In certi casi permette di evitare l’intervento chirurgico</strong>».</p>
<h3>In quali altri casi la fisioterapia può salvare dal bisturi?</h3>
<p>Ad esempio quando ci sono danni ai legamenti crociati. Sono due strutture a forma di croce, una anteriore e una posteriore, che contribuiscono alla stabilità dell’articolazione. La lesione riguarda pressoché sempre quello anteriore, che è il più esposto in caso di traumi, ma con un buon rinforzo muscolare diminuiscono i rischi di cedimenti tipici di questa lesione. La decisione se optare per la <strong>fisioterapia</strong> o per l’operazione va presa insieme al paziente, in funzione dell’età e dell’attività lavorativa e sportiva che svolge. Molte persone over 60 hanno preferito l’intervento chirurgico perché non volevano rinunciare a sport impegnativi, come l’alpinismo, che altrimenti avrebbero dovuto abbandonare.</p>
<h4>Scopri l’origine del tuo problema al ginocchio</h4>
<ul>
<li>È quasi sicuramente artrosi se il dolore è continuo senza un motivo, con o senza versamento e associato a limitazione del movimento.</li>
<li>Si può trattare di una lesione a uno dei due menischi se il ginocchio si blocca anche con un movimento banale e il dolore è localizzato in un punto preciso, all’interno o all’esterno.</li>
<li>Può essere una lesione al legamento crociato anteriore se dopo un trauma si verificano cedimenti nei cambi di direzione o nei salti.</li>
</ul>
<h5>3 regole di pronto intervento</h5>
<p>Qualsiasi sia l’origine del dolore ecco 3 cose che puoi fare subito.</p>
<ol>
<li>Applica del ghiaccio a intervalli di 15 minuti, tenendo la gamba leggermente più alta rispetto al resto del corpo.</li>
<li>Prendi un antinfiammatorio se il dolore è intenso e continua ad applicare il ghiaccio.</li>
<li>Se il dolore e il gonfiore non accennano lo stesso a diminuire parlane con il tuo medico curante, che eventualmente ti indirizzerà allo specialista. Nel frattempo rimani a riposo. E, se proprio devi camminare, indossa scarpe come le sneaker e utilizza le stampelle per non sforzare l’articolazione.</li>
</ol>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forte dolore alle mani: come prevenirla con l’esercizio terapeutico!</title>
		<link>https://kineform.it/forte-dolore-alle-mani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 10:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[articolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[mani]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso il dolore alle mani è causata dall'atrosi. Se non trattata adeguatamente, potrebbe degenerare rapidamente. Scopri cosa puoi fare.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso il dolore alle mani è causata dall&#8217;atrosi, malattia degenerativa delle articolazioni, tipica delle età più avanzate (60-70 anni). Se non trattata adeguatamente da uno specialista, potrebbe degenerare rapidamente, portando la persona ad avere difficoltà anche nel fare le cose più semplici.</p>
<h3>Cos’è l’artrosi?</h3>
<p>L’artrosi è un processo degenerativo e infiammatorio a carico della cartilagine articolare e dell’osso. È la più comune forma di patologia articolare e attualmente la sua prevalenza e incidenza tendono ad aumentare, dato l’incremento dell’età media e la mancanza di modalità preventive efficaci.</p>
<h3>L’artrosi alle mani</h3>
<p>L’artrosi localizzata a livello delle mani si manifesta con delle formazioni nodulari alle articolazioni interfalangee distali, detti noduli di Heberden, e alle interfalangee prossimali, detti noduli di Bouchard.</p>
<p>La sua comparsa comporta la graduale compromissione funzionale della mano con dolore e riduzione della forza di prensione associate, come accade nell’artrosi del pollice che è comunemente conosciuta come rizoartrosi. La forza di prensione è la capacità della mano di stringere.</p>
<p>Nell’artrosi alle mani quello che si pensa essere il meccanismo ezio-patogenetico principale, ossia la causa della sua insorgenza, è il microtrauma ripetuto a livello della cartilagine, con o senza predisposizione genetica.</p>
<h3>Cosa possiamo fare per prevenirla? Quali sono le misure <a href="https://kineform.it/fisioterapia/">terapeutiche</a> più efficaci?</h3>
<p>Per l’artrosi alle mani ad oggi non esiste una vera e propria cura medica. I proteoglicani, una classe di macromolecole organiche, che vengono persi durante questo processo artrosico-degenerativo possono essere integrati mediante l’apporto proveniente dall’esterno (ad esempio con le infiltrazioni di acido ialuronico) mentre contestualmente si può integrare con l’azione benefica dell’esercizio terapeutico.</p>
<p>L’EULAR (<i>European League Against Rheumatism</i>) raccomanda infatti l’utilizzo di protocolli di <a href="https://kineform.it/terapia-manuale/">esercizio</a>, sottolineando però come questi debbano sempre essere personalizzati e adattati su ogni singolo paziente.</p>
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		<item>
		<title>Sperone calcaneare: come intervenire?</title>
		<link>https://kineform.it/sperone-calcaneare-come-intervenire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin-pms]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 10:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapista]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[sperone calcaneare]]></category>
		<category><![CDATA[tallone]]></category>
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					<description><![CDATA[La calcificazione del tallone e lo sperone calcaneare procurano dolori e fastidi. Quali sono le cause? Come risolvere il problema?
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È causato da un accumulo nel corpo umano di sali del calcio nella zona di infiammazione del tallone (entesopatia calcaneare).</p>
<h3>Sperone calcaneare: i sintomi</h3>
<p>La calcificazione del tallone e lo sperone calcaneare si manifestano con un dolore pungente, molto fastidioso, proprio sotto il tallone: si tratta di tallodinia. Molto spesso il dolore è accompagnato da infiammazione, gonfiore e maggiore sensibilità nella parte anteriore del tallone. Il paziente con sperone calcaneare al piede avverte un dolore acuto come se stesse camminando sui chiodi.</p>
<p>Il dolore al tallone sparisce quasi totalmente a riposo e durante la notte, ma si ripresenta durante i primi passi al mattino, non appena si appoggia il calcagno, specialmente su una superficie dura.</p>
<h3>Sperone calcaneare: le cause</h3>
<p>La comparsa della spina calcaneare è dovuta soprattutto a:</p>
<ul>
<li>Posture sbagliate;</li>
<li>Molte ore passate in piedi;</li>
<li>Uno schema motorio errato (la correlazione fra spina calcarea e sport, infatti, è molto stretta);</li>
<li>Scarpe non adeguate, come quelle antinfortunistiche;</li>
<li>Sovrappeso;</li>
<li>Piedi deformati (è stata studiata la correlazione tra piede piatto, che favorisce la tensione eccessiva della fascia plantare e l’aumento dei sintomi del dolore al tallone. Lo stesso è emerso anche analizzando i casi di piede cavo rigido);</li>
<li>Alcune malattie sistemiche, reumatologiche e il diabete, che sono in grado di alterare il metabolismo osseo e connettivo;</li>
<li>L’avanzare dell’età.</li>
</ul>
<h3>Esami diagnostici per lo sperone calcaneare e la fascite plantare</h3>
<ul>
<li>RX: evidenzia la presenza di infiammazione al tallone e dello sperone calcaneare;</li>
<li>Ecografia dei tessuti molli: chiarisce la presenza o meno di fascite plantare, una patologia che può simulare la presenza di sperone calcaneare;</li>
<li>Esame palpatorio: viene eseguito da un fisioterapista per cercare eventuali segni clinici e sintomi connessi all’infiammazione.</li>
</ul>
<h3>Sperone calcaneare: trattamento conservativo</h3>
<p>Dopo la comparsa dei primi sintomi, è molto importante rivolgersi a un esperto di talalgia, che sarà in grado di consigliare la cura più adeguata.</p>
<p><strong>Fra i trattamenti conservativi più efficaci ci sono:</strong></p>
<ul>
<li>Riposo, applicazione di ghiaccio e di pomate sul tallone;</li>
<li><a href="https://kineform.it/terapia-strumentale/">Onde d’urto, crioultrasuoni, tecarterapia e laser ad alta potenza</a>;</li>
<li>Esercizi di stretching della fascia plantare e dei muscoli del polpaccio per la risoluzione della contrattura o della brevità achillea che pone sotto eccessiva e anomala tensione la zona dell’infiammazione al tallone;</li>
<li><a href="https://kineform.it/terapia-manuale/">Terapia manuale</a>;</li>
<li>Massaggio della fascia plantare;</li>
<li>Rieducazione propriocettiva;</li>
<li>Rieducazione <a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/">posturale</a>;</li>
<li>Utilizzo di scarpe per la spina calcaneare, adeguate alla sporgenza ossea sul tallone: è importante che siano senza tacco alto e che non comprimano in maniera eccessiva la zona del calcagno infiammato – cosa che altrimenti aumenterebbe la sintomatologia;</li>
<li>Supporto ortopedico nella scarpa, sotto il tallone.</li>
</ul>
<p>Inoltre, gli esperti specializzati in come curare lo sperone calcaneare consigliano di evitare le lunghe passeggiate, di cercare di non stare troppo a lungo in piedi e di sospendere l’attività fisica di alto impatto che sollecita il piede in maniera eccessiva (per esempio la corsa e il calcio).</p>
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