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	<title>Fisioterapia &#8211; Kineform</title>
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	<description>Kineform è un metodo dato dall’unione della fisioterapia con le scienze Motorie per restituire il benessere globale della persona.</description>
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		<title>Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 07:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri l’efficacia degli allungamenti decompensati e del lavoro globale nei percorsi fisioterapici secondo l’approccio integrato di Tommaso Cesareo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Introduzione allo stretching e alla fisioterapia globale</h3>
<p>Alzi la mano chi di noi non si è mai cimentato, anche per pochi momenti, in posture più o meno consapevoli di stretching!</p>
<p>Sono certo che dedicare anche solo pochi minuti (a volte anche pochi secondi!) a questa pratica sia in assoluto ciò che accomuna trasversalmente generazioni di atleti, o “atleti”, siano essi semplici amatori o professionisti di qualche disciplina sportiva.</p>
<p>Negli anni ’70, in Europa, il “la” allo stretching (dal termine “to stretch” = allungare) la diede il runner e scrittore americano Bob Anderson.</p>
<p>Per completezza, questa attività era già ben presente molti secoli addietro, inserita ad esempio nelle prassi delle arti marziali orientali, come kung fu, karate, judo, ju jitzu, (si pensi che la più antica arte marziale, lo “Jabusame” o tiro con l’arco a cavallo, risale addirittura al VII secolo d.C.).</p>
<p>Molteplici discipline come ad esempio Yoga, Pilates, Tai Chi Chuan, Qi gong, tese al riequilibrio globale di mente, corpo e spirito, considerano lo stretching elemento essenziale per l’approccio metodologico, anche se con delle varianti specifiche, legate in primis alle modalità di applicazione, quindi alla filosofia della metodica stessa.</p>
<h3>L’evoluzione del concetto di globalità nei sistemi corporei</h3>
<p>Nel corso di tantissimi anni, il concetto di globalità è stato al centro dell’interesse di moltissimi autori, i quali si sono prodigati a sviluppare concetti e metodiche, partendo per esempio da quello di “catene muscolari”, nel tempo divenute “cinetiche”, fino a giungere ai giorni nostri e discutere di “sistemi neuro-osteo-mio-fasciali”.</p>
<p>Sono questi argomenti di estrema attualità, molto affascinanti aggiungerei, nonostante il precursore del concetto di catena cinetica pare essere stato l’ingegnere tedesco Franz Reuleaux, nel 1875.</p>
<h3>Dalle catene muscolari ai sistemi neuro-osteo-mio-fasciali</h3>
<p>Tra i tanti autori che si sono interessati agli studi della globalità del sistema muscolare, un nome illustre è senz’altro quello della fisioterapista francese Francoise Mézières, con le famose “squadre”, ovvero il concetto delle catene muscolari. Negli anni però tanti autori come Bricot, Busquet, Souchard, Myers, Rolf, ecc. studiarono e svilupparono metodiche terapeutiche, considerando pertanto la globalità del sistema motorio umano.</p>
<p>Considerando che parlare della globalità dei sistemi equivale a scoperchiare il vaso d Pandora, cioè si apre uno scenario molto complesso, non può non concentrare l’attenzione sull’elemento cardine dei sistemi, vale a dire “sua maestà” il muscolo.</p>
<p>All’interno del percorso terapeutico, sarà poi il punto di osservazione ad evidenziare il concetto di globalità o, differentemente l’approccio analitico, ad evidenziare le tante sfaccettature del fenomeno.</p>
<p>Diceva il mitico Totò: “ragioniere, ragioniamo”!</p>
<h3>La persona al centro: un approccio integrato alla terapia</h3>
<p>Da insegnante, abituato ad alternare valutazioni analitiche a quelle globali, inizio molto spesso dall’analisi della globalità. Successivamente provo a cercare le componenti analitiche “disfunzionali”, infine, una volta ottimizzate, le ripropongo in ottica di “compito generale”.</p>
<p>Da qui, il compito motorio che ne deriva può evidenziare due risultati: armonia o ancora disfunzione.</p>
<p>Se “funziona”, quindi la risposta risulta armonica, si va allo step successivo. Laddove invece la risposta non fosse quella desiderata, si torna indietro a cercare di comprendere quali elementi possono essere considerati affinché il compito possa risultare migliore.</p>
<p>Per ciascuno di questi stadi la chiave di lettura è certamente centrata sulla ricerca dell’elemento singolo “stonato” ma, esattamente come farebbe un direttore d’orchestra che indica la strada e la correzione al singolo musicista e contestualmente immagina il risultato e l’armonia nel contesto globale. L’orchestra appunto.</p>
<p>Pertanto, anche se l’argomento di queste riflessioni è rappresentato dagli allungamenti de-compensati, mi preme davvero sottolineare l’assoluto rispetto e considerazione che debba avere la persona, nella sua interezza e totalità.</p>
<h3>Il ruolo della motivazione nel percorso terapeutico</h3>
<p>Proprio come l’iceberg, guardare, valutare e giudicare solamente “l’emerso” significherebbe commettere un errore semplicistico, che ci potrebbe portare quasi certamente non solo a fallire l’obiettivo (motivo per cui il paziente è venuto da noi), ma ad usare una chiave di lettura professionale palesemente errata e fuorviante.</p>
<p>Pertanto l’adolescente con la scoliosi, l’adulto con la lombalgia, la sig.ra anziana con l’artrosi all’anca, o l’atleta con l’infiammazione al gomito, sono prima di tutto delle persone.</p>
<p>Non sono pertanto identificabili con le loro patologie o disfunzioni, peggio ancora attraverso le loro immagini radiografiche. Gli elementi in disfunzione (il gomito, la lombare, la scoliosi…) sono da contestualizzare in un’entità/sistema complesso qual è la persona umana, con tutte le risorse e limiti che una persona può avere.</p>
<p>Ricordiamo peraltro che è proprio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che si evince il concetto di salute come “condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale (e relazionale aggiungerei…) e non esclusivamente l’assenza di malattia o infermità” (schema 1). Quanto ogni elemento di questa delicata alchimia possa condizionare o dominare sugli altri, sta alla bellezza della diversità dell’uomo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4707 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.jpg" alt="Schema" width="334" height="224" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 1"></p>
<h3>Il terapista come guida verso l’armonia posturale</h3>
<p>Questo approccio “universale” non solamente per il rispetto dovuto all’essere umano in sofferenza, ma per meglio affrontare la problematica stessa, facendo diventare il paziente “attore del suo percorso”.</p>
<p>Viene così ad essere esaltata la componete volitiva, motivazionale, andando a sottolineare quella componente per noi tanto cara: la “compliance”, elemento essenziale nei percorsi terapeutici, specie se in seguito a dolore cronico.</p>
<p>Si esce quindi dall’ottica della centralità terapeutica e tutte le sue declinazioni possibili (strumentale, manuale…), ponendo saggiamente la persona e tutti i suoi bisogni come fulcro del progetto riabilitativo.</p>
<p>Il professionista della riabilitazione, oramai figura sempre più “olistica”, diviene pertanto il catalizzatore delle tante sfaccettature della salute, con il primario ruolo di “traghettare”, quasi come Caronte, il paziente da una sponda disfunzionale e algica, ad un’altra auspicabile. Il tutto passa attraverso la motivazione.</p>
<p>Del progetto terapeutico ne identifica le tappe, scandendone modi e tempi, oltre a riconnettere, laddove necessario, il paziente con la sua quotidianità. Personalmente ho sempre ritenuto importante inserire esempio elementi di educazione all’ergonomia nel proprio ambiente, in particolare per pazienti anziani che vivono da soli in casa.</p>
<h3>La postura come sistema dinamico e complesso</h3>
<p>A parità di “apparente” patologia, la diversità dell’essere umano offre e impone attenzione su capacità motorie differenti (fibre muscolari differenti, corredo genetico, capacità coordinative…), stile di apprendimento (attivista, riflessivo, pragmatico…), motivazione, componente caratteriale ed emotiva, ecc. ecc.</p>
<p>Infine, per poter dar luogo a qualunque processo di apprendimento c’è bisogno di qualcuno disposto ad insegnare, e viceversa. Il processo è biunivoco e non può essere scisso. Si parla infatti di processo di insegnamento-apprendimento.</p>
<p>Porto un esempio che spero risulti calzante.</p>
<p>Se in una famiglia “sana” uno dei componenti ha un problema, il risultato è che tutto il nucleo familiare (chi più e chi meno) ne risulta coinvolto, tanto da farsene carico con preoccupazioni, condivisioni, umori…ecc. Allora perché non deve valere anche per un sistema meravigliosamente integrato e complesso come quello umano?</p>
<h3>Dall’analitico al globale: un percorso di consapevolezza</h3>
<p>E’ proprio per la necessità di adattamento (sia a carattere posturale che funzionale) ad ambienti o contesti differenti, che il sistema mio-fasciale ne diviene elemento cardine.</p>
<p>Sotto la guida attenta e coinvolta del terapeuta si ottimizzeranno le risposte del paziente, con le coordinate precise del movimento desiderato.</p>
<p>Ultimo, ma non ultimo elemento è legato alla sfera emotiva e caratteriale. Senza la giusta “leva” su questi ambiti, il progetto di cambiamento “posturale”, quindi funzionale fallirebbero.</p>
<h3>Il sistema fasciale e la teoria della tensegrità</h3>
<p>Ecco che all’unisono la postura, vista nella sua accezione olistica viene ad essere condizionata dal singolo elemento disfunzionale. Basterà un “semplice” dolore al polpaccio per perturbare l’armonia posturale e funzionale dell’intero sistema.</p>
<p>Come si evince dalle foto sotto, passare da uno stato di disarmonia posturale (foto 1) con conseguenti limitazioni emotive e caratteriali, verso l’armonia (foto 2) non solo è possibile ma auspicabile. L’intervento in team, quindi interprofessionale, è quasi sempre vincente.</p>
<p>Una volta inserite le giuste dosi di “training analitico”, se vogliamo distrettuale, si procede con l’inserimento degli schemi motori via via più complessi e globali, con la graduale integrazione nei differenti piani dello spazio e le opportune afferenze percettive.</p>
<p>Pertanto, cosi come il singolo elemento condiziona il sistema, anche il globale può dare un contributo all’integrazione del singolo elemento.</p>
<p>In quest’ottica, implementare la presa di coscienza e tutte le componenti senso-percettive che ne stanno alla base, diviene indispensabile nel percorso di recupero funzionale, sia esso dedicato al paziente anziano che al giovane atleta. Appropriarsi della competenza percettiva corporea (specie se il corpo ha subito un’alterazione indotta dal/i trauma/i, per esempio) diviene humus su cui inserire tutti gli altri elementi che avranno così una connotazione consapevole, cosciente.</p>
<p>Affinché la propriocezione del singolo “elemento” in disfunzione possa essere educata ad una nuova competenza, bisogna che sia possibile “allenarla” fuori dalla globalità.</p>
<figure id="attachment_4692" aria-describedby="caption-attachment-4692" style="width: 227px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-4692 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg" alt="E.A. – 15 anni ½ - Disarmonia Posturale - Kineform" width="227" height="302" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 2" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale.jpg 227w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-15-anni-½-Disarmonia-Posturale-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /><figcaption id="caption-attachment-4692" class="wp-caption-text">E.A. – 15 anni ½ &#8211; Disarmonia Posturale &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4693" aria-describedby="caption-attachment-4693" style="width: 237px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4693" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/E.A.-–-17-anni-.jpg" alt="E.A. – 17 anni - Kineform " width="237" height="300" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 3"><figcaption id="caption-attachment-4693" class="wp-caption-text">E.A. – 17 anni &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il riequilibrio modulare progressivo: metodo e applicazioni</h3>
<p>Questo perché, cosi come avviene esattamente in ogni attività di insieme, come può essere un’azienda, laddove qualcuno non procede come dovrebbe, ecco che perturba il gruppo.</p>
<p>Intervengono così gli adattamenti, dapprima funzionali, successivamente, se permanenti, disfunzionali e tutt’altro che economici.</p>
<p>Tutti i nostri organi, dai muscoli al cuore, dalle articolazioni al sistema nervoso, dal sistema viscerale al tessuto sanguigno sono tra loro intimamente collegati, dal sistema fasciale, che risponde alle regole indotte dalla “tensegrità strutturale” (concetto coniato dall’ing. R.B. Fuller). Siamo di fronte ad uno straordinario e complesso network.</p>
<p>La fascia è una straordinaria struttura di tessuto connettivo denso, che prende origine da uno dei foglietti embrionali (il mesoderma), che avvolge e compenetra tutti gli organi del nostro corpo e attraverso la sua architettura divenendo supporto strutturale per tutti gli organi, sistemi e apparati. Il collega Ft dott. Bruno Bordoni ne è eccellente e appassionato e studioso.</p>
<p>Quando il sistema non risulta capace di contrastare le carie forze che agiscono, per risparmiare verso la gravità, si protegge retraendosi, accorciandosi (fig. 1).</p>
<h3>Rieducazione del sistema con gli allungamenti decompensati</h3>
<p>Il presupposto teorico è che gli accorciamenti connettivali obbligano il sistema a ridurre il numero di fibre muscolari “funzionali”, quindi di unità motorie chiamate in causa, visto che una % ne risulta compromessa. Le inserzioni osteo-tendinee risulteranno trazionate e, nel tempo potrebbero andare incontro a deformazioni morfo-funzionali e/o strutturali.</p>
<p>Allungamenti de-compensati, ben condotti, non solo risulteranno liberatori verso l’azione gravitaria, ma contestualmente arricchiti di componenti propriocettive e di controllo, quindi con maggiore espressione di forza, elasticità, leggerezza, bellezza e armonia (foto 2).</p>
<p>Oramai quasi 19 anni orsono frequentai il corso di formazione del metodo Kabat, tenuto con competenza e maestria dal collega Ft dott. Giuseppe Monari (“Nanni”) che lo importò in Italia dall’America, alla fine degli anni ’80. Successivamente l’approccio venne ulteriormente elaborato, fino a divenire l’attuale: “Riequilibrio Modulare Progressivo con Facilitazioni Neurocinetiche (RMP)”.</p>
<figure id="attachment_4699" aria-describedby="caption-attachment-4699" style="width: 566px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4699 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png" alt="Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”. - Kineform " width="566" height="520" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 4" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema.png 566w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-300x276.png 300w" sizes="auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px" /><figcaption id="caption-attachment-4699" class="wp-caption-text">Schematica Rappresentazione del Sistema Piramidale, Metodo “Riequilibrio Modulare Progressivo”, rielaborazione del concetto Kabat”.</figcaption></figure>
<p>Questa tecnica nasce dall’osservazione e dallo studio dei movimenti dello sport, in particolare le arti marziali e della danza, in cui i concetti di diagonalità e spiralità permettono al movimento di esprimere la massima potenza, armonia, velocità e coordinazione. La metodica prevede pertanto degli schemi motori chinesiologicamente corretti, tali da traducono fedelmente le osservazioni fatte.</p>
<p>In base ai dati appena riportati nel precedente paragrafo, appare di grande importanza procedere verso il riequilibrio delle componenti osteo-neuro-mio-fasciali (abbiamo visto che risulterebbe non corretto parlare solamente di muscoli, vista la complessità e l’unicità del sistema motorio umano).</p>
<h3>Stabilizzazione propriocettiva e integrazione del movimento</h3>
<p>Il classico esempio è rappresentato dal test per l’allungamento del quadricipite femorale da effettuare in piedi (fig. 3). Con l’aiuto della mano omolaterale si afferra il dorso del piede e si prova a portare il piede a contatto con il gluteo. La maggior parte di noi ci riesce.</p>
<p>Modificando ora la posizione dell’intero sistema (fig. 4), flettendosi e portando il ginocchio controlaterale sotto al petto, flettendo bene l’anca in modo da ridurre l’azione lordosizzante di retti femorali e psoas, la sorpresa è che nella maggior parte dei casi, prima dei 90° la tensione diviene forte, quasi dolorosa.</p>
<figure id="attachment_4700" aria-describedby="caption-attachment-4700" style="width: 173px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4700" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-3-Allungamento-autogestito-non-de-compensato.jpg" alt="Foto 3 - Allungamento autogestito, non de-compensato - Kineform " width="173" height="262" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 5"><figcaption id="caption-attachment-4700" class="wp-caption-text">Foto 3 &#8211; Allungamento autogestito, non de-compensato &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4701" aria-describedby="caption-attachment-4701" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-4701" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto4.Allungamento-de-compensato-in-Protezione-di-colonna-300x192.jpg" alt="Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna - Kineform" width="300" height="192" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 6"><figcaption id="caption-attachment-4701" class="wp-caption-text">Foto 4. Allungamento de-compensato in Protezione di colonna &#8211; Kineform</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Verso uno schema corporeo consapevole e funzionale</h3>
<p>Questo, quindi, che significato ha?</p>
<p>Significa che la risposta del “sistema integrato”, che organizza delle strategie inibitorie da parte di distretti “apparentemente” non interessati alla performance, di fatto aiuta a rispondere alle esigenze funzionali o disfunzionali richieste.</p>
<p>Attraverso l’allungamento ed il successivo reclutamento delle catene neuro-cinetiche possiamo arrivare a trattare gli squilibri posturo-funzionali (per citare un concetto caro al collega e maestro dott. Philippe Caiazzo) in modo tale da far permanere gli adattamenti ottenuti, consentendo così al sistema di approdare ad una dimensione percettiva e motoria nel suo complesso (fig. 5).</p>
<p>Quindi reclutamento, allungamento e stabilizzazione dei risultati ottenuti rappresentano un unicum inscindibile (fig. 6)</p>
<p><strong>Altri esempi di apprendimenti in differenti ambiti di trattamento</strong></p>
<figure id="attachment_4703" aria-describedby="caption-attachment-4703" style="width: 424px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4703 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-5.-Training-di-allungamento-de-compensato-complesso-con-feedback-differenti-e-contestuale-reclutamento-distrettuale.jpg" alt="Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale - Kineform " width="424" height="274" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 7"><figcaption id="caption-attachment-4703" class="wp-caption-text">Foto 5. Training di allungamento de-compensato complesso, con feedback differenti e contestuale reclutamento distrettuale</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4704" aria-describedby="caption-attachment-4704" style="width: 522px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4704 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png" alt="Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: - CC posteriore di Dx - CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti." width="522" height="364" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 8" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6.png 522w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-6-300x209.png 300w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /><figcaption id="caption-attachment-4704" class="wp-caption-text">Foto 6 -Postura in allungamento de-compensato (autogestito) delle catene neurocinetiche: &#8211; CC posteriore di Dx &#8211; CC anteriore di Sx Il De-compenso dell’arto controlaterale esalta la risposta di allungamento del “sistema” e le rende permanenti.</figcaption></figure>
<p>Attraverso l’applicazione della metodica RMP si ha la possibilità di “oggettivare” le lunghezze, pertanto si consegnano dei valori reali delle retrazioni riscontrate, potendone valutare concretamente il miglioramento nel corso del progetto terapeutico.</p>
<figure id="attachment_4705" aria-describedby="caption-attachment-4705" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4705 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png" alt="Schema 3 - Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla." width="666" height="350" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 9" srcset="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3.png 666w, https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Schema-3-300x158.png 300w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption id="caption-attachment-4705" class="wp-caption-text">Schema 3 &#8211; Schema riassuntivo per le valutazioni delle lunghezze dei muscoli del comparto spalla.</figcaption></figure>
<p>Partendo quindi da valutazioni calibrate e precise, si riesce, sia in ambito neurologico che ortopedico ad evidenziare i punti critici, calibrando l’atto terapeutico. Questo permette di venire a conoscenza in modo chiaro dei problemi senso-motori del paziente e di comporre una “modulistica mirata” che utilizza molteplici varianti nell’atto terapeutico (fig. 7).</p>
<figure id="attachment_4706" aria-describedby="caption-attachment-4706" style="width: 272px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4706 size-full" src="https://kineform.it/wp-content/uploads/2025/09/Foto-7.jpg" alt="Foto 7 - Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi)." width="272" height="173" title="Allungamenti decompensati e globalità dei sistemi: approccio integrato in fisioterapia 10"><figcaption id="caption-attachment-4706" class="wp-caption-text">Foto 7 &#8211; Training per il controllo muscolare-propriocettivo. Stabilizzazione propriocettiva con impegno alternato degli arti superiori, inferiori, tronco, con feedback sensopercettivi e contestuali agli adattamenti funzionali (elusione dei compensi).</figcaption></figure>
<p>Da quanto appena sostenuto, nei tanti anni di lavoro è nata l’esigenza di coniugare differenti strategie, strumenti, modalità applicative e metodiche di insegnamento, con il fine ultimo di risultare plasticamente adattabili alla persona/paziente, modificandole il proprio schema corporeo/motorio.</p>
<p><strong>Modalità esecutiva:</strong></p>
<ol>
<li>Attenta spiegazione teorica e pratica del compito da svolgere</li>
<li>Si invita il paziente “all’ascolto” delle afferenze propriocettive</li>
<li>Si guida verso la fase della differenziazione (o della segmentazione cosciente)</li>
<li>Si approda alla fase rappresentativa (in cui si rievoca senza l’ausilio propriocettivo)</li>
<li>Si introducono delle variabili operative (anche ad altri livelli)</li>
</ol>
<p>A questo punto ci si potrebbe chiedere quale sia la localizzazione neurologica dello schema corporeo. In effetti una localizzazione ben precisa sembra difficile da definire anche se qualche tentativo è stato fatto (ad esempio Luria, 1974):</p>
<blockquote><p>“lo schema corporeo è il frutto dell’integrazione di molte funzioni sensoriali, motorie, emotive, e pertanto coinvolge numerose aree corticali, implicando l’intervento associativo di molteplici centri cerebrali”.</p></blockquote>
<p>La capacità di presa di coscienza corporea e di elaborazione dello schema corporeo sono seriamente ostacolate dallo stato muscolo-tensivo e di tensione emotiva.</p>
<p>Questa evidenza clinica trova anche delle conferme sperimentali (Ruggieri et al., 1983), che hanno documentato a questo proposito come il grado di auto-percezione corporea sia inversamente proporzionale al livello di tensione miografica.</p>
<h3><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>Il presente lavoro intende sottolineare quanto la terapia manuale analitica, alternata al training globale, possa apportare notevoli benefici in termini di afferenze senso-percettive nonché di implemento delle competenze tecnico-specifiche.</p>
<p>Le catene neuro-mio-fasciali, se retratte, limiteranno e obbligheranno all’adattamento la gestualità (tecnica, nel caso di sportivi). Conseguentemente, de-strutturare schemi motori errati è capitolo ostico, a volte con tempi molto lunghi per l’ottenimento delle correzioni auspicate.</p>
<p>Il mix sapiente di alternanza tra la globalità e le specificità dei sistemi offrono opportunità di ottenimento di risultati che vanno ben oltre le modifiche funzionali del singolo “muscolo”, consegnando reale benessere ai nostri pazienti.</p>
<p>Infine, attraverso il dialogo inter-professionale ed il confronto conseguente, Terapisti, Chinesiologi, Preparatori atletici, Medici, Specialisti … e tutte le altre figure si riusciranno ad ottenere risultati certamente migliori rispetto al lavoro del singolo.</p>
<p>Ancora una volta, il Team vince.</p>
<p>Per tutti noi appassionati di riabilitazione, a proposito di Team vincenti, per l’eccezionale lavoro svolto mi preme ringraziare di cuore il team di “Fisioterapia e Riabilitazione” e “il Riabilitatore magazine”. In primo luogo il collega Ft dott. Marco Musurrofiti, tra i primi a immaginare, progettare e realizzare questa utile e preziosa piattaforma.</p>
<p>L&#8217;articolo verrà pubblicato su <a href="https://www.ilriabilitatore.it/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Il Riabilitatore magazine&#8221;</a>.</p>
<p><a href="https://kineform.it/chi-siamo/"><em><strong>Tommaso Cesareo</strong></em></a></p>
<p>Fisioterapista – Chinesiologo &#8211; Councellor IMR &#8211; Responsabile Studio Kineform, Padova</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus Fisioterapia: scopri come ottenerlo</title>
		<link>https://kineform.it/bonus-fisioterapia-scopri-come-ottenerlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 11:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=4621</guid>

					<description><![CDATA[Per il 2025 è confermata la possibilità di usufruire del bonus fisioterapia, un'agevolazione fiscale scopri in cosa consiste e quali sono i requisiti. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">Anche per il 2025 è confermata la possibilità di usufruire del <strong>bonus fisioterapia</strong>, un&#8217;agevolazione fiscale che consente di ottenere una <strong>detrazione Irpef del 19%</strong> sulle spese sostenute per trattamenti di fisioterapia, kinesiterapia e laserterapia. Tuttavia, la detrazione si applica solo sulla parte della spesa che supera una soglia minima stabilita.</p>
<h3><strong>Chi Può Usufruire del Bonus Fisioterapia 2025?</strong></h3>
<p>Il bonus fisioterapia è accessibile a tutti i contribuenti che sostengono spese per trattamenti riabilitativi, a patto che siano rispettate alcune condizioni:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Le spese devono superare la soglia minima di <strong>129,11 euro</strong>.</li>
<li>I pagamenti devono essere effettuati con <strong>metodi tracciabili</strong>, come <strong>bonifico bancario, carta di credito o bancomat</strong>.</li>
<li>È necessario <strong>conservare tutta la documentazione fiscale</strong> relativa alle spese.</li>
</ul>
<h3><strong>Quali Trattamenti Sono Coperti?</strong></h3>
<p>La detrazione Irpef del 19% è prevista per diverse tipologie di trattamenti, tra cui:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Fisioterapia</strong></li>
<li><strong>Kinesiterapia</strong></li>
<li><strong>Laserterapia</strong></li>
<li><strong>Altri trattamenti riabilitativi</strong> e infermieristici, purché relativi a spese mediche e di assistenza specifica</li>
</ul>
<h3><strong>Come Funziona la Detrazione?</strong></h3>
<p>Il bonus fisioterapia 2025 funziona come una <strong>detrazione diretta</strong> sulle imposte da pagare. Tuttavia, la detrazione si applica solo all&#8217;importo che eccede la franchigia di <strong>129,11 euro</strong>.</p>
<p><strong>Esempio di calcolo della detrazione:</strong> Se un contribuente spende <strong>500 euro</strong> per trattamenti di fisioterapia, la detrazione si calcola sulla parte eccedente la franchigia:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>500 &#8211; 129,11 = 370,89 euro</strong></li>
<li>Il 19% di <strong>370,89 euro</strong> corrisponde a circa <strong>70,47 euro</strong> di risparmio fiscale.</li>
</ul>
<h3><strong>Come Ottenere la Detrazione</strong></h3>
<p>Per beneficiare della detrazione Irpef del 19% sulle spese di fisioterapia, il contribuente deve <strong>inserire le spese nella dichiarazione dei redditi</strong>, compilando il modello <strong>730 o Redditi PF</strong> nella sezione dedicata alle spese sanitarie.</p>
<p><strong>Documentazione necessaria:</strong></p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Fatture o ricevute fiscali</strong>, che devono contenere i dettagli del trattamento e l&#8217;indicazione del professionista che ha eseguito la prestazione.</li>
<li><strong>Prova del pagamento tracciabile</strong>, se la prestazione è stata effettuata in una struttura privata non accreditata al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).</li>
</ul>
<h3><strong>Cosa Deve Essere Indicato nella Documentazione Fiscale?</strong></h3>
<p>Affinché la detrazione sia valida, è essenziale che il documento fiscale presenti:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Nome e qualifica del fisioterapista</strong></li>
<li><strong>Descrizione dettagliata del trattamento</strong></li>
<li><strong>Importo pagato</strong></li>
<li><strong>Modalità di pagamento tracciabile</strong> (bonifico, carta di credito, bancomat)</li>
<li><strong>Dichiarazione di esecuzione della prestazione</strong>, se la fattura è emessa da un soggetto diverso da chi ha effettivamente fornito il servizio (come previsto dalla circolare n. 14/2023 dell&#8217;Agenzia delle Entrate).</li>
</ul>
<h3><strong>Quanto Tempo Bisogna Conservare la Documentazione?</strong></h3>
<p>Le fatture e le ricevute devono essere <strong>conservate per almeno 5 anni</strong>, in caso di eventuali controlli da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>Il <strong>bonus <a href="https://kineform.it/cosa-facciamo/fisioterapia/">fisioterapia</a> 2025</strong> rappresenta un&#8217;opportunità per chi deve affrontare spese per trattamenti riabilitativi e desidera ridurre il carico fiscale. Seguendo le regole stabilite, conservando la documentazione necessaria e utilizzando metodi di pagamento tracciabili, è possibile ottenere un rimborso del 19% delle spese sostenute nella dichiarazione dei redditi. Assicurati di verificare sempre le ultime disposizioni fiscali e consulta un professionista per una gestione ottimale delle detrazioni.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo: <a title="catania.liveuniversity.it" href="https://catania.liveuniversity.it/2025/02/25/bonus-fisioterapia-2025/" target="_blank" rel="noopener">catania.liveuniversity.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ReHub: la piattaforma di riabilitazione digitale</title>
		<link>https://kineform.it/rehub-la-piattaforma-di-riabilitazione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 21:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Rehub]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=4595</guid>

					<description><![CDATA[Scopri ReHub, la rivoluzionaria piattaforma di riabilitazione digitale per la fisioterapia in Italia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex max-w-full flex-col flex-grow">
<div class="min-h-8 text-message flex w-full flex-col items-end gap-2 whitespace-normal break-words [.text-message+&amp;]:mt-5" dir="auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="b3872b33-d5ce-4ff1-b2fa-5aaf418ccd23" data-message-model-slug="gpt-4o">
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<p>Nel panorama della sanità digitale italiana, è arrivata una novità che promette di trasformare l’approccio alla fisioterapia e alla riabilitazione. Si tratta di ReHub, una piattaforma tecnologica sviluppata da una startup spagnola, specializzata in assistenza sanitaria digitale, che utilizza l’intelligenza artificiale e la visione artificiale per monitorare gli esercizi riabilitativi in tempo reale. Nata in Spagna nel 2016 grazie all’intuizione dei co-fondatori Silvia Raga (CEO) e Ricardo Jauregui (CTO), ReHub ha già trovato spazio nei più importanti centri italiani, tra cui Humanitas, Istituto Maugeri, TopPhysio a Roma e le cliniche del gruppo Kos.</p>
<h3>ReHub: Un&#8217;Innovazione nella Terapia del Movimento</h3>
<p>ReHub non è solo una piattaforma digitale, ma una vera e propria soluzione per la riabilitazione personalizzata e a domicilio. Grazie alla sua avanzata tecnologia, permette di adattare gli esercizi terapeutici alle esigenze specifiche di ogni paziente, monitorando i progressi da remoto con una precisione notevole. Utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale e la computer vision, ReHub permette di registrare parametri come ampiezza, velocità, ripetizioni, forza e compensazioni dei movimenti, tutto tramite la fotocamera dello smartphone del paziente.</p>
<p>Questa tecnologia innovativa rende possibile la terapia del movimento per pazienti con difficoltà motorie, fornendo loro un supporto efficace e immediato per i loro esercizi. <strong>Circa 8,5 milioni di italiani soffrono di difficoltà motorie</strong>, e quasi 6 milioni di essi si affidano a fisioterapisti per il trattamento. ReHub risponde a questa crescente domanda, offrendo una soluzione più accessibile e flessibile rispetto alle tradizionali terapie in presenza.</p>
<h3>Come funziona ReHub</h3>
<p>E&#8217; progettata per offrire un’esperienza di riabilitazione domiciliare altamente personalizzata e monitorata. Attraverso la piattaforma cloud, i professionisti sanitari possono creare programmi di esercizi su misura, scegliendo tra oltre 3.000 esercizi guidati dall’intelligenza artificiale. I pazienti eseguono gli esercizi sotto la supervisione virtuale della piattaforma, che fornisce feedback in tempo reale grazie ai suoi algoritmi avanzati. Questo sistema aiuta i fisioterapisti a ottimizzare i programmi terapeutici, adattandoli in base ai progressi del paziente e garantendo risultati migliori.</p>
<p>Un aspetto distintivo di ReHub è la sua capacità di monitorare ogni movimento con estrema precisione, utilizzando oltre 60 punti di rilevamento sul corpo del paziente. Questo permette di correggere i movimenti in tempo reale, offrendo un’esperienza terapeutica sicura ed efficace, anche da casa. Inoltre, i professionisti possono seguire l’andamento della terapia e interagire con i pazienti tramite chat e videoconsulto, mantenendo un contatto costante durante tutto il percorso riabilitativo.</p>
<h3>I Vantaggi</h3>
<p>ReHub non solo aumenta la precisione della riabilitazione, ma ha anche un impatto significativo sul sistema sanitario. Secondo i dati clinici, i pazienti che utilizzano ReHub riportano un miglioramento del 30% rispetto alle tecniche di riabilitazione tradizionali. Questa piattaforma consente inoltre di ridurre le liste d’attesa per la fisioterapia, aumentando la produttività dei centri riabilitativi di oltre il 30%. Grazie alla possibilità di eseguire esercizi da casa, i pazienti possono ridurre le sedute in presenza fino al 60%, con un risparmio sui costi di trasporto che può arrivare al 50%.</p>
<p>Per i pazienti, questa autonomia significa una maggiore flessibilità e un controllo più attivo sul proprio percorso di recupero. L’alto livello di personalizzazione e la possibilità di monitorare i progressi in tempo reale migliorano l’aderenza al trattamento, aumentando la motivazione e rendendo la terapia più efficace. Su oltre 15.000 pazienti trattati con ReHub, il 90% ha dichiarato che riutilizzerebbe la piattaforma, segno della sua efficacia e della soddisfazione dei pazienti.</p>
<h3>Le Patologie Più Trattate con ReHub</h3>
<p>Si è rivelata particolarmente efficace per una vasta gamma di patologie muscoloscheletriche, trattando più di 25.000 pazienti finora. Tra le principali patologie affrontate con successo troviamo:</p>
<ul>
<li><strong>Dolore lombare</strong>: una delle cause più comuni di ricorso alla fisioterapia.</li>
<li><strong>Cervicalgia</strong>: spesso causata da posture scorrette o tensioni muscolari.</li>
<li><strong>Lesione condrale del ginocchio</strong>: problema articolare che richiede riabilitazione mirata.</li>
<li><strong>Lesione del legamento crociato anteriore</strong> e <strong>strappi alla cuffia dei rotatori</strong>: lesioni frequenti tra gli sportivi.</li>
<li><strong>Distorsione alla caviglia</strong> e <strong>frattura della clavicola</strong>: traumi che necessitano di un recupero funzionale graduale.</li>
<li><strong>Capsulite adesiva della spalla</strong> e <strong>sindrome da impingement</strong>: patologie dolorose che limitano la mobilità e richiedono un approccio specifico.</li>
</ul>
<p>La varietà di esercizi disponibili e la possibilità di adattare il trattamento rendono ReHub uno strumento versatile e adatto a molte esigenze riabilitative.</p>
<h3>Una Nuova Era per la Riabilitazione in Italia</h3>
<p>L’arrivo di ReHub in Italia segna un passo importante verso la digitalizzazione della fisioterapia e della riabilitazione. In un contesto in cui la domanda di assistenza fisioterapica è sempre più elevata, questa piattaforma rappresenta una risorsa preziosa per i professionisti del settore e per i pazienti. Grazie all’intelligenza artificiale e alla visione artificiale, ReHub offre un’esperienza terapeutica sicura, precisa e accessibile, permettendo ai pazienti di intraprendere il loro percorso di guarigione direttamente da casa.</p>
<p>L’utilizzo di ReHub nei centri di eccellenza italiani, come Humanitas e le cliniche TopPhysio, dimostra l’efficacia della piattaforma e il valore che questa tecnologia può aggiungere al sistema sanitario. La fisioterapia digitale non è solo una tendenza, ma una soluzione concreta per migliorare l’accessibilità e l’efficienza dei trattamenti riabilitativi.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>ReHub rappresenta il futuro della <a href="https://kineform.it/camminata-e-fisioterapia-contro-il-mal-di-schiena/">fisioterapia</a> in Italia, unendo innovazione e cura personalizzata per offrire ai pazienti un percorso di recupero più agevole e sicuro. Per chi cerca una soluzione efficace e moderna per la riabilitazione, ReHub offre una piattaforma avanzata che consente di migliorare la propria salute in modo autonomo e flessibile.</p>
<p>Fonte articolo <a title="www.superabile.it" href="https://www.superabile.it/portale/it/dettaglio.gen.2024.06.teleriabilitazione-fisioterapia-ai.html" target="_blank" rel="noopener">www.superabile.it</a></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rivoluzione della Riabilitazione: il ruolo dei robot-fisioterapisti</title>
		<link>https://kineform.it/rivoluzione-riabilitazione-robot-fisioterapisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 12:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza Sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Fit For Medical Robotics]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://new.kineform.it/?p=3240</guid>

					<description><![CDATA[Scopri come la tecnologia robotica sta rivoluzionando la riabilitazione con il progetto "Fit For Medical Robotics". Leggi di più su questa rivoluzione. 
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;Integrazione tra Robotica e Riabilitazione</h3>
<p>L&#8217;evoluzione tecnologica sta rivoluzionando il settore della riabilitazione, aprendo nuove prospettive con l&#8217;introduzione dei robot-fisioterapisti. Queste macchine complesse, capaci di interagire con i pazienti e di guidarli durante gli esercizi, offrono un supporto fondamentale per migliorare i processi <a title="Fiosterapista" href="https://kineform.it/il-fisioterapista-cosa-fa-e-quando-rivolgersi-a-lui/">Fiosterapista</a>.</p>
<h4>Una Nuova Era per la Salute</h4>
<p>L&#8217;Università Campus Bio-Medico di Roma ha sviluppato un innovativo sistema che unisce la capacità di dialogo con la capacità di movimentare gli arti, integrando così la riabilitazione fisica con quella cognitiva. Questo approccio crea un ambiente accogliente e coinvolgente per i pazienti durante le sessioni riabilitative, simile all&#8217;assistenza offerta dai fisioterapisti tradizionali.</p>
<h3>Il Progetto &#8220;Fit For Medical Robotics&#8221;</h3>
<p>Per garantire l&#8217;efficacia di queste tecnologie nella pratica clinica, è stato avviato il progetto &#8220;Fit For Medical Robotics&#8221;, finanziato con 126 milioni di euro dal Piano Complementare al PNRR. In collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e altre istituzioni, questo progetto mira a valutare l&#8217;utilità dei robot in diverse patologie e contesti riabilitativi, coinvolgendo oltre 2000 pazienti in studi clinici su tutto il territorio nazionale.</p>
<h4>Vantaggi e Obiettivi</h4>
<p>L&#8217;introduzione dei robot-fisioterapisti non mira a sostituire i professionisti della salute, ma a offrire un supporto complementare per ottimizzare i trattamenti riabilitativi. Grazie alla personalizzazione dei trattamenti e alla standardizzazione delle pratiche, si punta a migliorare l&#8217;efficacia e l&#8217;accessibilità delle cure, garantendo un&#8217;assistenza di qualità per tutti i pazienti.</p>
<h4>Il Futuro della Riabilitazione</h4>
<p>Con l&#8217;implementazione di palestre robotizzate e l&#8217;utilizzo di sensori per monitorare costantemente i pazienti, si prospetta un futuro promettente per la riabilitazione. Queste innovazioni permettono di superare le limitazioni dei trattamenti tradizionali, offrendo soluzioni su misura per le esigenze di ogni individuo.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="www.repubblica.it/salute" href="https://www.repubblica.it/salute/dossier/labrevolution/2024/02/09/news/palestra_robot_fisioterapia_riabilitazione-422095416/" target="_blank" rel="noopener">www.repubblica.it/salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fisioterapia post-partum: Un alleato fondamentale per le neomamme</title>
		<link>https://kineform.it/fisioterapia-post-partum-un-alleato-per-le-neomamme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 11:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere post-partum]]></category>
		<category><![CDATA[diastasi addominale]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi ipopressivi]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi posturali]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia post-partum]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[mal di schiena in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[neomamme]]></category>
		<category><![CDATA[pavimento pelvico]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[recupero post-partum.]]></category>
		<category><![CDATA[rinforzo muscolare]]></category>
		<category><![CDATA[salute delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[salute post-partum]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento della diastasi addominale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=933</guid>

					<description><![CDATA[Scopri i benefici della fisioterapia post-partum nel trattamento della diastasi addominale, una condizione che riguarda il 30% delle neomamme.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il Post-partum</h3>
<p>La <a href="https://kineform.it/gravidanza-fitness-6-linee-guida-da-seguire/">gravidanza</a> è un&#8217;esperienza straordinaria che porta molteplici cambiamenti nel corpo di una donna. Uno dei cambiamenti più evidenti avviene nell&#8217;addome, dove i muscoli si adattano alla crescita del feto. Ma cosa succede dopo la nascita?</p>
<p>Contrariamente a ciò che molti potrebbero pensare, il ritorno alla normalità non è immediato. Ne sa qualcosa la dott.ssa Alessandra Russo, fisioterapista presso gli ambulatori Humanitas Medical Care De Angeli a Milano, Arese e Domodossola.</p>
<p>In particolare, una condizione che colpisce circa il 30% delle neomamme è la diastasi addominale, una separazione dei muscoli verticali dell&#8217;addome. Ma c&#8217;è una buona notizia: la fisioterapia può aiutare a gestire e a risolvere questo problema.</p>
<h3><strong>La diastasi addominale: Di cosa si tratta?</strong></h3>
<p>La diastasi addominale è classificata in tre stadi: lieve (inferiore a 3 cm), moderata (tra 3 e 5 cm) e grave (maggiore di 5 cm). Non è solo un problema estetico. Può comportare diverse complicanze, tra cui mal di schiena, ernie, gonfiore addominale, disturbi della digestione, sensazione di pesantezza nella zona pelvica e alterazioni della postura.</p>
<h3><strong>La fisioterapia come soluzione</strong></h3>
<p>Per le diastasi di entità inferiore ai 3 cm o quando l&#8217;intervento chirurgico non è un&#8217;opzione, l&#8217;approccio fisioterapico può offrire una soluzione efficace. L&#8217;obiettivo del programma riabilitativo è di rinforzare i muscoli del pavimento pelvico e del trasverso addominale. Attraverso esercizi di respirazione, posturali e ipopressivi, le neomamme possono gradualmente ridurre la diastasi e risolvere il dolore associato.</p>
<h3><strong>Quando iniziare la fisioterapia?</strong></h3>
<p>La separazione dei muscoli addominali si risolve generalmente in modo spontaneo entro 8-12 mesi dal parto. Se la distanza tra le fasce muscolari è superiore ai 2,5 cm e persiste dopo 12 mesi, si configura una diastasi.</p>
<p>Ma non bisogna attendere tutto questo tempo per intervenire: spesso, già dopo i primi 5-6 mesi, possono comparire i primi sintomi. È quindi consigliato consultare un fisioterapista, che potrà effettuare una valutazione e consigliare il percorso di trattamento più appropriato.</p>
<h3><strong>Prevenzione e gravidanze future</strong></h3>
<p>La prevenzione è fondamentale. Dopo la gravidanza, è importante evitare esercizi che aumentano la pressione addominale o sollecitano eccessivamente il pavimento pelvico. Al contrario, sono consigliati esercizi di respirazione, di attivazione del muscolo trasverso dell&#8217;addome e, dal terzo mese, un percorso di ginnastica ipopressiva.</p>
<p>E se si desidera un secondo figlio? Non è necessario rimandare il trattamento della diastasi. Anzi, è importante affrontare tempestivamente la situazione per prevenire ulteriori complicanze.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a href="https://www.humanitas-care.it/" target="_blank" rel="noopener">www.humanitas-care.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fisioterapia geriatrica: Benefici, trattamenti e quando considerarla</title>
		<link>https://kineform.it/fisioterapia-geriatrica-benefici-trattamenti-e-quando-considerarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 12:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=927</guid>

					<description><![CDATA[La fisioterapia geriatrica riveste un ruolo particolarmente importante nel migliorare la salute e il benessere degli anziani. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://kineform.it/fisioterapia/">fisioterapia</a> è una professione sanitaria fondamentale che offre numerosi benefici curativi per le persone di tutte le età. Nell&#8217;ambito della fisioterapia, la fisioterapia geriatrica riveste un ruolo particolarmente importante nel migliorare la salute e il benessere degli anziani. In questo articolo approfondito, esploreremo i molteplici aspetti della fisioterapia geriatrica, comprese le sue definizioni, l&#8217;importanza del suo adattamento ai contesti specifici e i benefici che può apportare ai pazienti anziani. Scopriremo inoltre come la fisioterapia geriatrica tratta una vasta gamma di disturbi legati all&#8217;età, migliorando la mobilità, la forza e la qualità di vita degli anziani.</p>
<h3>Che cos&#8217;è ?</h3>
<p><strong>La fisioterapia geriatrica è un ramo della fisioterapia che si concentra sulle specifiche esigenze degli anziani, offrendo trattamenti personalizzati per migliorare la loro salute e il benessere complessivo.</strong> Iniziamo definendo la fisioterapia geriatrica come una disciplina che si adatta ai contesti specifici degli anziani, affrontando una vasta gamma di problemi legati all&#8217;età. Questi problemi spesso riguardano le difficoltà motorie e possono compromettere la qualità di vita degli anziani. La fisioterapia geriatrica si propone di mantenere o ripristinare le funzionalità motorie che possono diminuire con l&#8217;avanzare dell&#8217;età.</p>
<p>Un aspetto importante della fisioterapia geriatrica è il suo approccio multidisciplinare, che coinvolge diverse competenze specialistiche per fornire una cura completa. <strong>Questa disciplina mira a migliorare la mobilità, la forza e la qualità di vita degli anziani, concentrandosi non solo sulla sfera osteo-scheletrica, ma anche su quella neurologica, cardiaca e respiratoria. La cooperazione tra medici e specialisti geriatri è essenziale per affrontare le complesse patologie associate all&#8217;invecchiamento.</strong></p>
<h3>I benefici della fisioterapia geriatrica per la salute e il benessere</h3>
<p>La fisioterapia geriatrica è consigliata quando gli anziani perdono capacità motorie e di equilibrio, mettendo a rischio la loro sicurezza e indipendenza. È fondamentale intervenire tempestivamente per prevenire complicanze gravi e irreversibili, come cadute che possono provocare fratture ossee o periodi prolungati di immobilizzazione. Inoltre, la fisioterapia geriatrica svolge un ruolo significativo nel trattamento post-operatorio, nella gestione del dolore cronico e nella prevenzione di atrofie muscolari e lesioni da decubito.</p>
<p>Oltre agli evidenti benefici fisici, la fisioterapia geriatrica promuove anche la salute mentale e il benessere emotivo degli anziani. L&#8217;interazione con il fisioterapista e l&#8217;impegno nel processo di recupero possono contribuire a migliorare l&#8217;autostima, l&#8217;umore e la fiducia negli anziani.</p>
<p>In conclusione, <strong>questo ramo della fisioterapia offre trattamenti personalizzati per affrontare le specifiche esigenze degli anziani, migliorando la loro mobilità, forza e qualità di vita complessiva</strong>.</p>
<p>Grazie all&#8217;approccio multidisciplinare e alla prevenzione delle complicanze, questa disciplina si dimostra essenziale nel promuovere la salute e il benessere degli anziani, garantendo loro una vita attiva e indipendente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pet-therapy un aiuto alla fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/pet-therapy-un-aiuto-alla-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 08:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[pet-therapy]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=918</guid>

					<description><![CDATA[Un aiuto per sentirsi meglio arriva dall'affetto che solo un cane sa dare. La pet-therapy genovese lo ha dimostrato con un progetto sperimentale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Pet-therapy</h3>
<p>Non solo esami, medici e farmaci: a volte un aiuto concreto per sentirsi meglio arriva dall’affetto incondizionato, quello che solo un cane sa dare. Una convinzione che adesso ha anche basi scientifiche, grazi a un progetto sperimentale e all’avanguardia portato avanti dal Centro Clinico NeMO di Arenzano in collaborazione con Mondovicino Outlet e la Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport.</p>
<h3>Due pastori svizzeri diventano &#8220;fisioterapisti&#8221;</h3>
<p>Il progetto si chiama “ConFido” ed è partito a settembre 2016 fa coinvolgendo 50 pazienti affetti da sclerosi multipla e malattie neuromuscolari: per 25 di loro era prevista nella riabilitazione anche la <strong>pet therapy</strong> in compagnia di due pastori svizzeri bianchi, che per 170 sedute si sono messi a disposizione per coccole, gioco o semplicemente per tenere compagnia in silenzio.</p>
<p>Al loro fianco anche medico, fisiatra, <a href="https://kineform.it/fisioterapia/">fisioterapista</a>, terapista occupazionale, psicologa, veterinario e coadiutore del cane. Gli altri 25 pazienti coinvolti nel progetto, considerati come “gruppo di controllo” per permettere di valutare l’efficacia dello studio, sono stati invece sottoposti a trattamenti di fisioterapia e terapia tradizionali.</p>
<p>Il risultato dello studio è stato sorprendente, anche se non inaspettato: Takoda e Anduril (questi i nomi dei due pastori svizzeri) si sono rivelati una sorta di “panacea” per i pazienti, che in loro hanno trovato un’inaspettata risorsa non soltanto dal punto di vista psicologico, ma anche fisico.</p>
<p>I questionari sottoposti ai partecipanti alla sperimentazione hanno infatti confermato che i pazienti coinvolti nella pet therapy hanno avuto una significativa riduzione del livello di ansia e depressione, affiancata allo stesso aumento delle capacità motorie garantite dalla terapia tradizionale.</p>
<h3>I dati della Pet-therapy presentati a Boston</h3>
<p>Dati che dimostrano come la pet therapy posso essere un valido strumento nella riabilitazione, e che verranno presentati durante il Simposio Internazionale sulla Sla e sulle malattie del motoneurone, in programma a Boston dall’8 al 10 dicembre. Il progetto nel frattempo è andato avanti, coinvolgendo un gruppo sempre più ampio di pazienti:</p>
<blockquote><p>«I risultati di questa seconda fase dello studio confermano la riduzione dei vissuti di ansia nel gruppo dei pazienti coinvolti nel percorso di pet therapy, a cui si associa questa volta anche una diminuzione della depressione &#8211; conferma la dottoressa Manuela Vignolo, fisiatra del Centro Clinico NeMO di Arenzano e responsabile scientifico del progetto &#8211; Per lo stesso gruppo di pazienti, accanto a questi aspetti più propriamente psicologici, emerge un nuovo dato statisticamente significativo, legato al miglioramento della performance motoria: migliorano l’equilibrio e la propriocettività, ossia la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio.</p>
<p>Questo dato ha una evidente ricaduta sulla capacità di mantenere la stabilità soprattutto nei cambi direzionali. Questo nuovo risultato positivo rispecchia l’osservazione che effettuiamo quotidianamente nella nostra palestra riabilitativa, di una elevata aderenza che i pazienti dimostrano nell’eseguire il trattamento proposto in associazione al cane. È con gioia pertanto che proseguiamo il nostro lavoro anche dal punto di vista dell’osservazione scientifica, grati ai nostri sostenitori e stimolati dall’offrire un servizio sempre migliore ai nostri pazienti affetti da patologie gravemente disabilitanti».</p></blockquote>
<p>Secondo gli esperti del Centro Clinico NeMO il progetto ConFido conferma dunque che, nell’ambito dei trattamenti per le malattie neuromuscolari, la terapia assistita con animale viene percepita non pericolosa, innovativa e strumento di supporto concreto alle terapie tradizionali.</p>
<p>E secondo il responsabile del cane il percorso non causa stress all’animale e mette in evidenza, su basi scientifiche, la connessione tra i partecipanti al programma, il tipo di co-terapia e la soddisfazione di tutti gli operatori sanitari del Centro Clinico NeMO, infermieri e personale. Un aspetto che potrà essere ulteriormente approfondito in futuro.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a href="https://www.genovatoday.it/" target="_blank" rel="noopener">www.genovatoday.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crioterapia: come agisce? quali sono i benefici?</title>
		<link>https://kineform.it/crioterapia-come-agisce-quali-sono-i-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 09:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Crioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[La crioterapia, o terapia del freddo, viene utilizzata per curare alcune patologie e come trattamento per vari inestetismi o o più in generale, per ritrovare il benessere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Che cos’è la crioterapia</h3>
<p>La crioterapia, anche chiamata terapia criogenica, è un trattamento che utilizza le basse temperature per congelare, o quasi, le parti del corpo interessate al fine di migliorarne le condizioni.<br />
Il trasferimento del freddo al corpo avviene per mezzo di diversi meccanismi di conduzione che approfondiremo di seguito. In sintesi, quelli più usati sono:</p>
<ul>
<li>impacchi di ghiaccio.</li>
<li>Bagni di ghiaccio.</li>
<li>Bende refrigeranti.</li>
<li>Crioterapia iperbarica gassosa.</li>
<li>Camere criogeniche raffreddate con azoto liquido.</li>
</ul>
<p>I medici utilizzano da anni, la crioterapia, per lo più a base di azoto liquido, per il trattamento localizzato di verruche, per la rimozione di cellule tumorali o per ridurre l’infiammazione.</p>
<p>Invece, nel mondo dell’estetica e dello sport viene ormai usata, anche in modo sistemico, per contrastare l’invecchiamento cutaneo e migliorare il recupero fisico post-allenamento.</p>
<h3>Come agisce?</h3>
<p>Il segreto dell’efficacia della crioterapia è nascosto proprio nel suo meccanismo. Quando il corpo viene rapidamente raffreddato ha un consistente sbalzo termico.</p>
<p>Questo fa sì che i recettori presenti nella nostra pelle inviino un segnale all’ipotalamo che per contrastare l’azione del freddo e difendere il corpo attiva delle risposte fisiologiche.</p>
<h4>Prima reazione</h4>
<p>La prima reazione è una forte vasocostrizione, in cui il sangue va dalle estremità corporee verso gli organi vitali per ossigenarli adeguatamente. Subito dopo, l’organismo passa al rilascio di serotonina e ormone adrenocorticotropo (ACTH), inibitore del dolore e dell’infiammazione.</p>
<h4>Seconda reazione</h4>
<p>Quando il trattamento finisce e la temperatura corporea ritorna normale, si ha una seconda reazione che è la vasodilatazione periferica. Questo permette al sangue ben ossigenato di irrorare nuovamente le estremità corporee e portare via gli elementi di scarto come acido lattico e istamine.</p>
<p>Grazie a quest’ultima fase si ha un aumento della microcircolazione che favorisce la rigenerazione cellulare e la stimolazione della produzione di elastina e collagene.</p>
<p>Stesse reazioni si hanno di fronte ad un trattamento di crioterapia localizzato su lesioni cutanee. L’abbassamento di temperatura, mediante l’applicazione dell’azoto liquido, determina la dissoluzione delle lesioni sottoposte a trattamento, salvaguardando però le cellule sane.</p>
<p><strong>Il risultato è che la pelle non subisce nessun trauma e la lesione pian piano guarisce.</strong></p>
<h3>I benefici della crioterapia</h3>
<p>Nella pratica, questo, si traduce in una serie di benefici che agiscono su tutti i sistemi del nostro organismo:</p>
<p><strong>Miglioramento della circolazione sanguigna</strong>: grazie al freddo applicato direttamente sulla zona interessata, i vasi ematici si costringono e subito dopo si dilatano stimolando proprio la circolazione e migliorando il flusso di sangue.</p>
<p><strong>Guarigione muscolare:</strong> la crioterapia è in grado di rilassare e distendere i muscoli, accelerando la ripresa. In questo caso gli effetti sono due: un aumento oppure una diminuzione di tono a seconda del tempo di esposizione al freddo della zona trattata.</p>
<p><strong>Prevenzione e cura di alcune tipologie di cancro:</strong> soprattutto quelle conseguenti agli stati infiammatori possono beneficiare della terapia del freddo che ha effetti antiflogistici. Inoltre, in molti casi la crioterapia può essere usata per ridurre il rischio di comparsa di certi tumori.</p>
<p><strong>Sollievo per le emicranie, riduzione di ansia e depressione:</strong> la crioterapia stimola la produzione di endorfine e citochine, sostanze che inducono benessere e che sono antidolorifiche e antinfiammatorie.</p>
<p><strong>Riduzione edemi cutanei:</strong> effetto collegato alla vasocostrizione e vasodilatazione periferica.</p>
<p><strong>Perdita di peso:</strong> il freddo stimola il metabolismo, che è in grado di bruciare più in fretta le calorie per permettere al corpo di riscaldarsi.</p>
<p><strong>Riduzione dell’infiammazione localizzata.</strong></p>
<p><strong>Miglioramento del tono muscolare:</strong> che è uno dei motivi per cui spesso si consiglia di finire la doccia con un getto di acqua fredda.</p>
<p><strong>Sollievo dal dolore:</strong> la terapia blocca i recettori che trasmettono gli impulsi dolorosi e riduce la velocità di trasmissione dei segnali.</p>
<h3>Crioterapia in fisioterapia</h3>
<p><strong>La crioterapia è riconosciuta, inoltre, da sportivi professionisti e non, come una modalità benefica di trattamento post-trauma per garantire un recupero veloce.</strong></p>
<p>Può essere applicata a numerosi casi di patologie muscolo-scheletriche e in combinazione ad altri percorsi terapeutici come le onde d’urto, l’ipertermia, gli ultrasuoni e la laserterapia. Ed è per questo che la crioterapia è considerata un prezioso alleato dei <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapisti</strong></a>.</p>
<p>Grazie alle sue caratteristiche ha un effetto analgesico immediato oppure differenziato nel tempo e può essere usata per il trattamento di:</p>
<ul>
<li>Dolori alla <a href="https://kineform.it/dolore-alla-spalla-come-agire/">spalla</a>, al gomito e al polso.</li>
<li>Dolori al <a href="https://kineform.it/come-salvare-il-ginocchio-con-la-fisioterapia/">ginocchio</a> e all’anca.</li>
<li>Lacerazioni.</li>
<li>Contusioni.</li>
<li>Distorsioni.</li>
<li>Stiramenti muscolari, tendinei e legamentosi.</li>
<li>Borsiti, artrosinoviti, tendiniti.</li>
<li>Artropatie infiammatorie.</li>
<li>Mialgie e spasmi muscolari.</li>
</ul>
<p>A livello muscolare, il freddo ha un effetto antinfiammatorio perché innesca, come abbiamo già detto, un processo di vasocostrizione e vasodilatazione che velocizza la circolazione del sangue e permette di smaltire più velocemente le tossine e l’acido lattico prodotti durante l’allenamento.</p>
<p><strong>Fonte dell&#8217;articolo</strong> <a href="https://www.melarossa.it/" target="_blank" rel="noopener">www.melarossa.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tumore al seno: fisioterapia post operatoria</title>
		<link>https://kineform.it/tumore-al-seno-fisioterapia-post-operatoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2022 09:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[Tumore al seno]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno specifico programma di allenamento da iniziare subito dopo l’operazione previene problemi motori e dolore al braccio e alla spalla.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un po’ di stretching, un po’ di potenziamento muscolare ed esercizi mirati di ginnastica posturale. Lo prevede il programma di allenamento specifico per alleviare il dolore e i problemi di mobilità alla spalla e al braccio nelle donne che hanno subito un intervento chirurgico per un tumore alla mammella.</p>
<p>L’intervento si chiama Prosper (Prevention of Shoulder Problems) e, se viene iniziato una settimana dopo l’operazione sotto la guida di un <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapista</strong></a>, le pazienti recuperano prima i movimenti e riducono il dolore negli arti superiori con benefici a lungo termine.</p>
<h3>Tumore al seno e Fisioterapia</h3>
<p>Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul British Medical Journal condotto dai ricercatori dell’Università di Warwick su 392 donne (età media 58 anni) in procinto di subire un intervento chirurgico per un tumore al seno in 17 strutture del Regno Unito. Le pazienti, tutte a elevato rischio di complicanze post-operatorie alle braccia e alle spalle, sono state divise in due gruppi: il primo gruppo alle dimissioni dall’ospedale ha ricevuto un opuscolo con gli esercizi da svolgere in autonomia, il secondo ha seguito il programma Prosper che prevedeva sedute di allenamento dopo 7-10 giorni dall’operazione e un ultimo appuntamento a distanza di tre mesi.</p>
<p>Dopo un anno dall’intervento chirurgico tutte le partecipanti hanno compilato un questionario riportando le loro condizioni di salute e sono state sottoposte a visite mediche per valutare la mobilità delle braccia, il livello di dolore, gli eventuali gonfiori e la qualità di vita. I ricercatori hanno anche consultato i database sanitari per scoprire quante volte le donne avessero avuto bisogno di una visita medica per un problema agli arti superiori.</p>
<h3>I benefici</h3>
<p>Dall’analisi di tutti i dati è emerso che le pazienti che avevano seguito il programma Prosper avevano meno problemi motori, <strong>meno disturbi di altra natura (dolore o gonfiore) e una migliore qualità di vita rispetto alle donne che al momento delle dimissioni avevano ricevuto solo una lista di esercizi da svolgere per conto loro. </strong>Si è visto infatti che le donne che seguono il programma di riabilitazione post-operatorio hanno meno bisogno di visite mediche e di terapie rispetto alle pazienti che non partecipano alle sedute di fisioterapia e ginnastica.</p>
<p>«Abbiamo trovato prove solide che l&#8217;esercizio precoce, strutturato e progressivo è sicuro e clinicamente efficace per le donne a più alto rischio di sviluppare problemi alla spalla e agli arti superiori dopo un intervento chirurgico al seno non ricostruttivo. Il programma di esercizi Prosper ha migliorato la funzione degli arti superiori un anno dopo l&#8217;intervento chirurgico per il cancro al seno ed è stato conveniente rispetto alle cure standard del servizio sanitario nazionale», concludono i ricercatori.</p>
<p>articolo tratto da <a href="http://www.healthdesk.it/" target="_blank" rel="noopener">www.healthdesk.it</a></p>
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</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Curare la sciatica con la fisioterapia</title>
		<link>https://kineform.it/curare-la-sciatica-con-la-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 10:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Kineform]]></category>
		<category><![CDATA[sciatica]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://kineform.it/?p=670</guid>

					<description><![CDATA[Cos'è la sciatica? Come diagnosticarla correttamente? Scopri come la fisioterapia può aiutarti ad affrontare questa patologia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapia</strong></a> per la sciatica, più correttamente definita “lombosciatalgia”, consiste in una serie di <strong>terapie</strong> che hanno l’obiettivo di far sparire il dolore e recuperare la mobilità delle parti interessate dalla patologia, ovvero risolvere i problemi che hanno originato l’infiammazione del nervo sciatico.</p>
<h3>Cos&#8217;è la sciatica?</h3>
<p>La sciatica (lombosciatalgia) consiste in una patologia infiammatoria delle radici del nervo sciatico che origina dalla zona lombare e che determina sintomi irradiati frequentemente anche alla coscia o alla gamba. La sofferenza è riferita lungo tutto il decorso del nervo e quindi può presentare una distribuzione piuttosto estesa e di intensità variabile. Il nervo <strong>sciatico</strong>, che è il più lungo di tutto il corpo, ha origine dalla parte bassa della schiena e percorre l’intero arto inferiore fino al piede.</p>
<p>Si tratta di un elemento nervoso pari che, dopo aver raggiunto il ginocchio, si dirama in 2 branche principali, localizzate anteriormente e posteriormente al polpaccio fino ad arrivare rispettivamente al dorso e alla pianta del piede. Questa distribuzione anatomica spiega il perché la sciatica interessa un’ampia zona del corpo e non soltanto la schiena. Quando si verifica un’infiammazione del nervo, la sciatica si manifesta dapprima a livello della schiena per poi coinvolgere l’arto inferiore fino alle dita del piede. Le principali cause della patologia sono dovute a compressione delle radici nervose, spesso derivanti da discopatie.</p>
<h3>I sintomi</h3>
<p>Il dolore causato dalla sciatica è inconfondibile, così come alcuni effetti comuni, costituiti da possibili “blocchi” alla schiena causati da contratture muscolari (il classico colpo della strega).</p>
<p>In generale però non si soffre di sciatica se si viene interessati soltanto da questo stato di immobilizzazione, che invece è definito lombalgia.</p>
<p>Dolore al centro del gluteo, dolore che parte dal gluteo e arriva fino al piede, avvertire leggere scosse o sensazioni di calore lungo la gamba in corrispondenza del decorso del nervo sciatico, sono solo alcune delle varietà di scenari che indicano una possibile sciatica.</p>
<h3>La diagnosi</h3>
<p>Gli occhi del medico o del <strong>fisioterapista</strong> esperto, con l’ausilio di palpazioni, test e mobilizzazioni mirate, sanno di solito riconoscere un paziente affetto dalla sciatica.</p>
<p>Naturalmente sono consigliati anche esami strumentali, che potrebbero aiutare il fisioterapista a decidere se sia il caso di chiedere ausilio a un neurologo o a un ortopedico, ma anche per escludere altre possibilità come ad esempio la presenza di ernie del disco.</p>
<p>Gli esami strumentali, quando richiesti, di solito sono una RX (lastra) alla colonna vertebrale o una risonanza magnetica alla stessa, quando non anche l’elettromiografia.</p>
<p>Quest’ultima, essendo in grado di diagnosticare le neuropatie (malattie dei nervi) può essere utilizzata per escludere problemi diversi che in luogo della sciatica, potrebbero essere i responsabili dell’insorgenza del dolore.</p>
<h3>Quali sono i rimedi per la sciatica</h3>
<p>Il trattamento di questo disturbo dipende dalla gravità del suo quadro morboso e quindi dall’intensità della sintomatologia.</p>
<p>Di norma la cura prevede due tipi di approccio terapeutico, che sono:</p>
<ul>
<li><strong>Rimedi farmacologici</strong></li>
<li><strong>Fisioterapia</strong></li>
</ul>
<h4>Fisioterapia per la sciatica</h4>
<p>La finalità  della fisioterapia è quella di aiutare il paziente a correggere la propria postura rinforzando la muscolatura dorsale e addominale. Nello stesso tempo si devono potenziare la flessibilità della colonna vertebrale per supportare la sua funzionalità. Nei quadri di sciatalgia lieve, oltre a un iniziale riposo per 5-10 giorni, vengono consigliati esercizi di correzione posturale.</p>
<p>Nei quadri di maggiore gravità di solito si procede con un’iniziale fase di riposo a cui fa seguito una specifica fisioterapia con tecniche manuali e strumentali, oltre ai consueti esercizi posturali.</p>
<p>Qualsiasi approccio <a href="https://kineform.it/fisioterapia/"><strong>fisioterapico</strong></a> deve essere assolutamente personalizzato dato che ogni paziente presenta caratteristiche specifiche.</p>
<p><a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/"><strong>Le tecniche posturali</strong></a> sono quelle maggiormente indicate poiché consentono di assumere un assetto del rachide in grado di distribuire in maniera equilibrata i carichi ponderali.</p>
<p>Tenendo conto che alla base della sciatica spesso ci sono problemi di compressione della colonna vertebrale, intervenendo su questo aspetto si ottengono risultati particolarmente vantaggiosi.</p>
<p>Evitare il sovraccarico rappresenta il presupposto fondamentale per eliminare il dolore derivante dalla compressione delle fibre nervose.</p>
<p>Lo stretching può essere molto utile soltanto se gli esercizi sono graduali e dolci, per consentire un progressivo rilassamento delle fibre muscolari. Spesso si applicano tecniche per il rilassamento del muscolo piriforme e dei glutei.</p>
<p>Gli obiettivi da raggiungere tramite un corretto programma di <strong>fisioterapia</strong> per curare la sciatica sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>eliminare l’infiammazione</li>
<li>rilassare la muscolatura</li>
<li>correggere la postura</li>
<li>stabilizzare il “core” (muscolatura addominale)</li>
</ul>
<p>Tramite adeguati massaggi decontratturanti viene minimizzata la tensione muscolare, ottimizzando le loro prestazioni funzionali. La <a href="https://kineform.it/ginnastica-posturale/"><strong>ginnastica posturale</strong> </a>si propone di far riacquistare una posizione migliore delle vertebre che, di conseguenza, non comprimono le radici nervose e quindi non stimolano i centri del dolore.</p>
<p><a role="button" href="https://kineform.it/contatti/"><br />
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</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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